Giornata della memoria, consegnate medaglie a due deportati, al museo della Shoah [FOTO E VIDEO]

Sindaco Proietti, è tempo di "schiaffeggiare" le nostre coscienze

Giornata della memoria, consegnate medaglie a due deportati, al museo della Shoah

Giornata della memoria, consegnate medaglie a due deportati, al museo della Shoah ASSISI – Consegnate, ad Assisi, due medaglie d’onore a Enrico Fanelli e Giuseppe Coreno, classe 1921, entrambi deportati e assegnati ai lavori forzati in Germania. A consegnare i riconoscimenti il prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro, il sindaco della città capoluogo dell’Umbria, Andrea Romizi. Assente invece il primo cittadino di Assisi, Stefania Proietti, che non ha fatto però mancare un suo video messaggio di saluto. A ritirare i riconoscimenti sono stati i figli. Pasquale Coreno, figlio del defunto Giuseppe Coreno, internato presso una fabbrica di metalmeccanica di Lipsia, in Germania, e a Enzo Fanelli, figlio di Enrico Fanelli anch’esso deceduto e internato in Germania dal luglio 1943 al giugno 1945.

Non a caso ad Assisi, città aperta e ospedaliera, furono 300 gli ebrei  – di diverse nazioni – che furono salvati dallo sterminio nazista. Tra il 43 e il 44, grazie alla bontà di alcune persone, uomini, donne, bambini e anziani trovarono scampo dalla Shoah. Furono ospitati e nascosti nelle chiese, nei conventi, nelle case della Città del Poverello. Si creò, attorno ai perseguitati dai sanguinari nazisti, una rete di solidarietà formidabile, a partire dall’allora podestà Arnaldo Fortini e con lui il vescovo Giuseppe Nicolini, compresi, ovvio, i frati del Sacro Convento, ma anche sacerdoti come Don Aldo Brunacci e un campione come Gino Bartali. Tutti si impegnarono per salvare vite umane dalla follia sanguinaria dei tedeschi. identità fittizie, documenti falsi, ricoveri di fortuna, insomma, tutto quello che poteva essere messo in campo fu fatto. Nel bosco dello Yad Vashem sono sette gli alberi intitolai ai Giusti tra le nazioni di Assisi.

«Una ricorrenza  – ha detto il sindaco di Assisi – che è doveroso celebrare. Il Giorno della memoria, è purtroppo, ancora molto attuale ed è tempo di “schiaffeggiare” le nostre coscienze spesso troppo tiepide e poco abituate ad indignarsi di fronte all’odio cieco che si fece persona».

Hanno partecipato, oltre il Prefetto stesso, l’Ambasciatore Israeliano presso la Santa Sede sig. Oren David, il vescovo di Assisi Mons. Domenico Sorrentino, il Sottosegretario al Ministero dell’Interno On. Gianpiero Bocci, il Questore di Perugia dott. Francesco Messina, il Presidente della Provincia di Perugia dott. Nando Mismetti, il Sindaco di Perugia Andrea Romizi e il Vice Sindaco di Assisi Valter Stoppini, insieme ad altri rappresentanti politici e militari della nostra regione.

Ospiti anche alcuni studenti delle scuole superiori di Assisi ai quali il Prefetto si è rivolto durante il suo intervento “Stiamo raccontando la storia di vostri compaesani che, 70 anni fa, hanno accolto persone in fuga da una persecuzione. Oggi ci troviamo ad affrontare un esodo di esseri umani che fuggono dalla propria terra e cercano rifugio qua da noi. Dobbiamo prendere ispirazione da coloro che hanno messo in pericolo la propria vita pur di salvare quella di altri”.

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