Dialettica politica nella “ricorrenza” di un anno di attività della Giunta Proietti

APPUNTI DI QUADERNO AMMINISTRATIVO DELLA DESTRA CON FREDDII E PAOLETTI

Assisi, documento del vicariato, il pensiero di Umberto Rinaldi

Dialettica politica nella “ricorrenza” di un anno di attività Giunta Proietti

da Lorenzo Capezzali
ASSISI –  Scadenza annuale dell’attività della giunta comunale di centrosinistra di Assisi guidata dal sindaco Stefania Proietti e appunti di quaderno della destra  Rino Freddii, ex consigliere del governo Ricci  ed  ora alla finestra, e Leonardo Paoletti, FI, che non mancheranno di lasciare strascichi nell’eloquio futuro di questo o quel interlocutore nel ring di questa infuocata fase  di lavoro tra amministratori ed amministrati. Freddii e Paoletti non sono nuovi ad uscite critiche sul nuovo mandato della maggioranza Lista Civica e Pd.

Tutto questo a poche ore dall’incontro stampa del Vicariato Episcopale sul tema “Assisi nel terzo millennio” una sorte di compendio di ciò che il logo futuro dovrà essere in termini etimologici e contenuti del proprio sviluppospirituale, sociale e culturale guardando  al ruolo internazionale e nazionale di Assisi nel nome di Francesco e Chiara su temi pacifisti ed umanitari.

Il Vescovo Sorrentino e Monsignor Peri gli estensori del “documento” non a caso proprio ora che si tenta di dare nerbo allo sviluppo rotondo del Colle. Sul piano laico la destra ha motivato le criticità di metodo della coalizione di maggioranza, Lista Civica e Pd, nonché “il passaggio del fare a quello dell’apparire” dietro alcuni provvedimenti mancati rispetto agli annunci elettorali del sindaco.

Ma Freddii ha bacchettato pure  il centrodestra ai quali consiglieri dice: «le rendite di posizioni politiche non esistono più, contano uomini e programmi; pertanto per rimediare, almeno in parte, agli errori del passato bisogna portare avanti una “comune” azione di stimolo, controllo e denuncia finalizzata alla riconquista del Comune per ridare così voce alla maggioranza dei cittadini assisani!».

Paoletti forzista decisamente assisano e rappresentante del centro storico senza limiti di convinzioni ideali e di promozione culturale in un momento in cui le risorse  anagrafiche e commerciali sono al lumicino.

Il problema socioeconomico  del centro storico si sta acuendo, come affermano voci di popolo e di operatori commerciali, e  rilanciare in campo estero ed interno il nome di Assisi è l’imperativo categorico ovunque soprattutto dopo la  cattiva informazione dei danni indiretti dal cratere del sisma. «Purtroppo ancora siamo di fronte a buon Cimabue, che fa una cosa e ne sbaglia due», sintetizza Leonardo Paoletti nella sua dichiarazione alla stampa.

Nel quid dell’analisi di Paoletti traspare anche una venatura d’intercettazione della politica turistica da sviluppare riconoscendo ad Assisi il ruolo di testa di ponte del turismo regionale e non in sintonia con il mondo economico locale. Tutto questo mentre l’assessore municipale alla pace e al dialogo internazionale, Simone Pettirossi e il capogruppo del Pd in consiglio comunale Federico Masciolini lanciano spunti cognitivi sul confronto e sull’ascolto della politica per una convivenza interna ed esterna  di alto profilo. «Una città come la nostra è per sua natura vocata al dialogo tra posizioni diverse. Il punto di partenza essenziale è l’ascolto», precisa l’assessore Pettirossi.

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