Imposta o tassa di soggiorno Assisi Lunghi Bocchini propongono modifiche

Dagli scranni del Centrodestra arrivano ben otto osservazioni prima del Consiglio

Imposta o tassa di soggiorno Assisi Lunghi Bocchini propongono modifiche

da Tonino Lunghi e Ivano Bocchini
Consiglieri Comunali di Assisi

Giovedì prossimo è convocato il Consiglio Comunale con all’O. del G. L’approvazione del Regolamento per l’introduzione dell’Imposta di Soggiorno nel Comune di Assisi.

È un atto importante per l’economia del nostro territorio e quindi va attentamente valutato e confrontato. Come abbiamo affermato in Campagna elettorale il nostro gruppo è favorevole all’introduzione dell’imposta di soggiorno a condizione che vengano coinvolti gli Operatori Turistici che devono essere i primi sostenitori della sua introduzione non passivi esecutori.

Per questo formuleremo delle proposte di modifica del regolamento che si andrà a votare ed in base alle risposte valuteremo il nostro voto (irrilevante ai fini del risultato finale).

Prima osservazione:

D.L. 14.03.2011 n.23 che istituisce il Decreto cita testualmente che I Comuni hanno la facoltà di disporre ulteriori modalità applicative del tributo, nonché di provvedere esenzioni e riduzioni per particolari fattispecie o per determinati periodi dell’anno.

Da questo si deduce che l’applicazione dell’imposta potrebbe essere rinviata di un anno anche approvando in Consiglio Comunale  il Regolamento prova ne sia che l’importo dell’imposta non viene stabilito con questo atto ma rinviato a prima dell’approvazione del Bilancio in quanto ne costituisce una delle Voci. Di anno in anno la Giunta dovrà riapprovare con un atto le relativo aliquote.

Le ragioni del rinvio sono sotto gli occhi di tutti: una situazione di grave difficoltà che influisce sia nel settore dell’accoglienza ma anche su quello del commercio.

Sono convinto che non tutte le responsabilità ricadono sull’Amministrazione Comunale e che gli Operatori devono fare la loro parte. Infatti chi meglio ha operato oggi è un pò più ottimista, ma per la gran parte degli operatori i risultati del 2016 saranno negativi con un forte calo delle presenze e di conseguenza dei fatturati.

Seconda osservazione:

Assisi ha un numero di strutture e quindi di posti letto notevolmente diverso da quello Regionale esclusa Perugia. Dal 1995 mentre il numero dei posti letto è aumentato del 50% il numero delle presenze è rimasto pressoché costante diminuendo di conseguenza l’occupazione media delle strutture. L’introduzione dell’imposta di soggiorno se ha una scarsa rilevanza nel comparto del turismo individuale lo ha invece in quello dei gruppi che comunque fanno il fatturato di molte strutture del nostro territorio.

Terza Osservazione:

La permanenza media nelle strutture è di 2,2 giorni. La proposta del regolamento prevede l’applicazione dell’imposta fino al terzo giorno. Questo disincentiva la permanenza dei gruppi organizzati. A Perugia l’imposta è applicata fino al secondo giorno di pernottamento.

Quarta Osservazione:

L’imposta di soggiorno è applicata a macchia di leopardo nella nostra Regione.

Nei Comuni facenti parte del nostro IAT, Bastia inclusa, l’imposta non è stata ancora deliberata. Dato che l’imposta è di ambito comunale occorre riproporre in ambito ANCI un tema già affrontato cioè quello di una scelta condivisa dell’Amministrazioni di introdurre l’Imposta, almeno di quelle in cui il Comparto Turistico è più consistente.

Quinta Osservazione:

Gli alunni delle scuole e i giovani sportivi sono dei clienti abituali della nostra città. In alcuni mesi dell’anno determinano i budget di molte strutture. Questi soggetti non debbono pagare l’imposta  anche perché, venendo con i pullman versano, nelle casse del Comune,  2 € a testa con il Check Point.

Sesta Osservazione:

Dati 2014: il settore Alberghiero rappresenta il 22% della ricettivà complessiva del Comune contro il 78% del settore extralberghiero ma le presenza risultano rispettivamente del 61% nel settore alberghiero e del 39% nel settore extralberghiero. Una parte considerevole del settore extralberghiero, escluse le Case Religiose di accoglienza, lavorano con l’individuale.

Quando diceva Giorgio Bartolini

Gli agriturismi dovrebbero avere l’imposta modulata secondo le spighe com avviene in molti altri Comuni così come è necessario classificare le Residenze d’Epoca che a Perugia sono classificate come i cinque stelle.

Settima Osservazione:

L’imposta di soggiorno dovrebbe essere percepita come un opportunità e non come una tassa. Per raggiungere questo scopo occorre dare al Cliente una Card con una serie di servizi, ad esempio: l’entrata gratuita  ai Musei di Assisi; delle agevolazioni sulle corse dei pulman; ecc. Quello della Card è sempre una vecchia idea mai attuata.

Ottava Osservazione:

L’utilizzo dei denari generati dall’applicazione dell’imposta viene rinviato ad un atto successivo da predisporre entro la fine di Ottobre di ogni anno.

Abbiamo condiviso la scelta dell’Amministrazione di reperire una cifra importante nel Bilancio 2016 per il comparto Cultura-Turismo ma non siamo stati per niente convinti del modo come sono stati spesi questi soldi.

Prima di tutto è sbagliato investire solo sugli EVENTI e non per esempio sulla Promozione. 

È sbagliato finanziare solo Manifestazioni in Assisi Centro Storico e non a  S. Maria degli Angeli che ha una fetta importante di posti letto dell’intero comparto anche utilizzando il Teatro Lyrich.

Occorre investire nella Convegnistica, soprattutto di natura religiosa in quanto Assisi da sempre ha svolto un ruolo centrale. Per questo dico che occorre fare al più presto il Bando per assegnare il marchio Convention Bureau.

Quello del modo con vengono spesi i soldi è un tema centrale perché le conseguenze dell’applicazione dell’imposta ricadono su la gran parte della nostra gente che vive del settore dell’accoglienza che non sono benestanti ma i più hanno problemi seri di questo ce ne dobbiamo rendere tutti conto.

 

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