Concerti UniversoAssisi Mortaro, Martelli, “Ma do’ se comprano i biglietti?”

Come si fa ad invitare i cittadini senza neanche informarli sulle modalità di prendere i biglietti?

Universo Assisi, le cose non sono andate proprio cosi
ERALDO MARTELLI

Concerti UniversoAssisi Mortaro, Martelli, “Ma do’ se comprano i biglietti?”

Di Eraldo Martelli
ASSISI – Avevo deciso di non intervenire preventivamente sull’argomento del festival assisano, volevo dare la mia fiducia almeno una volta agli eventi organizzati che ritengo veramente interessanti ma l’incapacità degli organizzatori mi ha fatto cambiare idea specialmente dopo essermi recato per la seconda volta in piazza ad Assisi presso la sede del Calendimaggio per comperare alcuni biglietti e per la seconda volta ho trovato chiuso. Non un cartello che indicasse che quello è il luogo per la vendita, non un volantino per indicare gli eventuali giorni e orari di apertura, nessuna informazione in tal senso sul sito dell’evento. Ne ho dedotto che questo è un festival esclusivamente rivolto a  chi ha competenze informatiche  abituato a fare acquisti via internet che a dirla grossa saranno il 10 % della popolazione quindi non adatto agli ignoranti in materia come il sottoscritto.

A questo punto condivido tutte le critiche rivolte: periodo sbagliato, la gente sta al mare, costa troppo, è troppo assisicentrico infatti nessuna frazione è interessata da eventi.

Gli inviti a crederci e a partecipare cominciano a darmi fastidio a partire dal primo fatto dall’assessore che tra le varie motivazioni metteva anche quella che in gioco c’è la sua poltrona (ho pensato subito a Renzi e al referendum). Come si fa ad invitare i cittadini senza neanche informarli sulle modalità di prendere i biglietti?

Sulla vicenda delle autorizzazioni, ditemi quale imprenditore oculato rischierebbe i propri soldi per un evento per il quale ancora non ha  in mano tutti i necessari permessi? Ma a loro cosa importa tanto i soldi provengono dalle tasse dei cittadini e dopo averli tolti alle associazioni sportive e culturali ma non al vescovo e ai conventi.

Ricordo che da passate esperienze per ottenere una valutazione d’incidenza sono necessari alcuni mesi e qualora si svolgesse l’evento senza, si commetterebbe un reato ambientale che prevede anche sanzioni penali. Mi viene in mente che anche il Tescio  è un’area SIC , a questo punto chissà se necessitano della stessa autorizzazione anche gli eventi programmati a Ponte S. Croce?

Altra incongruenza  è la concomitanza con l’evento Beerok.

Per quanto attiene la  valutazione della prima edizione , altro che non bisogna tenerne conto! Spero proprio che i consiglieri di opposizione non collusi con la maggioranza ne chiedano il resoconto vista l’incapacità e il pressappochismo fin qui dimostrato oltre al fallimento di tutti gli altri eventi organizzati dal comune.

Penso proprio che anche per quest’anno continuerò a frequentare le tante e qualificate sagre del nostro territorio , almeno quelle sono ben organizzate e non ricevono pubblici finanziamenti.

Eraldo Martelli

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