Tassa di soggiorno ad Assisi, M5s, sì, ma come tassa di scopo 

Leggio e i pentastellati non condividono i tentennamenti di Palazzo

Tassa di soggiorno ad Assisi, M5s, sì, ma come tassa di scopo
fabrizio leggio

Tassa di soggiorno ad Assisi, M5s, sì, ma come tassa di scopo

Dopo che con l’approvazione del DUP nello scorso Consiglio Comunale è emersa l’intenzione da parte dell’ amministrazione di istituire l’Imposta di Soggiorno anche ad Assisi a partire già dal 2018, stiamo assistendo, soprattutto sui social, al dibattito fra chi è favorevole e chi è contrario.

Il tema già aveva avuto un ruolo importante un anno fa, durante la campagna elettorale, e tutti i pretendenti al governo della città si erano più volte espressi dichiarando le loro intenzioni: Bartolini proponeva populisticamente l’introduzione dell’imposta di soggiorno per poi utilizzare le risorse da questa provenienti per la riduzione delle tasse dei cittadini.
Posizione a nostro avviso inaccettabile visto che il gettito dell’imposta consentirebbe riduzioni irrisorie ( nell’ordine di 20/30 euro annue a famiglia), non in grado certo di rilanciare l’economia ma nel contempo graverebbe ulteriormente sul settore ricettivo già in difficoltà.

Populismo e disinformazione che emerge anche quando si sbandierano i costi aggiuntivi che la città deve sopportare a causa dei flussi turistici, come fa anche Lunghi, dimenticando sempre di indicare i maggiori introiti che il turismo regala alla città. E’ vero che ci sono più vigili rispetto ad altre città delle stesse dimensioni ma si introita il triplo dalle contravvenzioni rispetto ad una città delle stesse dimensioni. Il comune incassa più di 1 milione e 400mila euro dai parcheggi. L’enorme numero di attività ricettive e ristorative, fa si che il gettito fiscale derivante dalla Tari, sia enormemente superiore rispetto a quello di città di pari dimensioni.

Il poi sindaco Proietti invece, troncava in partenza ogni domanda su questo argomento, dichiarando che in questo momento di difficoltà del comparto turistico non era il caso di introdurre l’imposta di soggiorno.

Evidentemente questa difficoltà ai suoi occhi dev’essere scemata in quanto oggi, a distanza di un anno e dopo la consistente riduzione di presenze dovuta al danno indiretto del sisma nel centro Italia, si propone di istituire l’imposta di soggiorno dal 2018. Noi restiamo dello stesso identico avviso rispetto al periodo della campagna elettorale: l’imposta di soggiorno è e dev’essere un’ imposta di scopo e pertanto il suo gettito può solamente essere utilizzato per la realizzazione di un serio progetto di valorizzazione e promo-commercializzazione della destinazione turistica Assisi.

Questo progetto deve essere condiviso con i cittadini e le associazioni di categoria e presentato dettagliatamente in Consiglio Comunale PRIMA dell’istituzione dell’imposta. In questo caso e solo in questo caso, possiamo ritenerci favorevoli all’investimento che stiamo chiedendo di fare al comparto turistico della città. Non accetteremo mai di mettere in mano 2 milioni di euro all’assessore che poi di volta in volta ci dirà come intende spenderli.

Ritenere che l’introduzione di questa imposta sarà del tutto indolore per le imprese ricettive della città è sbagliato, per questo può essere accettabile solamente se finalizzata a finanziare un importante progetto di crescita e sviluppo turistico.

Un altra cosa che riteniamo fondamentale è che l’introduzione dell’imposta sia accompagnata da una seria lotta all’abusivismo ricettivo che affligge sotto varie forme questa città. Se proprio dobbiamo introdurre un nuovo balzello, che siano tutti a pagarlo, compresi gli ospiti degli affittacamere e degli istituti religiosi. Sarà anche importante prevedere una rimodulazione del check-point, la tariffa che facciamo pagare a tutti i bus turistici che arrivano in città. Dovremo fare in modo che l’imposta di soggiorno sia interamente deducibile dal costo del check-point per evitare di indurre i grandi tour operator a scegliere hotel in località limitrofe, dove non c’è imposta di soggiorno, e andare quindi ad aumentare le già numerose fila del turismo mordi e fuggi, che visita la città risiedendo altrove.

Per poter rappresentare queste nostre istanze il M5S ha oggi presentato un Ordine del Giorno da discutere e votare nel prossimo Consiglio Comunale, nel quale chiede che il Sindaco e la Giunta si impegnino:

  1. a reinvestire l’intero gettito di una eventuale Imposta di Soggiorno in interventi e progetti direttamente ed esclusivamente inerenti il comparto turistico, per lo sviluppo e la crescita dello stesso comparto;
  2. a presentare il progetto complessivo di investimento delle risorse provenienti da tale imposta, PRIMA della istituzione della stessa;
  3. a condividere tale progetto con associazioni di categoria e cittadini, in sedi pubbliche e nella maniera più ampia possibile;
  4. ad intraprendere una seria lotta all’abusivismo ricettivo con metodi condivisi con le categorie, individuando preventivamente ogni mezzo organico ad un sistema di prevenzione e repressione del grave fenomeno, nocivo alla competitività delle imprese regolari e alla leale concorrenza;
  5. a considerare un sistema di esenzioni o riduzioni del checkpoint ai bus turistici che pernottando hanno già pagato l’imposta di soggiorno;
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