Umbrialibri 2014, “Assisi 2060”, Marco Rufini sceglie il futuribile

Noto soprattutto per i suoi libri di narrativa a sfondo storico e la sua passione per Braccio Fortebraccio da Montone, cui ha dedicato qualche anno fa un romanzo edito da “e/o”, lo scrittore perugino Marco Rufini cambia registro, pur continuando a raccontare la sua terra umbra, e sceglie la formula del viaggio nel futuro o futuribile, per parlare di Assisi, del Monte Subasio, di San Francesco, della pace e della guerra nel mondo, immaginando apocalittici scenari di distruzione, che rendono ai tre protagonisti del suo ultimo romanzo necessario il ri-apprendimento delle tecniche e dell’arte della sopravvivenza. “Il messaggio di questo libro è che, azzerate tutte le certezze, bisogna imparare o re-imparare a vivere”, ha detto il critico letterario, già condirettore della rivista “Nuovi Argomenti”, Arnaldo Colasanti, che stamani, insieme alla giornalista e storica Gabriella Mecucci e all’autore, ha presentato a Palazzo Donini di Perugia “Assisi 2060” (questo il titolo del romanzo), nell’ambito dell’edizione 2014 di “Umbrialibri”.

Suggerendo un parallelo del libro di Rufini con Fernando Savater, il filosofo autore di “Etica per un figlio”, Colasanti ha sottolineato che “Assisi 2060” è un libro che si struttura, pagina dopo pagina, sui modi di “come imparare la vita”, aggiungendo che il cuore del romanzo è, in filigrana, sempre San Francesco di Assisi, con la sua aspirazione di pace. Articolato in tre voci narranti, Franz, Lena e Siro, in fuga al Subasio da Milano e da un mondo economicamente e socialmente collassato e dal terrorismo dei “Falchi di Allah”, scandito da un ritmo forsennato di episodi continuamente cangianti e ricchi di colpi di scena, “Assisi 2060” rappresenta una inversione di rotta rispetto alla consolidata poetica dell’autore. “Ho voluto cambiare – ha detto Marco Rufini -, per sovvertire un cammino, cominciato con storie, memorie e tradizioni della mia terra”. L’autore perugino ha definito “illuminante” il suo recente incontro con l’opera del grande scrittore americano Cormac McCarthy, che – sottolinea – “mi ha aperto prospettive nuove”.

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