Giorgio Bartolini attacca Claudia Travicelli, e torna sulle consulenze d’oro ad Assisi

Chiede che titolo di studio ha l'assessora

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giorgio bartolini

Giorgio Bartolini attacca Claudia Travicelli, e torna sulle consulenze d’oro  da Giorgio Bartolini – Anche la Travicelli ha voluto disquisire sugli incarichi conferiti a professionisti dal Comune di Assisi. Tutti sanno che si tratta di una maestra di valzer che cinque anni fa fu eletta consigliere con il PD, passando subito per un piatto di lenticchie al centrodestra di Ricci-Lunghi e votando anche il bilancio. Quest’anno, eletta con Lunghi, con altro rapidissimo giro di valzer di pari maestria, è passata subito con la Proietti, che l’ha premiata con la delega (e l’indennità!) assessorile alla scuola. È molto forte il sospetto che l’articolo di denuncia delle presunte consulenze d’oro non sia farina del sacco della Travicelli, considerata la prosa corretta del comunicato, privo degli strafalcioni che di solito caratterizzano le esternazioni farneticanti della signora: tutte cose che fanno riflettere sul livello di “competenza specifica” (su questo il Sindaco insiste tanto!) che può avere nella gestione della pubblica istruzione della nostra città.

A proposito: visto che il Sindaco parla tanto di trasparenza, potremmo conoscere almeno il titolo di studio dell’assessora a cui è affidata una delega tanto delicata sul piano culturale? La Travicelli, parlando degli incarichi professionali, ha esaminato gli ultimi vent’anni, ivi compreso l’ultimo quinquennio, ma ha dimenticato che dal 2011 al 2016 proprio lei era la ruota di scorta dell’amministrazione Ricci-Lunghi e di fatto era in maggioranza (chiedere conferma al PD, in caso di dubbi), corresponsabile delle scelte che adesso condanna, ma sulle quali per cinque anni ha taciuto. Io invece intendo riferirmi agli anni in cui ero sindaco: dal 1997 fino al dicembre del 2005. L’ineffabile assessore alla scuola (o chi per lei!!!) “ciurla nel manico”, o non riesce a capire la differenza tra le CONSULENZE di cui parla, di fatto inesistenti, e gli INCARICHI GIUDIZIALI, oggetto delle parcelle, che sono ben altra cosa. Se non si vuole fare inutile demagogia, cominciamo con il dire che gli incarichi ai professionisti, tutti legittimi, sono stati conferiti dai dirigenti in base alle loro giuste valutazioni.

È mia opinione che abbiano agito con discernimento nell’interesse dell’ente. Sicuramente sono stati costretti a conferire all’esterno del Comune le circa 10 cause intentate tutte vinte dall’amministrazione, che, se perse, avrebbero comportato per l’ente costi per centinaia e centinaia di migliaia di euro, così come per quelle intentate dai dipendenti del comune, sempre per la richiesta di maggiori retribuzioni, tutte respinte dai giudici con grande economia per l’Ente. Ricordo anche che dal 1997 furono presentate al Comune tante richieste di parcelle da parte di professionisti per incarichi dati in precedenza da un’altra amministrazione (quella di sinistra guidata da Vitali!). Il Comune non ritenne giusto pagare quelle parcelle e i professionisti che ritenevano di essere stati danneggiati intentarono una causa, uscendone regolarmente sconfitti in tribunale.

Nell’ultima di queste vertenze un professionista aveva preteso il versamento da parte del Comune di circa 1.200.000 €, ma il tribunale gli ha dato torto e l’ente è stato sollevato da qualsiasi obbligo. Ecco a che cosa sono serviti gli incarichi ai professionisti degli studi legali.

La stessa Regione è stata costretta dal tribunale a mettere a disposizione del Comune di Assisi l’importo di 2.500.000 € in precedenza disconosciuto. In verità l’amministrazione ha operato in un periodo particolare; è stato quello intenso della ricostruzione e del Giubileo ed il comune ha dovuto difendersi decine e decine di volte da tante pretese ingiustificate di coloro che davano per scontato che le amministrazioni pubbliche fossero sempre perdenti. Con noi questa storia è finita anche grazie alla competenza dei legali ai quali il Comune ha fatto riferimento. E passiamo alla strada mattonata. È ancora vivo il ricordo di quella vicenda.

L’amministrazione di Assisi è stata sottoposta ad un attacco politico della sinistra di Assisi e di un parlamentare con l’aiuto anche di Rai 3, tv in quota del PD, tramite il conduttore Marrazzo, successivamente diventato molto famoso, ma per altre ragioni. Hanno tentato di mettere, non tanto il sindaco, ma la stessa città di Assisi sotto scacco e alla berlina. Bene, dopo anni di indagini, i giudici hanno riconosciuto tutte le ragioni degli amministratori e tutto è finito in una bolla di sapore.

Chiaramente durante il lungo periodo avvocati e periti hanno prestato la loro opera per il sindaco e vice sindaco e per il Comune per il dissequestro in Cassazione dell’opera in costruzione. Per concludere, gli importi pagati dal Comune durante la mia gestione di sindaco – in relazione alla decina di pratiche trattate e all’importanza delle stesse, depurati dall’Iva e delle onerose spese processuali e talvolta dai rimborsi percepiti dal comune dalla parte soccombente – sono stati calcolati in base alle tariffe minime previste dalle legge, ma quello che più conta è sì quanto si è speso, ma soprattutto la somma che l’ente pubblico ha risparmiato, che è di gran lunga superiore. In conclusione.

È vero, come dice la Esaù nostrana, abituata a farsi comprare (politicamente, s’intende) per un piatto di lenticchie, che ho perso nelle ultime due tornate elettorali, ma di sicuro non tradisco il mandato degli elettori, come lei invece non si vergogna di fare da troppi anni.

Un ultimo pensiero per l’assessora e per il sindaco: la campagna elettorale è finita. Basta con le chiacchiere a vanvera sulla bomba atomica di Hiroshima e i massimi sistemi. Basta con le polemiche inutili e pretestuose. Adesso è giunto il momento di amministrare. Sempre che ne siate capaci.

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