Sbaglia la pratica: il comune di Assisi ha perso l’Ufficio del Giudice di Pace

di Giorgio Bartolini

“Sul comportamento ondivago relativo al mantenimento della sede del Giudice di Pace in Assisi, il Sindaco Ricci e l’Assessore Massucci, dopo la bocciatura del Ministero della Giustizia, prima versano lacrime di coccodrillo, poi ipotizzano un ravvedimento tardivo e chiedono al Ministero di riaprire i termini per fare nuova domanda. Infatti, nonostante i tanti annunci “… faremo del tutto per mantenere l’Ufficio del Giudice di Pace … l’ufficio del Giudice di Pace è strategico … la battaglia prosegue … decisione inaccettabile e irrispettosa”, l’amministrazione di Assisi è stata bocciata.

Ha perso il suo Ufficio del Giudice di Pace, istituito circa 15 anni fa. Mantenuti invece quelli dei Comuni di Castiglione del Lago, Città di Castello, Gualdo Tadino, Gubbio, Foligno, Norcia, Todi e Città della Pieve. Questo perché il Comune di Assisi aveva sbagliato procedura: fece la richiesta come “sede distaccata” di Perugia, anziché “sede autonoma”. Ora sembra che gli amministratori di Assisi siano stati folgorati sulla via di Damasco. Ci hanno ripensato e annunciano che “siamo pronti a fare domanda, questa volta per la sede distaccata, ma occorrerà la rimodulazione dei termini”. Che vuol dire? Il solito politichese alquanto ingannevole.

La realtà è che ora si chiede al Ministero di riaprire i termini per poter proporre una nuova domanda, al posto di quella sbagliata, per la “sede autonoma”. È il senso della delibera presa in questi giorni dalla Giunta. Come dire “campa cavallo che l’erba cresce”. Un po’ di fumo negli occhi per la gente che, però, giustamente si chiede perché, se proprio si voleva il mantenimento di questo servizio al cittadino, l’amministrazione di Assisi non ci abbia pensato nel modo giusto e al momento opportuno, come fatto dagli altri Comuni, anche piccoli, che lo hanno mantenuto. Un’ulteriore prova della sciatteria e incapacità di amministrare da parte di questa giunta.”

 

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