Riprendiamoci la Speranza, la lettera del sindaco Lunghi ai Concittadini

Variazione di bilancio, investimenti del comune di Assisi
TONINO LUNGHI

Riprendiamoci la Speranza, la lettera del sindaco Lunghi ai Concittadini.

dal Sindaco di Assisi FF
Antonio Lunghi
Cari Concittadini
, dopo l’elezione di Claudio Ricci al consesso regionale ed il trascorrere delle ferie di agosto, mi presento a Voi con le speranze di chi dovrà affrontare un viaggio impegnativo. Impegnativo per una serie infinita di ragioni. La prima, tra tutte, è il peso di un’eredità dovuta alla storia ed alla tradizione millenaria di Assisi, città del SANTO più amato. Un ringraziamento sincero nei confronti del Sindaco uscente per gli anni dedicati al Comune ed a tutto il nostro Territorio, con un augurio, nel contempo, per la Sua attività alla Regione dell’Umbria. Un ringraziamento agli Assessori e Consiglieri Comunali che, insieme a me, percorreranno questo ultimo tratto di strada che ci divide dalla fine di questa Consigliatura.

Sarò alla guida della nostra Città per poco tempo: quello necessario per terminare il programma amministrativo con cui ci siamo presentati ai cittadini quattro anni orsono e lavorare su nuovi orizzonti, che condurranno Assisi verso una nuova Amministrazione, nella primavera del 2016.
Il tempo è breve, e questo mi preoccupa, soprattutto perché tale periodo non va dissipato nell’indifferenza e non deve essere interpretato come un parcheggio a ore. So bene che il sentiero è accidentato e pieno di insidie, ma intendo comunque pensare alle opportunità più che alle difficoltà. Cercherò di percorrere questo tratto di strada con la mia faccia; con i valori a cui da sempre mi sono affidato.

Ascoltare, confrontarsi, agire: questi i tre verbi che descrivono il mio metodo di lavoro. La sfida è quella di sfruttare l’eccezionale valore aggiunto del nome ASSISI per creare le condizioni per una nuova ripartenza, di cui abbiamo estremo bisogno.

La cultura e lo stile dell’accoglienza devono essere il “leit-motiv” che ci ispira nella nostra azione amministrativa, sia che affrontiamo temi alti, che problemi di ordinaria amministrazione. Ho imparato dalla vita la pedagogia del lavoro con cui vorrei impostare anche questa nuova sfida. Il servizio pubblico deve essere svolto con quel senso di responsabilità che sta alla base di chi svolge un’attività lavorativa. Il motto del sistema qualità “attenzione al Cliente” è declinato “attenzione al Cittadino”.

Questo lo dico anche a tutti i Dipendenti del nostro Comune: dagli operai ai dirigenti. Dobbiamo essere molto attenti a chi ci sta di fronte, anche se ha torto: è il “Signor Cittadino” che vuole e deve avere una risposta, magari negativa, ma espressa con garbo e modi adeguati.
Cercherò di essere presente in tutti i luoghi del nostro bellissimo Comune, dalla Montagna sino a tutte le nostre Frazioni. Una delle prime cose che ho fatto è fornire una mappa del nostro territorio con i nomi dei nostri Paesi. I luoghi non sono indifferenti al nostro impegno, sono la storia di ognuno di noi e vanno rispettati nella loro identità.

Assisi rimane il centro, il luogo ove tutto riacquista significato. Ci attende un periodo molto importante definito dagli avvenimenti alle porte come quello del “Giubileo della Misericordia” che avrà inizio il prossimo 8 Dicembre, ma anche dalle questioni che scaturiscono dalla necessaria riorganizzazione degli Enti Territoriali.

A queste sfide dobbiamo dare una risposta concreta, fatta di ATTI AMMINISTRATIVI, PROGETTI DA REALIZZARE, AZIONI DA INTRAPRENDERE secondo quello stile del Riformismo a cui sono particolarmente legato. I cittadini devono essere consapevoli di poter contare non soltanto sulla presenza degli amministratori ma, anche e soprattutto, su un gruppo di tecnici e funzionari responsabili e motivati, che sta producendo sforzi notevoli per una vera e cosciente semplificazione.

Oggi lo “STATO è NUDO”, ovvero non è più capace di assicurare quei livelli di vita e coesione sociale cui eravamo abituati. Questo comporta che occorre riunire le forze e non disperderle per riuscire a ricostruire quelle condizioni che ci hanno fatto vivere in pace ed in prosperità negli anni passati: lo dobbiamo fare soprattutto per i nostri figli. Per questo il mio impegno deve essere sostenuto da ciascuno di Voi, soprattutto con le giuste critiche a quello che facciamo ed a come ci comportiamo.

La nostra società ci appare spesso come un brutto sogno, nel quale ci sentiamo imbrigliati e inquieti. Ebbene, queste inquietudini sono anche le mie. Ma sta sempre a noi renderci “protagonisti” di un futuro diverso e migliore, dove si possa sempre più attuare il grande disegno del dialogo e della coesione.

Riprendiamoci la Speranza


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