Santa Chiara, Crisi dei valori e della fede, la diocesi si interroga

ASSISI – Ripartire da Chiara, dalla sua vita, dal suo esempio per coltivare e alimentare la fede. L’invito del cardinale Giuseppe Bertello che questa mattina 11 agosto in occasione della festa della Santa, ha presieduto la solenne celebrazione in Basilica, insieme al vescovo della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino monsignor Domenico Sorrentino e al segretario della Congregazione per le cause dei Santi monsignor Marcello Bartolucci, è stato chiaro. Il presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, nella sua omelia, ha sottolineato l’importanza della vita contemplativa delle clarisse per tutta l’umanità ed ha per questo messo in evidenza la “fecondità di una vita vissuta con Gesù. Possiamo raggiungere i successi più grandi che vogliamo, arrivare alle mete più importanti – ha detto – ma questo non è nulla se la nostra vita non è vissuta in Cristo”. Ecco l’invito ad alimentare la fede, a coltivarla avendo fiducia in Gesù, essendo pronti, come ha fatto Chiara, a diventare una “conca vuota dove il Signore riserva l’abbondanza dei suoi doni”. E la partecipazione all’Eucarestia non può “essere un rito, o una tradizione – ha sottolineato Bertello – ma la sorgente del nostro essere cristiani”.

Al termine dell’omelia il sindaco di Assisi Claudio Ricci ha fatto omaggio di una preziosa croce che verrà venerata e portata nelle processione solenni. E dopo la festa di Santa Chiara, il 12 agosto la diocesi celebra il suo patrono San Rufino, martire e primo vescovo della città di Assisi e dà così il via ufficialmente al Sinodo diocesano.

Dopo due anni di preparazione entra nella fase propriamente celebrativa, un cammino, fortemente voluto dal vescovo che, sulla scia di monsignor Placido Nicolini nel 1938 e del vescovo Costantino Stella di Nocera nel 1948, vuole affrontare le nuove sfide che si presentano alla Chiesa: la fragilità delle relazioni, la crisi sociale, le difficoltà dei giovani a trovare la giusta strada, la precarietà della vita umana e spesso la debolezza della fede. Proprio per questo carattere anche civile alla concelebrazione solenne, prevista alle ore 11 in Cattedrale, sono stati invitati i sindaci dei Comuni che fanno parte della diocesi e i rappresentanti delle chiese sorelle.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*