Sergio Mattarella ad Assisi , discorso del sindaco Stefania Proietti

Assisi si strinse da subito intorno al simbolo ferito della Basilica di San Francesco

Sergio Mattarella ad Assisi , discorso del sindaco Stefania Proietti

Sergio Mattarella ad Assisi, discorso del sindaco Stefania Proietti

ASSISI – Signor Presidente della Repubblica, Autorità tutte, cari colleghe e colleghi Sindaci, carissimi volontari, gentili ospiti, benvenuti ad Assisi! La Sua presenza, Signor Presidente, nella Città Serafica, a 20 anni dal terremoto del 1997, nel giorno di apertura delle festività di San Francesco Patrono d’Italia, assume un significato di straordinaria importanza per tutta la nostra terra. Saluto il sistema nazionale della Protezione Civile impegnato nella gestione delle emergenze sismiche del 1997 e del 2016 e tutti i volontari, che, oggi come allora, donano il proprio tempo e i propri carismi per far risorgere territori e comunità, senza mai lasciare indietro nessuno, anzi partendo proprio dall’aiutoai più fragili.

Noi lo abbiamo sperimentato: nel 1997 Assisi fu colpita al cuore. Nella Basilica di San Francesco che per noi, cittadini di Assisi, e per il mondo intero è faro ed emblema della fede, abbiamo sentito la paura, abbiamo visto il buio, e soprattutto abbiamo perso amici carissimi. Proprio in quei momenti in cui tutto sembrava crollare fu determinante la solidarietà: ad Assisi è stata scritta una delle più belle pagine di solidarietà nel nostro Paese.

Il servizio nazionale della Protezione Civile, le forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e volontari da tutta Italia, dalle Caritas, dalle associazioni, dal servizio civile, accorsero nelle nostre case, ci sostennero nelle tendopoli e nei campi container, iniziarono a operare per la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale. I segni di quella solidarietà sono ancora tangibili, nelle opere e nelle relazioni umane che non si sono mai interrotte con questi angeli dell’emergenza.

Ci rialzammo con sacrificio e dignità, grazie all’opera di Istituzioni, tecnici, famiglie, cittadini, tutti al lavoro per ricostruire le nostre case e la nostra Città. Assisi si strinse da subito intorno al simbolo ferito della Basilica di San Francesco, e fu proprio la speranza generata dal vederla tornare-in tempo record- al suo splendore, grazie a tanta solidarietà e ad una rapida, efficace ed innovativa opera di ricostruzione, a far rinascere una intera Città. Quella stessa ricostruzione che la rende oggi uno dei complessi monumentali più sicuri al mondo. La riapertura al pubblico di questo simbolo della cristianità fece da volano all’economia e, nonostante tanta distruzione, Assisi si rialzò tornando a essere motore di sviluppo e di rinascita per tutta l’Umbria.

Oggi, Assisi e le sue Basiliche ricostruite, sono un esempio per il mondo: il sisma del 2016, di tale intensità da far pensare, a chi visse il terremoto del 1997, ad una analogia in termini di conseguenze, ha generato ad Assisi paura, ma nessun danno, se non quello indiretto dovuto alla errata informazione, ad una rappresentazione talvolta allarmistica e non corrispondente al vero della nostra Città. In una tragedia dove tanti innocenti hanno perso la vita, la Città di Assisi è stata miracolata dall’intervento di Dio attraverso l’ingegno e le mani dell’uomo. Il terremoto ha messo a dura prova le imprese del territorio così come quelle di molti altri comuni umbri, la cui economia ha rischiato di paralizzarsi.

Posted by Stefania Proietti Sindaco di Assisi on Dienstag, 3. Oktober 2017

E’ certamente necessario tenere saldo il tessuto socio-economico della Città di Assisi, senza perdere la principale risorsa economica regionale che è il turismo, per poter davvero aiutare le nostre Città Sorelle[1] a rialzarsi, restituendo così parte della straordinario sostegno e aiuto da noi ricevuti a suo tempo.

Ma oggi, qui ad Assisi, trionfano la solidarietà e la speranza. Oggi Assisi e l’Umbria, esempio di gestione nella delicata fase di emergenza e in quella impegnativa di ricostruzione del patrimonio edilizio privato, pubblico e storico-artistico, possono mostrare al mondo che con il terremoto si può e si deve convivere grazie alla prevenzione, usando le tecniche costruttive più adeguate ed innovative.

Oggi Assisi, la Città sul monte che tutti vedono, può essere il punto di partenza per consentire l’emergere di una strategia nazionale di ricostruzione e prevenzione.

Oggi Assisi, la Città di San Francesco, il Santo che cominciò col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, e si sorprese a realizzare l’impossibile, può rappresentare la speranza che mai più una vita sia persa per il crollo di un manufatto umano. L’emergenza del 2016 che ha scosso gli edifici e la comunità, ci sprona ad essere vigili nei controlli, severi nelle prescrizioni, attenti nella applicazione dei criteri di prevenzione e corretta costruzione antisismica.

Perché nessun dispendio di tempo e di risorse avrà mai il valore di una vita umana, come ben comprendiamo noi Sindaci che guardiamoai nostri cittadini con la stessa premura che i genitori nutrono per i propri figli. Grazie Signor Presidente per aver scelto Assisi nel 20° anniversario del sisma del 1997, grazie per essere qui insieme ai pilastri delle nostre Comunità e delle nostre Città, le Istituzioni ed il sistema del volontariato.

San Francesco in preghiera a San Damiano, udì queste parole da Cristo crocifisso:“Francesco, va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”.Ed egli si accinse, con ogni diligenza, ad eseguirne il comando, lavorando – come raccontano le fonti francescane – con intenso zelo a riparare, una pietra dopo l’altra, la chiesa.

Oggi, da Assisi, San Francesco porge alle Istituzioni, al sistema del volontariato, ai tecnici, a tutti noi, Amministratori e Cittadini, una di quelle pietre con cui ricostruì la Chiesa, affinché intraprendiamo, senza esitazione, una coraggiosa rivoluzione socio-culturale per la prevenzione sismica. Con lo stesso spirito dei Volontari: con speranza, con coraggio, sempre al servizio con grande umiltà. Grazie Signor Presidente!

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1 Commento

  1. E questa insiste nel dire che i cittadini sono come dei figli per i Sindaci…ma qualcuno può dirlo al sig. SINDACO che tutti abbiamo una mamma alla quale vogliamo molto bene e non ci tiene nessuno ad essere considerato suo figlio?ma chi è stato a metterlo in testa al nostro “amatissimo”Sindaco? Per favore…fermatela!!!!!!!!!!

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