Tassa di Soggiorno, Tamburi: “Si vuole e non si vuole…si potrebbe ma aspettiamo…”

Tassa di Soggiorno, Tamburi: "Si vuole e non si vuole...si potrebbe ma aspettiamo..."

Tassa di Soggiorno, Tamburi: “Si vuole e non si vuole…si potrebbe ma aspettiamo…”

da Giampiero Tamburi (Segretario Nazionale) – Per essere coerenti anche su decisioni già prese in precedenza che potrebbero essere, come in effetti sono, dannose per l’economia di interi settori della città, non c’è nessuno scrupolo a ribadire e perseverare nelle proprie sbagliate posizioni.

Questo è una strategia che si può comprendere anche, è ovvio, se totalmente non condivisibile, motivandola come un atteggiamento strisciante dei politici che vogliono tenere i piedi su due staffe perché posizione opportuna per ottenere qualcosa che, contrariamente non potrebbero dalle minoranze e che, in questo contesto si riferisce all’approvazione del bilancio preventivo del 2016. In questo tempo tanto particolare, per chi è seduto negli scranni de Comune, è estremamente necessario un compromesso momentaneo per ottenere dei risultati concreti a prescindere, se ha ragione o a torto, dalle posizioni di contrasto che si sono tenute per tutto il periodo del mandato.

È necessario per tutti, maggioranza e minoranza, non procurare scossoni che si ritorcerebbero contro, sia ai “Guelfi che ai Ghibellini”, nella prossima lotta elettorale. In questi giorni, in vari quotidiani, si legge dell’accorato appello del sindaco FF di essere coesi nell’approvare il bilancio nella riunione del Consiglio che si terrà il 3 marzo 2016. un atteggiamento encomiabile, se fosse vero che dovrebbe essere tenuto per il bene della città mentre sappiamo benissimo qual’è il motivo del perché viene auspicato. Ma anche su questo ognuno è responsabile, prima di tutto, alla propria coscienza (se si riesce a trovarla).

Sempre nella stampa, considerando le dichiarazioni rilasciate dai vari attori della vicenda ci è dato leggere : …”oltre il no all’imposta di soggiorno (che comunque Lunghi ritiene necessaria per un rilancio vero del settore dell’accoglienza anche considerando che i numeri di Assisi sono gli stessi di vent’anni fa)…”. Ma scusate!

Non si danno la “zappa sui piedi da soli”? In questi cinque anni alla gestione del Comune che hanno fatto per aumentare questi famosi numeri? Nulla! E allora? Ma questa benedetta tassa di soggiorno si vuole o non si vuole? Scegliere di volerla o no è una scelta politica che comunque, corretta o sbagliata, si basa su posizioni, principi e progetti di chi è al potere, condivisibili o no! Ne renderanno conto al momento che chiederanno consensi per la loro rielezione: questo è chiaro! Quello che invece non è per nulla chiaro sono le motivazioni che hanno addotto per giustificare queste loro prese di posizioni.

Alcune sono queste:

– Non verrà applicata la Tassa di Soggiorno (che provocherebbe ulteriori problemi a imprese e farebbe diminuite il turismo).
– si vuole applicare la tassa di soggiorno per creare, all’economia principale del territorio, gravi problemi economici e facendo diminuite i turisti.

Ed ancora dichiarazioni più recenti:

– «Grazie all’intervento ed il confronto tra e con numerosi addetti ai lavori la consapevolezza che la tassa di soggiorno (tanto antipatica perché appunto “tassa”) può e deve essere evitata…”

In definitiva si asserisce, con grande sicurezza, che la tassa di soggiorno provocherebbe enormi danni alle imprese e farebbe diminuire il turismo!
Se non fosse un argomento serio ci sarebbe da ridere.
La prima realtà!

Il vero turismo ad Assisi sono decenni, se mai c’è stato, che non è più incentivato: in effetti chi si doveva assumere il compito di indirizzarlo ed organizzarlo verso quel vero turismo dedicato alle antichità che la città può, copiosamente offrire, non ha mosso un dito da decenni. Ci si ricorda di ciò solo quando si avvicinano le amministrative! La seconda realtà!

L’affluenza di gente che viene ad Assisi lo fa con uno spirito Cristiano per conoscere e pregare sulla terra dei nostri beneamati Francesco e Chiara e il pagare o no una somma chiamata “tassa di soggiorno” non condizionerebbe la decisione di non venire, ai gruppi di preghiera che quotidianamente arrivano per questi puri motivi spirituali.

In definitiva: non sarebbe meglio dire “si” a questa tassa, sapendola amministrare ed impiegare in modo che ne tragga vantaggio la collettività di Assisi, aumentando questo famoso bilancio che, per varie ragioni ha una continua sofferenza per la mancata crescita dovuta a diversi fattori, primo tra tutti i continui tagli ai vari livelli governativi?
Noi di Realtà Popolare crediamo di si!

Tassa di soggiorno

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