#UmbriaVerso, Marini: “Al servizio dell’Umbria con passione…”

PERUGIA – Gli interventi della sessione plenaria hanno toccato molti dei temi che hanno caratterizzato i tavoli di lavoro, dall’immigrazione al lavoro, dall’ambiente all’innovazione nell’impresa, dall’agricoltura al welfare e alla cooperazione sociale, dalla scuola alla partecipazione. Sono intervenuti: il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, il segretario dei Gd Umbria Giovanni Rubini, Gianluigi Angelantoni, Selim Ben Hamida, Anna Tini Brunozzi, Puka Izaura, Tommaso Feliziani, Michael Surace, Francesca Vagniluca, Alessandro Ballarani, Paolo Polinori, Carlo Di Somma, Cinzia Bugiantelli, Luca Castelli e Leonardo Cenci.

Ha concluso i lavori della giornata la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini.
“Siamo una bella comunità di persone – ha detto – e dobbiamo lavorare per un futuro che non esiste ma che tutti vorremmo, non vendere sogni ma costruire in maniera molto concreta una sostanza e un futuro.
Se vogliamo aiutare la nostra regione, abbiamo bisogno di coraggiosi e innovatori.

I coraggiosi sono i rappresentanti del mondo dell’impresa e del lavoro, di quella rete di imprese che hanno resistito alla crisi e che non si sono nascoste, ma hanno cercato di capire come trovare il sole. Tante imprese piccole e medie che hanno fatto innovazione, ricerca, spesso hanno cambiato il loro mestiere, pensato all’export, all’internazionalizzazione, a investire sui lavoratori e sulle risorse umane. Ripartiamo, allora dai coraggiosi, che hanno percorso il mare contro le correnti e hanno cercato una speranza che ci aiutasse ad andare fuori dallo tsunami. Nei prossimi anni dobbiamo fare in modo che queste aziende da 350 tornino ad essere migliaia e riportino l’Umbria verso una rotta nuova che ha bisogno di innovazione.

Il Pd ha una sfida alta che è guidare l’autobus del nostro Paese, indicando la rotta attraverso crescita, occupazione, riforme coraggiose. Il Pd rappresenta quello che siamo stati e quello che l’Umbria vuole provare ad essere e cioè una regione aperta, perché non abbiamo paura del cambiamento, una regione che dialoga con l’Europa e dell’Europa coglie le opportunità positive.
Abbiamo bisogno di proposte di creatività e il coinvolgimento non è solo aprirsi alla società civile astratta ma fare quello che abbiamo fatto oggi, aprendoci al confronto con tante persone che non avrebbero mai affrontato i luoghi tradizionali che abbiamo offerto nel tempo.

Siamo ambiziosi e lo siamo per l’Umbria, per metterci a disposizione. Per i luoghi della ricerca, le Università, le start up, le Pmi innovative, le persone che hanno il coraggio di cambiare punto di vista, produrre idee nuove, per gli insegnanti e gli studenti di scuole e università che cercano di assumere un’energia forte di pensiero, quelli che hanno raccontato da questo palco una regione nuova.

Abbiamo bisogno anche di una comunità e di un popolo. Quello di oggi è un popolo piccolo ma significativo e motivato e serve questo per indicare la rotta, definire un progetto di governo e costruire una squadra all’altezza. Siamo quelli che hanno fiducia nella regione e nella gente che in questa regione vive, produce, è alla ricerca di un’opportunità.

Dove il Pd fa la differenza è il tema della coesione sociale, un tema su cui ci assumiamo la responsabilità, perché non accettiamo che avere meno risorse significa avere meno cittadinanza sociale, meno welfare, meno opportunità per sanità, scuola, cultura, anziani, disabilità. Abbiamo la capacità di reinventarci dove la spesa pubblica è chiamata a rigore e a responsabilità nell’uso delle risorse, puntando sulla tecnologia che rivoluziona lavoro e pubblica amministrazione e sfida professionalità e competenze di ogni giorno. Siamo quelli che pensano che prima vengono le persone e per noi le persone sono gli umbri nelle tante articolazioni che conosciamo, quelli nati qui, quelli arrivati con l’immigrazione, i bambini di seconda e terza generazione a cui questo paese non riesce a dare cittadinanza piena. E’ l’Umbria delle donne, nei luoghi del lavoro, nella formazione, nell’assistenza, nella politica e nelle istituzioni.

Noi vogliamo reinventare e ripensare il nostro essere buona amministrazione, non solo dare conto di quello che abbiamo fatto ma essere i protagonisti di un nuovo progetto di governo.

Quello che siamo stati ci servirà per capire come innovare e come cambiare alzando l’asticella degli obiettivi, attraverso competitività, internazionalizzazione, innovazione e ricerca, occupazione.
In questo percorso vogliamo utilizzare a pieno le sfide che il governo nazionale vorrà affrontare con decisione e determinazione.

Noi ci mettiamo a costruire le porte per l’Umbria, le opportunità. E ai competitori dico (e mi da gusto dirlo da qui, da Assisi): il cambiamento non è ‘levati tu che mi ci metto io’ ma è la fatica del lavoro, della passione, del coraggio delle idee, della coerenza tre idee e pratica politica.

Noi ci mettiamo passione, il senso della passione di essere al servizio di una comunità; senso di responsabilità, sapendo che quello che si sta facendo è un mestiere difficile e complesso, che riguarda gli altri; lungimiranza, perché non c’è politica che non si ponga obiettivi e fari che guardano oltre, che guardano al futuro da costruire.
E abbiamo chiari i difetti da evitare. Il primo è la vanità.

Dobbiamo, allora, trasmettere passione, restituendo fiducia ai cittadini nell’azione di governo delle istituzioni. Avere responsabilità perché quello che dobbiamo fare sono cose difficili e complesse, perché la crisi ha colpito senso di appartenenza, reddito, prospettive per sé, per i figli e per la famiglia. Responsabilità anche di non pensare che esistono ricette facili: dobbiamo costruire risposte complesse a una situazione difficile e complessa. Dobbiamo, infine, guardare oltre, spostare lo sguardo e pensare all’Umbria del 2020, non in senso dirigista ma evocando la partecipazione. Siamo una grande comunità di persone che vuole avere questa vocazione al servizio dell’Umbria”.

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