Santa Maria degli Angeli, il dono a Francesco della Porziuncola

Anche quest’anno si è rinnovato il simbolico scambio tra i Frati Minori della Porziuncola ed i monaci benedettini di San Pietro in Assisi iniziato circa 800 anni fa. Tutto ebbe inizio, come raccontano le Fonti, quando Francesco d’Assisi si mise in cerca, insieme ai primi frati, di un luogo che fungesse da riferimento e da dimora per quel piccolo gruppo primizia dell’Ordine nascente. Dopo aver bussato a diverse porte senza alcun risultato, ottenne dai monaci benedettini del monte Subasio la piccola chiesetta della Porziuncola che da allora divenne “capo e madre dell’Ordine dei Frati Minori”, presso la quale avvennero molti eventi che segnarono la vita di Francesco tanto che volle trascorrervi i suoi ultimi istanti di vita per entrare, attraverso il beato Transito, nel Regno dei Cieli. Francesco volle ringraziare e “retribuire” i monaci con il simbolico affitto annuale di una cesta di lasche (pescate nel fiume Tescio). I monaci di fronte a tale esempio gli restituirono la carità donandogli un vaso colmo d’olio.

A circa otto secoli di distanza da quell’evento, frati e monaci si ritrovano in una data prossima alla festa di S. Benedetto (quest’anno si è dovuto posticiparla) per rinnovare quel gesto di fratellanza nato dalla semplicità di Francesco d’Assisi. Questo pomeriggio una rappresentanza dei Frati Minori di Santa Maria degli Angeli, guidata dal Custode della Porziuncola p. Rosario Gugliotta OFM, si è recata all’abbazia di San Pietro in Assisi dove ha trovato, ad accoglierla, una schiera di bambini incuriositi da quanto accadeva, e naturalmente la comunità dei monaci di San Pietro, con il Priore Cipriano Carini OSB e l’Abate Riccardo Luca Guariglia OSB (quest’ultimo residente nell’Abbazia di Montevergine). Semplicità e fraternità hanno reso scorrevole il momento di preghiera che si è tenuto nella bella chiesa di S. Pietro.

La celebrazione ha dato la possibilità di riascoltare l’episodio del dono della Porziuncola a Francesco da parte dei monaci del Subasio. Tante sono le grazie e tanti sono i doni che il Signore desiderava fare al Poverello presso la Porziuncola: alla comprensione della vocazione di ricostruire la Chiesa con l’annuncio semplice e appassionato del Vangelo – da poco avvenuto –, si aggiunse l’accoglienza di Santa Chiara alla vita religiosa – nella notte della Domenica delle Palme –, della tentazione presso il Roseto attualmente senza spine e – come ricordato prima – l’incontro con Sorella Morte. Non solo, ma il luogo di ritrovo della Fraternità e dei Capitoli, come quello memorabile delle Stuoie con 5000 frati provenienti da diversi Paesi europei, fu soprattutto il luogo del Perdono, dell’Indulgenza della Porziuncola di cui stiamo per vivere l’ottavo centenario (Giubileo del Perdono: 1216-2016) all’interno dell’Anno di grazia della Misericordia in queste ore ufficialmente indetto da Papa Francesco.

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