Sindaco Proietti gesti-segno contro la globalizzazione dell’indifferenza

Spirito di Assisi e città ancora intatta e pronta all'accoglienza

Sindaco Proietti gesti-segno contro la globalizzazione dell'indifferenza

Sindaco Proietti gesti-segno contro la globalizzazione dell’indifferenza ASSISI – Assisi ha vissuto il 30esimo anniversario dello Spirito di Assisi; esattamente il 27 ottobre 1986 il miracolo del primo incontro inter religioso per la Pace voluto da San Giovanni Paolo II. Ieri una Assisi nuovamente miracolata perché intatta dopo il terremoto che è tornato a farsi sentire e che ha colpito gli amici delle nostre vicine terre. E poi un altro miracolo, quello della famiglia cristiana di Kirkuk scappata dalla guerra e dalla miseria e rifugiata ieri ad Assisi. Hanno una bambina disabile, una disgrazia nella disgrazia in una guerra che non risparmia nessuno, soprattutto i più fragili. Ma grazie al nostro Istituto Serafico e al loro primo corridoio umanitario indipendente, questa famiglia ha visto la luce, della speranza, della pace, di una nuova vita. Famiglia che avremo l’onore di conoscere domenica e di sostenere nella loro permanenza ad Assisi. E l’altro miracolo della preghiera per la Pace delle religioni abramitiche in diversi luoghi della città che si ripeterà ogni 27 del mese.

Miracoli che ci aiutano a sperare e a lavorare per il Bene. Ma miracoli che non cancellano la tanta, troppa, violenza e indifferenza che sta inquinando il mondo e trasformando le nostre coscienze. C’è un terremoto silente, che non fa rumore, il più pericoloso, capace di provocare danni irreparabili: il terremoto della nostra coscienza. Non possiamo metterlo a tacere e far finta che le sue vibrazioni non ci colpiscano l’anima.

L’anima che ha pianto lacrime alla notizia di quanto avvenuto a Gorino, dei tanti abitanti che con il loro atteggiamento hanno causato più vittime di qualsiasi arma. Perché anche l’indifferenza uccide, anche la rabbia e il rancore uccidono.

E le vittime sono quelle donne respinte, divise tra la loro terra che è foriera di morte e violenza e una terra che ha dimostrato con un atto ignobile e spregevole di non volerle. Donne incinte tra loro, che vorrebbero solo un riparo e un futuro migliore per i figli che portano in grembo. Quali sogni avevamo noi tutte donne e madri quando portavamo con la dolcezza che solo la maternità sa regalare, un figlio che sarebbe diventato l’amore di una vita, da proteggere e consegnare al mondo? I loro bambini e le loro bambine sono vittime strappate con violenza all’infanzia, per diventare spesso soldati di una guerra che non ha pietà.

Come la storia di Sharon, la bimba soldato costretta ad uccidere la sua sorellina. Bambine rapite, schiavizzate, spesso violentate e addestrate ad uccidere. Storie che solo in piccolissima parte arrivano a noi grazie ad eroine come Suor Rosemary Nyirumbe, la suora che in Uganda accoglie presso la sua scuola le bambine soldato come Sharon per dare loro un futuro nella loro terra e non costringerle a scappare in Europa. Suor Rosemary è stata da noi personalmente invitata ad Assisi e al suo ritorno in Italia sarà nostra ospite come testimonianza di vita al servizio dei più fragili.

Da mamma, da donna, da Sindaco, non riesco a tacere, la mia coscienza grida e la mia umanità mi costringe ad agire. Vorrei che il messaggio che passi è che alla violenza non si risponde con altra violenza e che la rabbia porta solo ad altra rabbia. Questi nostri fratelli e queste nostre sorelle fuggono dalla miseria, dal dolore, dalla morte. E tutti hanno il diritto ad una vita dignitosa e protetta.

Assisi non si arrenderà mai di fronte a questo tremendo spettacolo, Assisi non si arrenderà mai all’anestesia delle coscienze umane e all’indifferenza imperante.

Assisi si fa amplificatore di pace e umanità e chi cercherà qui rifugio sarà il benvenuto nella Città Serafica.
Nel 30esimo anniversario dello Spirito di Assisi, quando San Giovanni Paolo II venne a farci visita, abbiamo il dovere, come membri di un’unica famiglia umana, di lanciare un monito al mondo. Mai più guerra. Mai più violenza. Mai più indifferenza. Lavoriamo insieme per porre quelle pietre che formano la Casa Comune accogliente e di pace. Trent’anni sono solo un nuovo inizio che nutre quei gesti-segno di grande speranza che alimentano ulteriore speranza.

Gesti-segno concreti affinché da Assisi parta una coraggiosa rivoluzione culturale per la pace, la custodia del creato e per i poveri. Questo è lo Spirito di Assisi, questo è lo Spirito che ci guida e che non ci farà tacere mai.

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