Tonino Lunghi, vicesindaco Assisi: “Adeguamento Piano Regionale dei Rifiuti”

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La Giunta Regionale ha preadottato la legge di Adeguamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani approvato con D.C.R. n. 301 del 5.08.2009. Il testo della Legge è stato discusso in sede ANCI e nei prossimi giorni sarà esaminato dal Consiglio Regionale che dovrà approvarlo prima della fine della legislatura. L’adeguamento si è reso necessario per la drammatica situazione in cui versano le 6 discariche regionali che ai ritmi attuali di conferimento del rifiuto indifferenziato andrebbero ad esaurisrsi in breve tempo. Occorre arrivare a conferire in discarica non più del 5% del totale mentre oggi conferiamo in discarica il 30-35% del rifiuto.

La soluzione avanzata nel prevede il potenziamento del sistema impiantitico attraverso la realizzazione di un impianto a CSS (Combustibile solido secondario) che dovrebbe essere destinato a recupero energetico.

Viene abbandonata l’idea di realizzare un Termovalorizzatore previsto nella precedente Proposta. Lo scenario al 2020 prevede la diminuzione della produzione totale dei rifiuti che si attesterà a 476.000 ton pari a -5,6% del valore del 2013. La raccolta differenziata dovrebbe attestarsi come media regionale al 2017 para al 65% ed al 68 nel 2020. Gli obbietti previsti appaio molto discutibi in quanto per conseguirli il sistema “porta a porta” dovrebbe essere esteso in molti Comuni e solo applicando questo sistemanon è detto che si riuscirà a conseguire quanto ipotizzato. Ad Assisi in questi ultimi tre anni, investendo in maniera consistente, abbiamo esteso il servizio “porta a porta” a quasi il 90% della popolazione e la Raccolta si attesta al 55%. Il nostro è un dato reale con una percentuale di purezza dell’organico al 98-99%.

In molti Comuni dove si sono sbandierati risultati eccezionali negli ultimi anni la qualità dell’organico è molto inferiore. Per ottenere risultati migliori occorre investire nelle isole ecologiche e coinvolgere i cittadini alle buone pratiche di raccolta. Altro tema centrale non affrontato nel Piano è quello delle stazioni di trasferenza che sono delle piattaforme dove i rifiuti urbani subiscono una prima selezione andando a recuperare più materia possibile da inviare a centri di trasformazione o riutilizzo.

Questi centri devono essere maggiormente diffusi nel territorio e gestiti direttamente dalle Amministrazioni Comunali o Associazioni di Comuni che possono recuperare denari preziosi per il conseguimento del contenimento dei costi complessivi del servizio. Come Amministrazione Comunale abbiamo ribadito alcune osservzioni che sono state oggetto di precedente comunicazione alla Giunta sperando vivamente che siano accolte e precisamente:

1) Per quanto concerne tutti i rifiuti recuperabili (organico, verde, carta, plastica, vetro, metalli) si richiede che il Piano sia coerente con i principi del libero mercato sui rifiuti

2) Per tutte le tipologie di rifiuti destinate al riciclaggio ed al recupero il Piano Regionale deve limitarsi a valutare le potenzialità del sistema esistente e le eventuali necessità per raggiungere gli obiettivi di recupero previsti, semmai indicando quali impianti rispettano il principio di prossimità.

3) Per i rifiuti derivanti dalle operazioni di spazzamento stradale il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti prevede la realizzazione in ambito regionale di un impianto dedicato al trattamento di recupero dei rifiuti da spazzamento stradale. Lo stesso deve esplicitare che il soddisfacimento di tale fabbisogno, non “potrebbe”, ma “deve” aver luogo anche in impianti diversi e non previsti dalla pianificazione.

4) Il Piano Regionale dovrebbe approfondire, e non solo citare, il tema della “preparazione al riutilizzo”, in quanto nella gerarchia europea delle opzioni di gestione dei rifiuti, la prevenzione, che comprende il riutilizzo, ha la priorità su tutte le altre opzioni. Essa è seguita dalla preparazione al riutilizzo, la quale, a sua volta, ricopre una posizione privilegiata rispetto al riciclaggio ed alle altre forme di recupero.

Lo smaltimento, infine, si colloca all’ultima posizione. “Preparare al riutilizzo” significa svolgere attività di controllo, pulizia o riparazione atte a consentire ad una sostanza, ad un prodotto o ad un materiale, ad oggi rifiuti, di essere riutilizzati (ovvero trovare mercato) senza subire ulteriori trattamenti. Nello specifico, il legislatore europeo fa riferimento al controllo, alla pulizia ed alla riparazione attraverso cui prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento (direttiva 2008/98/CE). Nella comunicazione all’ANCI è stato fatto riferimento all’O. del G. dell’ultima Assemble dell’ATII n. 2 del 21 gennaio 2015 in cui si impegna l’ATI e quindi la GEST ha trvare delle forme alternative di gestione della frazione organica e del Verde agli impianti convenzionali in particolare per le zone del Trasimeno e dei Comuni di Assisi, Bastia Umbra, Cannara e Torgiano. Non è giusto scaricare sulle Ammnistrazioni Comunali e quindi direttamente sui cittadini i costi derivanti dall’incapacità della politica di prendere decisioni.

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