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Crisi turismo ad Assisi, serviva investire meglio soldi e buone strategie

Basta prendere esempio da altri colleghi di città e luoghi a vocazione turistica

Assisi screen, nome di moda in questo tempo di metà agosto

Crisi turismo ad Assisi, serviva investire meglio soldi e buone strategie

Da Giorgio Bastianini

Riusciranno i nostri politici e soccorritori a far ritrovare la strada ai turisti in direzione di Assisi e l’Umbria tutta? Da cittadino pensante, mi soffermo a pensare e ricostruire ciò che è avvenuto per meglio capire perché questa fuga dei turisti da questi luoghi e monasteri. Secondo gli addetti, il tutto è cominciato per colpa della cattiva informazione sul terremoto a partire dall’agosto 2016.

Mentre la buona informazione con dibattiti, convegni, incontri ha criticato aspramente i danni fatti dalla cattiva informazione il solito gioco del ping pong.

La politica da parte sua, si è messa in moto alla ricerca di fondi pubblici per dare un aiuto ai privati del settore turistico (famosi danni indiretti). Domanda: visto che altri settori soffrono la propria crisi ormai da anni e le famiglie assisane e umbre sono preoccupate per i loro danni indiretti, la politica in modo particolare che oggi è al governo della Città e della Regione è pronta ad intervenire?

Ritorniamo al problema turismo, non dimentichiamoci che l’attività turistica in generale e la disponibilità di posti letto in Assisi, negli ultimi anni ha avuto un incremento del 100%. Per nostra fortuna il patrimonio dei valori di Assisi e il suo popolo è rimasto tale e quale (San Francesco, ricchezza spirituale, culturale e storica).

Da non dimenticare, le varie notizie di allarmismo su possibile attacchi per obiettivi sensibili. Da non sottovalutare la crisi economica nazionale e internazionale che da circa dieci anni non favorisce la ripresa ai consumi e non incoraggia a viaggiare quando tutti parlano dell’aumento della povertà e delle difficoltà ad arrivare alla fine del mese.

Perché allora tra i tanti eventi programmati, un evento non lo propongono gli addetti ai lavori, l’associazione albergatori senza aspettare l’aiutino?

Basta prendere esempio da altri colleghi di città e luoghi a vocazione turistica che da anni si organizzano a proprie spese per promuovere le proprie strutture e il territorio dove risiedono (vedi Emilia Romagna e non solo). In questo momento di crisi basta organizzarsi con idee e volontà, dimenticando il passato che senza tanti sforzi tutto arrivava in automatico.

Per ripartire pubblicizzate le vostre strutture solide, l’accoglienza caratterizzata da qualità, confort e servizi. Rintracciate i vecchi clienti, comunicate loro e rassicurateli che tutto è come prima, invitateli con offerte speciali, proponete settimane in pensione completa tutto compreso includendo biglietto di ingresso per tutti i luoghi da visitare della nostra Assisi e il suo territorio.

Proponete sconti per la terza età. Scomti speciali per giovani. Piano famiglia e chi più ne ha più ne metta. Tutto questo si fa con promozione diretta nei centri commerciali d’Italia, mostre mercato, scuole, ecc. ecc. Offrite solo quello che abbiamo e non è poco: la storia, la natura, le emozioni, l’arte, l’artigianato, la tradizione, i percorsi, gli itinerari, la bontà della cucina, il buon bere, i prodotti tipici. Provare per credere.

I due milioni di euro di denaro pubblico stanziati dalla Regione per favorire il ritorno dei turisti nel cuore verde d’Italia, l’Umbria a mezzo spot, filmati e personaggi dell’era moderna, pronti a ricordare e a far vedere quello che in molti conoscono da sempre, non era meglio investirli per creare una rete tra operatori del turismo, artigiani delle botteghe di un tempo, eco-turismo, aziende agricole, aziende vinicole, aziende di pastorizia, laboratori per la ceramica e tanto altro, finanziando visite organizzate per i turisti, mettendo loro a disposizioni ingressi e accompagnatori qualificati a far conoscere le nostre eccellenze dai prodotti tipici alla enogastronomia, le ricette di una volta curate dalle pro loco di ogni piccolo borgo.

Se ci pensate bene significa mettersi al servizio del turista con il riscontro che si spende denaro pubblico utile al rilancio del turismo e dell’economia locale, senza tanta aria fritta.

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