Simone Pettirossi, #CAMBIAmoAssisi, famiglie e imprese “spremute dalle tasse”

Elezioni, Pettirossi: "Vogliamo una città aperta trasparente e innovativa"
simone pettirossi

Le famiglie e le imprese del nostro territorio sono spremute dalle tasse. La pressione fiscale, sommando le imposte sulla casa (IMU), sui servizi indivisibili (TASI), sui rifiuti (TARI) e considerando anche le alte rendite catastali, è altissima.

servizi comunali destinati ai residenti sono invece scarsi. Non c’è una asilo nido comunale, non c’è un cinema, non ci sono mezzi di trasporto pubblico adeguati (per collegare le frazioni), non c’è una manutenzione sufficiente delle strade, non c’è un’illuminazione funzionante visto che alcune vie sono al buio da mesi, non c’è una pulizia frequente dei vicoli del centro, non ci sono ancora i servizi essenziali (acqua e metano) in alcune frazioni.

Anche i servizi per i turisti lasciano a desiderare. Mancano investimenti adeguati per garantire una rete di servizi, pubblico-privata, efficiente, innovativa, capillare e di qualità. Si potrebbe fare molto di più ma ci vorrebbe visione e capacità di progettare nel medio-lungo periodo.Tre proposte concrete

1) Attingere alle risorse europee!!!
Tra aprile e giugno 2015 ad esempio sono scaduti ben 15 (sic!!!) bandi europei, del Programma Horizon 2020, con una dotazione complessiva di 15 miliardi, finalizzati a “rilanciare la crescita e l’innovazione urbana“, a sviluppare “città sostenibili” e  “smart”, ad applicare le nuove tecnologie al miglioramento del settore pubblico, ecc.
Perché il Comune di Assisi, con la sua vocazione internazionale, non è stato in grado di partecipare a nessuno di questi bandi? Sicuramente manca la volontà politica, ma forse anche le competenze di progettazione necessarie.
Ma questo non è più accettabile nel 2015. Le risorse europee vanno sfruttate!!!
2) Diminuire gli sprechi e modernizzare la macchina burocratica
Se ne parla da anni ma ci sono ancora troppe inefficienze: consulenze esterne, incarichi senza senso, scelte opache, spese inutili. Bisogna rendere più efficiente i processi interni al Comune, con una vera “reingegnerizzazione” organizzativa, valorizzando le competenze interne e premiando l’innovazione è il merito.
3) Introdurre l’imposta di soggiorno in modo intelligente
L’imposta potrebbe dare slancio al turismo e allo sviluppo economico del territorio, oltre che permettere una migliore redistribuzione dei costi dei servizi indivisibili, oggi tutti a carico dei “locali”.
Dovrebbe però essere modulata bene, considerando vari fattori (la categoria della struttura, il numero di notti del soggiorno, i mesi di massima e minima affluenza…) e applicandola in modo “complementare” (non “aggiuntivo”) rispetto al checkpoint. Chi dorme ad Assisi, cioè, paga l’imposta di soggiorno ma non paga il checkpoint.
#CAMBIAmoAssisi
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