Successo per incontro Rotary Assisi su Mario Bellini. Avvocato Coppi: “Era innamorato della toga”

ASSISI – La Sala della Conciliazione del Comune di Assisi a stento è bastata a contenere il qualificato pubblico raccoltosi sabato 23 maggio per iniziativa del Rotary Club di Assisi. Al centro del convegno è stata la figura di Mario Bellini (1921-1988), assisano doc, avvocato e lucido testimone della ritirata di Russia nel volume “L’aurora ad Occidente. Una testimonianza diretta sulla tragica lotta dei soldati dell’ARMIR”, pubblicato da Bompiani nel 1984. Il Presidente del Rotary Nicolangelo D’Acunto ha introdotto i lavori spiegando la genesi del convegno, che ha avuto ambizioni più grandi della pur legittima esigenza di mettere in rilievo i meriti di una gloria della città di Assisi, decorato con medaglia d’argento e medaglia di bronzo al valor militare nonché avvocato illustre e presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e Procuratori di Perugia dal 1964 al 1977. Infatti una figura come Bellini consente di affrontare alcuni nodi cruciali della storia culturale, morale e politica dell’Italia del Novecento.

Nel suo saluto del Vicesindaco Antonio Lunghi ha ricordato l’importanza di Bellini come punto di riferimento anche per le amministrazioni comunali di Assisi, al cui servizio operò con le sue altissime doti professionali. Tale legame con la città è stato testimoniato altresì dalla presenza dei sindaci Costa, Romoli e Bartolini. I due figli di Bellini hanno ricordato la figura del padre intervenendo ai lavori. Antonio ha tracciato un efficace profilo biografico, scandito dagli incontri che plasmarono la personalità di Bellini: l’assisano Tullio Cianetti, protagonista del sindacalismo fascista, membro del Gran Consiglio e ministro delle Corporazioni, che fu un indiscusso punto di riferimento per il talentuoso giovane di umili origini; Arnaldo Fortini, che ne arricchì il profilo culturale e professionale, e infine Eugenio Corti, il grande scrittore autore de Il cavallo rosso, vero e proprio long seller sulla ritirata di Russia, che condivise proprio con Bellini restandone fraterno amico per tutta la vita.  Sui rapporti con Corti è intervenuta Paola Scaglione, docente, giornalista e saggista. Nella sua relazione, fondata su una ricognizione attenta dell’archivio di Eugenio Corti, di cui è responsabile, e delle opere dei due scrittori, la Scaglione ha lumeggiato con efficacia il confronto tra le due personalità, radicalmente diverse ma legate dalla condivisione di valori di fondo come la responsabilità verso il presente.

Indimenticabile la ricostruzione della sera precedente il matrimonio di Corti ad Assisi, trascorsa passeggiando con Bellini e con Fortini per le strade della città fino a tarda notte proprio il 23 maggio (felice coincidenza!) del 1951.

All’incontro ha partecipato l’avvocato Franco Coppi, emerito di diritto penale alla Sapienza di Roma e protagonista di processi famosi come quelli a carico di Andreotti e Berlusconi. Coppi ha inserito Bellini, “un innamorato della toga”, nella tradizione dei grandi avvocati del Novecento. Egli incarnava il prototipo stesso del principe del foro. Secondo l’illustre penalista tale modello si fonda soprattutto sulla diligenza nello studio della causa nei suoi risvolti anche apparentemente meno significativi, ma che alla fine possono risultare decisivi nel processo. Centrale è inoltre la moralità professionale dell’avvocato, intesa come valore assoluto da Bellini. In questa prospettiva va collocato anche l’intervento del generale dei carabinieri Giuseppe Meglio. Questi negli anni settanta fu incaricato della sicurezza dell’avvocato, nominato d’ufficio a difendere alcuni terroristi e incurante della minacce di morte ricevute dai brigatisti rossi che volevano impedire lo svolgimento dei processi a loro carico.

Mons. Vittorio Peri, vicario della Diocesi di Assisi, ha tracciato un profilo spirituale e ideale di Bellini, mettendo in rilievo la sua multiforme cultura filosofica e teologica, tesa a placare una feconda inquietudine sulle domande essenziali dell’esistenza sulla sfondo di un’inesausta sete di infinito. Mons. Peri ha narrato anche l’ultimo periodo di Bellini, segnato dalla malattia, e le lunghe serate trascorse a discutere su questi argomenti. A quelle serate di “festa” ha fatto riferimento anche l’avvocato Giovanni Bellini, il quale ha concluso i lavori insistendo sui momenti di fatica e di scoramento che suo padre visse all’indomani del secondo conflitto mondiale, dopo il crollo dei sogni giovanili e della visione del mondo che li aveva sostenuti. Molto acutamente egli ha aggiunto che nel libro L’aurora a Occidente è trasfusa tutta la visione del mondo del suo autore.

Ha accompagnato i relatori nelle loro riflessioni un profondo silenzio, a cui è subentrato un incantevole il momento musicale con il quartetto d’archi diretto dal maestro Paolo Franceschini, che ha suonato Mozart suscitando grande emozione nell’uditorio.

Il Presidente del Rotary Club Assisi, Nicolangelo D’Acunto, ha sottolineato che abbiamo ancora molto da imparare da figure come Bellini: rigore morale, competenza professionale e diligenza nel lavoro, poliedricità della cultura, sentimento acuto della responsabilità che ciascuno di noi ha verso il presente, costituiscono una base sicura sulla quale costruire il futuro della nostra società. “Sono i valori del Rotary International – ha concluso – che è fiero di avere promosso questa pregevole iniziativa”.

 

Da Rotary Club Assisi

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