Rischio in agricoltura, presentate da Cesar le nuove politiche nazionali

Si chiama Programma di sviluppo rurale nazione (Psrn) ed è la grande novità del 2015 per la gestione del rischio in agricoltura. La misura, in vigore fino al 2020, predisposta nell’ambito della nuova Politica agricola comunitaria dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) di concerto con le Regioni, prevede aiuti fino al 65 per cento sui premi assicurativi pagati dalle imprese per coprire le perdite causate da avversità atmosferiche, fitopatie ed epizoozie, fondi di mutualizzazione e strumenti di stabilizzazione del reddito.

Per informare le imprese del settore agricolo sulle novità introdotte dal Psrn e fornire chiarimenti in merito, venerdì 13 febbraio, si è svolto al teatro Lyrick di Assisi il VII convegno nazionale del Centro per lo sviluppo agricolo e rurale (Cesar). Un incontro sul tema ‘Gestire i rischi per sviluppare l’impresa’, realizzato in collaborazione con l’Associazione nazionale Condifesa (Asnacodi) e il Dipartimento di scienze agrarie, alimentari e ambientali (Dsa3), a cui hanno partecipato circa 600 persone tra imprenditori agricoli e stakeholder.

Aperti i lavori con i saluti di Franco Moriconi, rettore dell’Università degli studi di Perugia e presidente del Cesar, e di Claudio Ricci, sindaco di Assisi, a relazionare sui temi del convegno sono stati, tra gli altri, Mauro Serra Bellini, responsabile dell’Ufficio crisi del Mipaaf, Fernanda Cecchini, assessore alle politiche agricole e allo sviluppo rurale della Regione Umbria, Angelo Frascarelli e Francesco Martella, rispettivamente responsabile dell’Area sviluppo e direttore del Cesar, e Albano Agabiti, presidente di Asnacodi. Sono intervenuti anche Giovanni Razeto dell’Ismea, Pier Ugo Andreini del Comitato esecutivo di Ania, Lorenzo Benanti, presidente del Comitato interprofessionale, e Francesco Tei, direttore del Dsaaa dell’Università degli studi di Perugia.

“Il Cesar – ha detto Moriconi – è in prima fila nell’assistenza alle imprese agricole. L’agricoltura resta per noi un settore fondamentale. Molto positive le numerosissime presenze di quest’anno al convegno, con delegazioni da tutta Italia e anche dall’estero”. Una partecipazione che dimostra anche l’interesse per i temi trattati. “Gli eventi calamitosi e i cambiamenti climatici – ha commentato Agabiti – sono sempre più frequenti e ogni anno vengono fuori esigenze produttive nuove da parte delle imprese agricole. Abbiamo inoltre mercati sempre più ampi.

I rischi da gestire sono sempre più complessi e abbiamo bisogno di innovarci”. Delle tre sottomisure del Psrn, particolare interesse ha sollevato quella relativa al sostegno alle assicurazioni. “Il rischio in agricoltura – ha ricordato Frascarelli –, soprattutto per alcune produzioni tipiche umbre come il tabacco, le ortive e la vite, è talmente alto che non può essere lasciato all’improvvisazione. Bisogna prevenire esternando questo costo alle compagnie assicurative. Gli imprenditori umbri lo hanno capito e stanno spostando l’interesse anche ad altre produzioni come l’oliva, colpita quest’anno dalla mosca”.

“Il programma che l’Italia ha presentato a Bruxelles – ha spiegato Serra Bellini – coglie a pieno le opportunità offerte dal regolamento europeo per lo sviluppo rurale con la possibilità di utilizzare diversi strumenti in modo integrato e complementare. Dalla classica misura assicurativa, che viene confermata e potenziata, ai fondi di mutualizzazione e, novità assoluta, di stabilizzazione dei redditi per dare risposte alle crisi congiunturali”. Questi fondi, costituiti esclusivamente da agricoltori, interverranno rispettivamente in caso di perdite economiche dovute a cause naturali e a cali del reddito superiore al 30 per cento del reddito medio annuo.

“Per la prima volta nella storia del nostro paese – ha concluso Agabiti – abbiamo una politica definita per i prossimi 7 anni. E ciò dà certezza al sistema delle imprese agricole. È una grande opportunità per programmare lo strumento assicurativo e i fondi mutualistici e soprattutto ci consente, anche a livello internazionale, di andare avanti con l’innovazione”.

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