Festa in Amicizia, l’Istituto Serafico Assisi, per abbattere le barriere

Novità del 2017, il video “L’Ingrediente segreto” con i ragazzi protagonisti

Festa dell'Amicizia, l'Istituto Serafico, per abbattere le barriere

Festa dell’Amicizia, l’Istituto Serafico, per abbattere le barriere

Torna ad Assisi, il 27 e 28 maggio 2017, la Festa in Amicizia dedicata al Gusto della Vita. In programma un convegno sull’alimentazione, uno spettacolo teatrale interpretato dai ragazzi disabili e un’esperienza sensoriale. Novità del 2017, il video “L’Ingrediente segreto” che li vede attori protagonisti e la colonna sonora “Cielo e Terra” di Bobo Rondelli.

Sabato 27 maggio 2017 — All’Istituto Serafico di Assisi tutto è pronto per l’appuntamento con l’annuale Festa in Amicizia, rassegna di eventi scientifici, sociali e culturali che animerà, da sabato 27 a domenica 28 maggio 2017, la città di San Francesco d’Assisi.

Come vuole la tradizione, ogni edizione si caratterizza per la scelta di un tema che sarà il fil rouge dell’intera Festa. Negli scorsi anni sono stati scelti il linguaggio della vita in tutte le sue forme di comunicazione; il gioco con e per le persone disabili; la musica, in quanto ritmo della vita; e l’amore per la natura come percorso di riabilitazione e benessere.

Per la Festa in Amicizia 2017 il tema è il Gusto della Vita, un viaggio alla scoperta del cibo, inteso come nutrimento, conoscenza e soddisfazione di un bisogno primario ma anche come condivisione materiale, emotiva e spirituale, piacere dell’accoglienza e inclusione delle persone con disabilità in tutti gli ambiti della vita sociale.

La festa, istituita nel 1993 dal Serafico, centro che si occupa di riabilitazione, educazione e inserimento sociale di bambini e ragazzi con gravi disabilità fisiche, nel corso degli anni ha assunto un’importanza maggiore passando da occasione di incontro tra i ragazzi ospiti dell’Istituto e le loro famiglie a un laboratorio di cittadinanza, cioè un momento di integrazione delle persone con disabilità nella società.

Tanti gli eventi in programma. Si comincia sabato mattina con il convegno scientifico “Gusto. Cultura, Salute e Stili di Vita”, che si terrà nella sede del Serafico. Si parlerà dell’evoluzione del gusto nella storia, di modelli e mode alimentari che si sono susseguiti nel tempo per poi approfondire la disabilità e l’importanza di scelte alimentari corrette in grado di fornire all’utente tutti i nutrienti utili per supportarlo fisicamente, al pari di una terapia medica. All’incontro interverranno tra gli altri la biologa nutrizionista Valentina Di Tomaso e il direttore sanitario Sandro Elisei che illustreranno il lavoro dell’Istituto Serafico di Assisi, impegnato con i ragazzi in un progetto molto ampio, all’interno del quale si inserisce anche l’ortoterapia per sensibilizzarli al gusto attraverso l’attivazione di tutti e cinque i sensi. Per la serata il Serafico propone il recital, ad ingresso libero, “L’Ingrediente segreto”, uno spettacolo teatrale incentrato sulla stimolazione della creatività e come momento di integrazione sociale, interpretato dai bambini e ragazzi, insieme agli operatori del centro. Per l’edizione 2017 è stato realizzato anche un video, che sarà disponibile a partire dal 27 di maggio alle 13.

Domenica 28 maggio, il Serafico di Assisi apre le porte per uno speciale open day dal titolo “Il Gusto della Vita” durante il quale i partecipanti vivranno, all’interno del bosco, un viaggiosensoriale attraverso i laboratori tematici curati dai ragazzi e operatori del centro, con la collaborazione anche dei genitori. Scopo di questa iniziativa far comprendere come i disabili, attraverso alcune attività, riescono ad esprimersi creativamente utilizzando i cinque sensi. Gli ospiti potranno divertirsi con l’impasto – terapia – emozionale, metodo messo a punto dal maestro impastatore Andrea Pioppi, che consiste nella manipolazione di materie prime che coinvolge a livello energetico la mente, l’anima e il corpo; partecipare al gioco dell’oca per scoprire il processo di produzione dell’olio; sedersi a tavola e gustare primi piatti senza glutine intrattenuti dai ragazzi del Serafico che racconteranno la fiaba di “Jack e il fagiolo magico”.

Il 27 e 28 maggio saranno due giorni di festa pubblica, in cui l’Istituto si aprirà all’esterno, alla comunità per far conoscere le attività e i risultati ottenuti dai ragazzi grazie anche all’importante aiuto degli operatori del centro. Raggiungere un traguardo, per un disabile, rappresenta una sfida eccezionale. La Festa in Amicizia è nata proprio con questo scopo, celebrare le loro vittorie”, dichiara Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico di Assisi.

IL TEATRO CHE ANNULLA LA DISABILITA’. Cosa serve per dar vita a uno spettacolo teatrale? Una storia, quella di tre giovani cuochi che intraprendono un viaggio nei cinque angoli della terra alla scoperta delle tante culture, dei diversi cibi e sapori e alla ricerca di un misterioso ingrediente; un cast, composto da circa 50 giovani disabili che salirà sul palco del Teatro Lyrick; gli operatori del Serafico, gli angeli del dietro le quinte, a disposizione degli attori durante tutta la rappresentazione, pronti a intervenire in loro soccorso con cambi d’abito, ripasso del copione e emergenze varie; un pubblico composto da amici, famigliari e volontari venuti a ammirare uno spettacolo unico nel suo genere. Amalgamare il tutto, aggiungere un pizzico di pazienza e il risultato sarà “L’ingrediente segreto” uno spettacolo in cui i giovani con disabilità hanno dato il loro contributo: chi imparando a memoria un testo, chi attraverso la creatività del gesto o l’espressione mimica o i giochi di suoni regalando comunque delle forti emozioni. “Il laboratorio teatrale, che abbiamo inserito tra le attività del Serafico, è una finestra aperta verso l’esterno, usato come mezzo per abbattere le barriere della diversità – spiega la presidente Di Maolo – A volte la difficoltà maggiore che i disabili incontrano è la mancanza delle relazioni, il contatto con l’altro. Da qui l’idea di coinvolgerli in un’attività teatrale che li impegna a livello temporale, che favorisce la nascita di nuove amicizie e che a piccoli passi li instrada verso la vita sociale” conclude la presidente del Serafico di Assisi.

A volte dove non arriva il lavoro del terapista riesce l’educatore. È il caso di Fabrizio Benincampi e Stefano Tufo, educatori del centro di riabilitazione, che hanno dato vita a un laboratorio musical – teatrale, riuscendo a catturare l’attenzione dei ragazzi su una particolare attività. La risposta non si è fatta attendere ed è stata sorprendente: i giovani del Serafico si sono impegnati subito in questo progetto, la cui importanza è data dal fatto che ogni individuo può essere sé stesso, può mettere in campo quelle che sono le sue capacità espressive, dove si sospende ogni giudizio e senso di esclusione. In tutto ciò si inserisce la musica, forma universale di comunicazione, con cui trasmettere emozioni, stati d’animo, oltrepassando quegli ostacoli che impediscono di interagire con persone con deficit comunicativo di vario genere.

CIAK SI GIRA. PROTAGONISTI I RAGAZZI DEL SERAFICO. Il pubblico che sarà presente sabato 27 maggio allo spettacolo “L’Ingrediente segreto” si troverà davanti un mix di recitazione, musica dal vivo, movimenti, danze e una novità: i ragazzi del Serafico, infatti, sono stati anche gli interpreti di un video che verrà trasmesso nel corso della serata. Hanno preso seriamente anche questo progetto, collaborando e seguendo  le indicazioni di Jean Carlos González, regista venezuelano fuggito dal suo paese perché perseguitato dal regime a seguito dei suoi lavori. Il filmato, che prende il nome dalla rappresentazione teatrale, vede i ragazzi del Serafico andare alla ricerca del misterioso ingrediente: lo cercheranno sui libri, esploreranno i campi coltivati, ispezioneranno le cucine dell’Istituto tra pentole e fornelli, in palestra e in piscina. Riusciranno nell’impresa? Per avere un’anticipazione ecco il link. Non è casuale che sia stata scelta, come colonna sonora, la canzone “Cielo e Terra” del poeta, cantautore livornese Bobo Rondelli, ex leader degli Ottavo Padiglione. Il Cielo è uno spazio infinito che non ha ostacoli, la Terra invece è il luogo dove purtroppo continuano a esistere barriere di tipo materiale difficili da superare, come quella di dare ad un disabile l’opportunità di muoversi senza difficoltà sul territorio, ma anche di tipo mentale perché tutto ciò che concerne la disabilità viene visto ancora con occhi diversi. “C’è ancora tanto da fare per includere i ragazzi con disabilità nella società, basta guardare le città. Il problema è che ancora si progettano gli spazi senza tenere in considerazione certi modelli di persone – dichiara Francesca Di Maolo che aggiunge – Abbiamo bisogno di una cultura che metta al centro la persona con i suoi limiti. Potremo dire che avremo fatto passi avanti solo quando riusciremo a mettere le persone al centro della politica. Questo vale per tutti, per chi ha problemi fisici, per chi ha perso il lavoro ed è alla ricerca di un occupazione, per lo straniero. La diversità ci fa paura perché non la conosciamo e quindi non siamo in grado di gestirla” conclude F.Di Maolo.

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SERAFICO

Il Serafico, fondato nel 1871, è un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime. Convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per trattamenti riabilitativi residenziali, semiresidenziali ed ambulatoriali, il Serafico accoglie e cura ogni giorno 150 pazienti, provenienti da tutto il territorio nazionale, per un totale di 10.895 trattamenti riabilitativi e 12.322 trattamenti educativi-occupazionali all’anno (dati 2015). In una superficie complessiva di circa 10.000 mq, posta su di un’area di 40.000 mq, sono disponibili 70 posti letto in regime residenziale, 20 posti letto in regime semi-residenziale, oltre ad un servizio ambulatoriale e di valutazione diagnostica-funzionale. Le persone al servizio degli utenti sono 267: circa 170 tra collaboratori e dipendenti e un centinaio di volontari, che mettono in campo non solo capacità e competenze, ma anche un “capitale di umanità” in grado di entrare in sintonia con i pazienti.

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