Circolo culturale Primo Maggio, no a visita Santos ad Assisi

Le ragioni della visita di Juan Manuel Santos non ci piacciono

Circolo culturale Primo Maggio, no a visita Santos ad Assisi da Luigino Ciotti ASSISI – Le ragioni della visita del presidente della Colombia Juan Manuel Santos ad Assisi non ci piacciono. Sabato 17 dicembre nella Basilica Superiore di San Francesco sarà consegnata, dai frati conventuali, la lampada di S. Francesco al premio Nobel per la Pace 2017 il presidente della Colombia Juan Manuel Santos che, nel pomeriggio, nella Basilica Superiore terrà anche una Lectio Magistralis per spiegare l’accordo di Pace con le FARC.

Premesso che ognuno a casa sua può fare ciò che vuole visto però che siamo cittadini di Assisi e S. Francesco e la Basilica a lui intitolata non può essere considerata proprietà privata ci permettiamo, civilmente, di dissentire da questa scelta che fa seguìto alla nostra contrarietà (inviata precedentemente, il 13 ottobre, alla stampa e con la nostra newsletter) di assegnazione al premier colombiano del Nobel.

Quali sono le ragioni della nostra contrarietà, di noi che seguiamo da tanti anni attentamente le vicende della Colombia ed in particolare la difficile esistenza delle Comunità di Pace colombiane, in particolare quella di San Josè de Apartadò (villaggio gemellato con la città di Narni)?.

Pur apprezzando lo sforzo che il presidente Juan Manuel Santos, ma anche le FARC perchè la pace si fa in due e non da soli, ha fatto negli ultimi 4 anni non possiamo dimenticare che è stato il Ministro della Difesa del governo Alvaro Uribe Velez e, minimo, non poteva non sapere dei tanti crimini commessi in quegli anni dall’esercito e dalle truppe paramilitari.

Non poteva non sapere degli omicidi e delle sparizioni di migliaia di persone, fenomeno chiamato scandalo dei”falsos positivos” in cui, per altro, è rimasto implicato. Non si può dimenticare che ha fatto rischiare una guerra con l’Ecuador ed una crisi internazionale facendo bombardare dal suo esercito illegittimamente, oltre confine, per uccidere un capo guerrigliero delle FARC.

Avevamo già detto nel nostro comunicato precedente: “Noi continuiamo a pensare che se qualcun in Colombia meritava un premio Nobel per la Pace questo non poteva non essere la piccola Comunità di San Josè de Apartadò che in 20 anni dalla sua costituzione ha perso circa 300 persone su 1500 abitanti solo perchè ha scelto la strada della nonviolenza.

A loro solamente, come qualche anno fa hanno proposto la Rete di Solidarietà con le Comunità di Pace Colombiane ed altre organizzazioni internazionali, sarebbe spettato questo Nobel per il tributo di sangue, sofferenze, vessazioni che hanno subito dallo Stato, dall’Esercito, dalla guerriglia.”
detto perchè il giudizio non può non essere legato all’intera esistenza di una persona o di una comunità e non solo ad un breve periodo.

Tra l’altro vi invitiamo ad andare sul nostro sito www.circoloprimomaggio.org dove pubblichiamo periodicamente le notizie provenienti dalle Comunità di Pace colombiane (che vi facciamo presente hanno abolito le armi dalla loro vita) dove potete trovare le notizie che le violenze di vario tipo proseguono ininterrottamente tuttora. Vi ricordiamo che in molte occasioni esponenti delle Comunità di Pace sono venuti in Umbria per manifestazioni ed incontri ma da parte di svariati soggetti istituzionali e religiosi non hanno avuto inviti.

Di chi sono le responsabilità politiche, oggi e non solo ieri, se non del presidente Juan Manuel Santos? Capiamo che i frati possono perdonare ma la visita è politica è non è Juan Manuel Santos, con i suoi trascorsi ed anche il suo presente, che può parlare a cuore aperto di pace e rappresentarla.

Circolo culturale “primomaggio

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