Senza tetto dormono nel sottopasso di Santa Maria degli Angeli? Chi sono?

Quattro persone, un cane e un trolley malandato. Chi sono?

Senza tetto dormono nel sottopasso di Santa Maria degli Angeli? Chi sono?

Senza tetto nel sottopasso di Santa Maria degli Angeli? Chi sono?

SANTA MARIA DEGLI ANGELI – Chi sono quelle persone nella foto? L’immagine è stata condivisa sul gruppo Facebook “Umbria informa gli umbri” (Umbria Journal ndr), da Alex Trabalza, dell’Associazione “Movimento dello sconforto generale“.

Alex scrive, sul suo di profilo e quindi anche sul nostro gruppo, anche un appello: “Noi possiamo prestare a questa famiglia il nostro camper ( 3294936229) se li avvistate chiamateci e ora dobbiamo provvedere tutti insieme ad aiutare questa famiglia dimenticata da Dio nella terra dei Santi! Non molliamo aiutateci ad aiutarli

Vedere tre persone (tra queste sembra ci sia un minore) dormire, coperte alla meglio, in un sottopassaggio, fa sempre tristezza, ma nella Città di San Francesco lo fa ancora di più. Con loro un cane, seduto che par quasi vigilare sui suoi cari. 

Dato che la foto è scattata mentre queste persone, apparentemente, stanno dormendo, si presume sia stata realizzata (non sappiano se da Alex) di prima mattina. L’appello poi del fondatore del Movimento dello sconforto generale non lascia alternative di interpretazione. Abbiamo cercato Trabalza, ma ha lavorato di notte ed è probabile che ora stia riposando (è mattino ndr).

Sappiamo che ci richiamerà, noi siamo pronti per dare una mano, siamo pronti anche, nel caso ci fosse da organizzare, a sostenere una campagna di raccolta fondi. 

Sì, vero, a volte i senzatetto, i senza fissa dimora, gli homeless, i clochard – chiamateli come volete – non vogliono neanche sentir parlare di cambiare le propria esistenza. Ma è anche vero che si “strappa il cuore” a vedere delle persone, con un trolley malandato, accamparsi così, come reietti e dimenticati, più che da Dio, dagli uomini, nella terra Francescana della carità. Non sappiamo nulla, ma come sempre facciamo, noi ci attrezziamo per andare a vedere con i nostri occhi, come stanno le cose.

Da quel che scrive Alex Trabalza, ci pare proprio che “siano da ‘avvistare'”, nel senso che, ovvio, non saranno certo stanziali, né avranno eletto il sottopassaggio a loro abitazione. Il sottovia ferroviario (è lo stesso dove qualche giorno fa trovammo un topo morto ndr) è quello di via Patrono d’Italia e del viale della stazione. Quel sottopasso sarà rifugio per la notte, un minimo di protezione per chi casa non ha.

La condizione dei senza casa è più visibile nelle aree povere delle grandi città e in quelle suburbane, anche se essi spesso coesistono più o meno visibilmente dentro comunità dove i residenti non sono poveri. Ma non c’è proprio in cazzo di romantico in tutto questo, capite? Proprio un bel niente. 

C’è solo il dolore della solitudine, il dolore generato dall’indifferenza e dalla solidarietà “pelosa” che si riempie la bocca di mille belle parole, ma oltre questo non va e non sa andare.

Più passano il tempo, dagli anni di Francesco, e più vediamo quanto – in generale nel mondo – si sia andati proprio nella direzione opposta da quella indicata dal Santo dei Poveri. E da un Francesco ad un altro, il Santo Padre, quando era parroco, ma anche Vescovo, in Argentina non si dimenticava mai di visitare le “villas miserias”. Cosa sono? Droga, violenza, malattie, povertà: immaginate un guaio qualunque, e lo troverete tra gli stretti vicoli delle «villas miserias», le favelas di Buenos Aires.

Nessun luogo del mondo dovrebbe vivere questo, non ci dovrebbe essere chi mangia cinque volte in un giorno e chi, per mangiare una volta, debba aspettarne cinque di giorni. I diritti dovrebbero essere inalienabili per tutti, da Milano, a Parigi, da Savador de Bahia ad Assisi.

Non credete?

Vi prego non ci venite a dire che “avranno perso il treno” o  che “non avran trovato posto in albergo” eh!!!!!!!!!!

Per ora non ci incazziamo con nessuno, ma non siamo lontani dal farlo. Verificheremo e verificheremo. Parleremo con Alex Trabalza e cercheremo noi stessi queste persone. Siamo addolorati e indignati, ma come sempre cercheremo di capire.

Poi ne riparleremo ok?

Sulla vicenda, ovvio, si sono scatenati i social, anche perché da Facebook arriva, e tra i tanti commenti quello di Stefano Pastorelli della Lega Nord. “Pretendo – scrive – che in una società normaleun’amministrazione normale, verifichi le reali difficoltà di questa famiglia, e che vi trovi soluzione!!! Se gli rimane tempo, tra una comparsata e l’altra!!! Sei poi anche il sindaco ombra si degnasse di porre loro attenzione, sarebbe cosa buona e giusta!!!”.

Ora attendiamo comunicazioni ufficiali, e, intanto, andremo di persone a cercare questi “invisibili”. Ma tanto invisibili non dovrebbero essere, dato che – a quanto pare – sembra si tratti di una famiglia di Assisi. Qualcuno dice che, qualche giorno fa, si fossero “accampati” nel loggiato di Santa Maria della Minerva, in piazza del Comune. Una foto attesterebbe questo.

Altre voci direbbero che si tratta di una famiglia che viene in vacanza ad Assisi a trovare dei  loro parenti, ma che non avrebbero la possibilità di ospitarli e quindi starebbero accampati così. Pare che facciano così tutti gli anni. Ma su quest’ultima stiamo indagando la veridicità della fonte.

Adesso sembrano spariti. Ma da altre voci si apprende che l’uomo è di Valfabbrica. La compagna e il figlio di Verona. Giorni fa dormivano sul loggiato del Tempio della Minerva. Sono intervenuti i vigili e li hanno invitati ad andare alla Caritas o presso altre strutture. Gli hanno risposto che erano in contatto sia con il parroco di San Rufino che con altri amici che li avrebbero ospitati.

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