Rivista San Francesco dedicata al Natale e ai suoi significati più profondi di spiritualità, umanità e solidarietà

E’ dedicato al Natale e ai suoi significati più profondi di spiritualità, umanità e solidarietà il numero di dicembre della rivista San Francesco Patrono d’Italia, in questi giorni in edicola. Contiene, fra i vari articoli che invitano alla riflessione, al dialogo e all’accoglienza nel nome di Francesco d’Assisi, un’intervista a Nicola Piovani e tre intensi racconti sul Natale degli scrittori Erri De Luca, Eraldo Affinati e Aldo Nove.

Il mensile apre con l’editoriale del direttore, Padre Enzo Fortunato, dal titolo “Pace agli uomini di buona volontà”, nel quale sottolinea come ‘l’amore verso il prossimo genera miracoli’. La rivista francescana oltre a raccontare la storia del presepe e le origini cristiane dell’albero di Natale dedica otto pagine di reportage fotografico a Israele “in cammino nei luoghi della natività” e Gerusalemme. Il titolo della copertina del mensile lancia l’allarme per i più poveri sempre più emarginati e in difficoltà; da qui l’invito dei frati del Sacro Convento di Assisi a prendersi cura di loro: ‘è nostro fratello‘.

La rivista contiene un’esclusiva intervista al Maestro Piovani sui giovani e il futuro: “Le nuove meraviglianti tecnologie mettono in mano ai giovani potenzialità e prospettive nuove e inesplorate. Se messe a frutto in senso eticamente positivo, possono darci una visione bella del futuro…”

 Il racconto di Erri de LucaLa veglia del Santo” dove ‘ognuno ha nel proprio silenzio una presenza che veglia, a forma di santo o di sentinella. Nel mio, di silenzio, c’è un uomo che mi ha preceduto e per incidente di cellule è stato mio padre’.

Il contributo di Eraldo Affinati, infine, e’ una riflessione appassionata su san Francesco che “è una spina nel nostro fianco. Uomo di febbri, viaggi, visioni, sogni, croste e ferite. Spesso ci dimentichiamo di lui“. – Continua lo scrittore – “I francescani conoscono il segreto della letizia: è lo stesso che il loro maestro rivelò a frate Leone un giorno lontano, sulla piana di Santa Maria degli Angeli, invitandolo a metterlo per scritto. Una delle pagine che più di tutte mi resta dentro come una lama tagliente da cui si può ottenere il sommo beneficio“.

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