Con il Cuore

Stefania Proietti, un miliardo e mezzo di persone in povertà energetica

Il sindaco di Assisi al meeting, a Roma, Proteggiamo la nostra casa

Stefania Proietti, un miliardo e mezzo di persone in povertà energetica

Stefania Proietti, un miliardo e mezzo di persone in povertà energetica
ROMA – Energia, giustizia e pace, sono questi i temi affrontati dal sindaco di Assisi, Stefania Proietti, nel corso del suo intervento questa mattina a Roma, nella sala delle conferenze internazionali del Ministero degli Esteri. Il sindaco ha partecipato a “Proteggiamo la nostra casa sui passi di Francesco”, meeting nazionale delle scuole per la pace la fraternità e il dialogo. L’iniziativa, di concerto con il Miur, è stata organizzata dal coordinamento nazionale degli Enti Locali per la pace.

“Pensate – ha detto Proietti rivolgendosi agli studenti – di vedere il Mondo da un satellite, è diviso in zone con tante luci e in zone d’ombra. Capite bene che il mondo illuminato è quello dove c’è più energia, quella che noi tecnici chiamiamo ‘densità energetica’ e va di pari passo con il Pil, con la ricchezza dei Paesi”.

Sfruttando la sua preparazione di ingegnere e docente, il sindaco di Assisi, ha spiegato che però, in quei paesi dove ci sono tante luci, si emette tanta CO2. “La CO2 emessa in atmosfera – ha detto – è quella che determina il cambiamento climatico. I punti luce non rappresentano, però, i luoghi più densamente popolati.”

Proietti ha detto che la gran parte della popolazione mondiale vive dove le luci non ci sono quasi per niente, ma è vero, invece, che la maggior ricchezza del pianeta si concentra proprio in quelle aree più illuminate della Terra.

Commentando le immagini che venivano proiettate nella sala delle Conferenze internazionali, il sindaco Stefania Proietti ha detto che ad Expo 2015 c’era lo stand della Caritas italiana, dove c’era una scultura realizzata con i cinque centesimi. Un grattacelo con qualche monetina per terra.

“Quella struttura – ha detto il sindaco – rappresenta come è suddivisa la ricchezza mondiale. Il 96per cento delle monetine è la totale ricchezza del pianeta. Poi c’è un restante 4 per cento che è in terra”.

E qui viene il bello, perché il 96 per cento è in mano a meno del 20 per cento della popolazione mondiale, il restante 80 per cento del mondo, in sostanza, vive con quelle monetine che sono a terra. 

“Se prima abbiamo parlato di energia – ha spiegato – questo appena descritto è il tema della giustizia. Le persone che vivono con le monetine a terra, non solo vivono con poca ricchezza, vivono anche nella povertà energetica. Un miliardo e mezzo di persone che usano, quando va bene, la legna trasportata sulle spalle dalle donne (Pakistan per esempio ndr), per cucinare, riscaldarsi e vedere durante le ore notturne”.

Inutile dire che in questa ingiustizia sono coinvolti anche i bambini, che magari hanno sì la fortuna di andare a scuola, ma tornando di notte, non possono fare compiti perché non hanno illuminazione. Lo ribadisce il sindaco della città del Poverello: “Un miliardo e mezzo di persone vive nella povertà energetica”.

“Emancipare e cambiare stili di vita – afferma – è necessario, perché chi vive con le sole monetine che sono in terra vive nella impossibilità di emanciparsi culturalmente. Per qualcuno è un sogno poter andare a scuola, un sogno non irrealizzabile, ma difficile”.

I sogni si possono realizzare tutti insieme. “Quel grattacielo – ha detto – rappresenta un’urgenza, quella di cambiare lo stile di vita di colui che vive con le monetine del grattacielo stesso”.

 

Ha citato poi le indicazioni del Santo Padre: “Ci dobbiamo liberare dalla schiavitù del consumismo”. “E’ l’unico vero leader dei nostri tempi – ha detto -. E’ sicuramente ingiusto – ha aggiunto – che l’80 per cento della popolazione mondiale viva con le briciole di ciò che resta”.

E qui ha introdotto il terzo tema, quello della pace.

Voi immaginate un mappamondo – ha spiegano nella sua lezione – tutto disteso, e cominciate a mettere dei puntini dove c’è il petrolio e delle linee dove il petrolio passa e lì che ci sono le guerre. Come dice Papa Francesco, le guerre sono fatte per le risorse. E il Santo Padre – afferma con forza – è l’unico che ha il coraggio di dirlo, le guerre non vengono fatte per la religione, e non per la differenza di culture, ma solo per il denaro, il potere e il predominio dei popoli, e quindi le risorse energetiche che ne sono strumento”.

Il sindaco di Assisi ha però concluso il suo intervento dicendo che “questo non deve scoraggiare i giovani, ci deve essere l’entusiasmo di poter cambiare il mondo”. 

“Una azione da sola – ha detto – non può niente, ma sette miliardi di azioni possono cambiare il mondo”. E questo, ovvio, a partire dal cambiamento nel proprio stile di vita.

“Assisi è vostra alleata – ha detto chiudendo -, è alleata dei popoli, del creato e della pace. Vi invito a venire nella Terra di San Francesco perché, come dice Papa Francesco, è tanto quello che si può fare”.

 

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