Santa Maria, Grande partecipazione alla prima sessione plenaria

Festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate a Santa Maria degli Angeli
Festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate a Santa Maria degli Angeli

ASSISI – Il rapporto tra i santuari, in particolare le Basiliche papali di San Francesco e Santa Maria degli Angeli e la Chiesa locale nell’ottica di un’unica ed integrata evangelizzazione e’ stato al centro della prima sessione plenaria del sinodo diocesano che si e’ aperta venerdi’ pomeriggio alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, sotto la presidenza del vescovo monsignor Domenico Sorrentino.

L’assemblea, moderata dal professor Nicolangelo D’Acunto alla presenza del segretario del sinodo padre Francesco De Lazzari, ha affrontato il tema (Pastorale santuariale ed evangelizzazione) approfondito e presentato dall’apposita commissione presieduta dal custode del Sacro convento padre Mauro Gambetti. Nel saluto introduttivo il vescovo ha messo in evidenza l’importanza di questo momento di coinvolgimento generale, “di ascolto” che arriva a seguito di un lungo percorso di preparazione e che servirà al vescovo stesso a prendere le opportune decisioni ripetto ai cambiamenti sociali, economici e di crisi della fede mobilità sociale e culturale di cui la Chiesa deve tenere conto.

Mettendo in evidenza alcuni aspetti monsignor Sorrentino ha sottolineato l’elemento storico-ecclesiale dei santuari: “in Assisi sono tanti, e alcuni, come le grandi Basiliche, particolarmente frequentati. Ma in certo modo tutta la nostra città è come un santuario a cielo aperto.

Altri santuari sono nel resto della diocesi, ma Assisi è caso a sé. Il rapporto tra pastorale santuariale e parrocchiale ha in Assisi un luogo esemplare, quasi un laboratorio – ha aggiunto ancora il vescovo – merita di essere ben approfondito. Un elemento socio-pastorale: oggi non solo i nostri santuari, ma anche tutte le nostre parrocchie e le altre realtà ecclesiali – ha continuato il vescovo – sono chiamati a un nuovo dinamismo, dipendente dal fatto che la situazione di crisi valoriale e di grande mobilità culturale e sociale mette sempre più in crisi la forma “stanziale” della Chiesa e spinge la pastorale sempre più in strada, “in uscita”, come dice il Papa.

Pertanto il discorso che si fa circa i santuari ha dimensioni che riguardano tutta la pastorale e ci aiuta a cogliere lo specifico del nostro tempo”. Dopo la lettura del documento predisposto dalla commissione si è passati all’approfondimento delle mozioni all’Instrumentum laboris da parte dell’assemblea.

Tutte le integrazioni proposte sono state approvate dall’assise sinodale. Tra le proposte più significative va segnalata l’istituzione di un “tavolo di confronto con gli istituti religiosi che hanno strutture ricettive e con le associazini di categoria al fine di concordare dei criteri, per offrire un’accoglienza adeguata ai pellegrini con scarse disponibilità economiche”. In questo tavolo dovranno essere coinvolte anche le istituzioni. L’altra proposta che ha avuto un ampio consenso riguarda il maggiore e migliore cordinamento delle celebrazioni e degli eventi tra la diocesi e i santuari.

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