Tasse, quello che l’opposizione non dice

Consiglio Assisi, Freddii: “La rivincita del Sindaco”
Rino FREDDII Pdl
Rino Freddii
Rino Freddii

da Rino Freddii
Poiché i colleghi della minoranza continuano a cavalcare l’onda del malcontento, contribuendo così all’inopportuno e pericoloso inasprimento dei rapporti tra cittadini ed istituzioni, ritengo utile puntualizzare tre aspetti riguardanti la pressione fiscale nel nostro comune: il primo è che la tassa sulla nettezza urbana (ora TARI) dal 2013, per legge dello Stato, deve coprire per intero il costo del servizio (100%) e che quindi l’Amministrazione non può intervenire in alcun modo (fino al 2012, per scelta di questa maggioranza, i cittadini pagavano solo il 65%); il secondo è che l’introito della TASI di 3,3 milioni di euro è azzerato quasi totalmente dai 3 milioni che Assisi deve versare quale contributo a favore dei comuni con difficoltà finanziaria; ultimo, e non certo per importanza, è il taglio in tre anni di 4,5 milioni di euro dei trasferimenti statali. O i consiglieri di minoranza non conoscono queste problematiche, cosa difficile da credere, oppure, più probabile, non ne fanno menzione nel timore che il tentativo di addossare la responsabilità dell’inasprimento fiscale (nazionale) alla maggioranza che governa Assisi appaia per quello che è, cioè l’ennesima trovata per nascondere la pochezza delle loro proposte nel vano tentativo di apparire agli occhi degli elettori come una credibile alternativa alla guida della città. Delle due una. Il bilancio 2014 è frutto di una scelta ponderata, responsabile, rispettosa delle leggi vigenti e tecnicamente corretta. Una proposta chiara, in continuità con il passato e in linea con il programma che abbiamo sottoposto ai cittadini e per il quale il sindaco Ricci è stato eletto per la seconda volta consecutiva al primo turno. Gli obiettivi erano tre: porre la massima attenzione alle famiglie, in quanto anello debole di tutta la catena, non penalizzare il turismo, uno dei settori, se non il settore più importante della nostra economia e non appesantire l’indebitamento. Crediamo di averli centrati tutti, naturalmente secondo la nostra lettura dell’oggi e la nostra visione del futuro, nel limite delle risorse disponibili e chiedendo sacrifici a tutti (non avendo la bacchetta magica). Non aver aumentato mense e trasporti scolastici e aver lasciato l’addizionale IRPEF a zero sono scelte condivise? Oppure no? Non aver introdotto la tassa di scopo e aver ridotto notevolmente le spese sono fatti secondari o di primaria importanza per le tasche dei cittadini? Non aver acceso nessun mutuo oltre a non appesantire il piano di ammortamento dei vecchi (risalenti ad altre sindacature) non è segno di grande responsabilità nei confronti delle amministrazioni future? Poiché dai banchi dell’opposizione, oltre ad uno scontato “le tasse sono alte”, non è pervenuta nessuna proposta unanime (la tassa di soggiorno, considerata la panacea per tutti i problemi, è stata richiesta e votata solo dal PD) sarebbe interessante conoscere le risposte a questi interrogativi e qual è (se c’è) la loro ricetta alternativa per far quadrare il bilancio. In attesa che qualche giornalista scrupoloso raccolga notizie in merito e riporti tutte le novità introdotte dagli ultimi tre governi nazionali (non eletti dai cittadini) per quanto concerne le tasse locali, legga gli interventi e le delibere consiliari sui bilanci e raffronti i dati comunali (completi e comparabili) delle varie ricerche di settore per esprimere un parere “super partes”, rivolgo ai colleghi di minoranza una frase di Abramo Lincoln che faccio mia: “potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre”.

Rino Freddii
Capogruppo Per Assisi Popolare Consiglio Comunale Assisi

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*