Tasse, stangate in corso

da Simone Pettirossi (Capogruppo PD Assisi)
ASSISI – Assisi da qualche anno è tra i comuni con la tassazione pro capite più alta dell’Umbria.
Sulla stampa di oggi è uscita l’ennesima classifica, che vede il nostro comune, nel 2013, al quinto posto per entrate fiscali, con 649 euro di esborso, in media, a testa.

Al di là delle diatribe dialettiche, infatti, i cittadini e le imprese sanno bene che devono tirare fuori dalle proprie tasche parecchi euro per pagare le tasse, a causa delle alte rendite catastali, della scarsa efficienza del sistema di gestione dei rifiuti, degli alti costi dell’apparato, dei costi aggiuntivi legati al fatto che siamo un comune turistico.

In questo periodo i cittadini e le imprese stanno pagando la tassa sui rifiuti (TARI), che è molto pesante nel nostro territorio, tanto che per un appartamento tra i 50 e gli 80 mq, a Santa Maria degli Angeli, una famiglia di due persone paga tra i 200 e i 300 euro.

A giugno, poi, si pagherà l‘IMU che, anche se il Governo a guida PD ha abolito sulla prima casa, verrà pagata comunque sui terreni edificabili, sui capannoni industriali, sui ristoranti e sugli alberghi, sui negozi, sulle seconde e terze case, ecc.
La cosa grave è che la maggioranza ha posto l’aliquota ai livelli massimi!!!

Sempre a giugno, inoltre, quest’anno si pagherà anche la tassa sui servizi indivisibili, la TASI, che verrà pagata da tutti, proprietari e inquilini, cittadini e imprese, sulla prima e sulle successive case, sugli immobili aziendali e sui terreni edificabili.
Sarà un ulteriore balzello per le famiglie e un aggravio praticamente “insostenibile” per le imprese.
Anche in questo caso la maggioranza, che poteva lasciare l’aliquota base (0,1%) o addirittura azzerarla per alcune categorie, ha scelto di determinarla al massimo applicabile al momento dell’approvazione della delibera (aprile), portandola allo 0,25%.

Per diminuire questa fiscalità assurda ed eccessiva proprio ad aprile avevamo proposto un emendamento, per diminuire in modo consistente la TASI, di circa il 40%, che è stato però respinto dalla maggioranza.

Le coperture c’erano.

Bastava applicare una piccola imposta di soggiorno (di circa 1 euro), da far pagare a chi pernotta nel nostro Comune, come succede in tantissime città turistiche italiane.
Alcune attività ricettive hanno perplessità sull’imposta di soggiorno…, ma siamo convinti che attraverso un confronto ampio e approfondito sulle modalità di applicazione (categorie, giorni di permanenza, ecc.), sarebbe stato possibile trovare una soluzione che andava bene a tutti e che avrebbe permesso di recuperare risorse per dare una mano consistente alle imprese e alle famiglie che non ce la fanno più.
Nella nostra proposta, peraltro, avevamo anche previsto, proprio per andare incontro alle perplessità di alcuni operatori turistici, di azzerare (non soltanto diminuire) la TASI nei confronti di alberghi e attività ricettive.

Purtroppo però questa maggioranza, che le elezioni europee hanno mostrato non essere più rappresentativa dei cittadini, ha deciso di far gravare tutti i costi aggiuntivi di un comune turistico come il nostro, che ospita oltre 1 milione di turisti e diversi milioni di visitatori, soltanto sui residenti.
Una scelta assurda e insostenibile.
Non vorremmo che, alla fine, vivere ad Assisi, una città meravigliosa e bellissima, diventi un privilegio per ricchi…, visto che le tasse mordono e i servizi mancano (no asilo nido, no cinema, scarsi trasporti, ecc.).

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