Tassa di soggiorno, Freddii, non prevista dal programma, come mai c’è?

Una decisione difficile da prendere poiché la materia è complessa

Tassa di soggiorno, Freddii, non prevista dal programma, come mai c’è?
Freddii

Tassa di soggiorno, Freddii, non prevista dal programma, come mai c’è?

da Rino Freddii
ASSISI – In questi giorni abbiamo l’ulteriore conferma di quanto andiamo sostenendo da tempo e cioè che la squadra guidata dalla sindaca Proietti non sa proprio cosa siano coerenza, trasparenza e rispetto dei cittadini. Dopo le sospette dimissioni della sig.ra Travicelli (non conosciamo ancora le motivazioni che l’hanno convinta o costretta a rassegnarle) e dopo la farsa della misteriosa lettera dell’assessore Guarducci legata a Universo Assisi, improvvisamente dal Palazzo giungono voci di una probabile imposta di soggiorno, imposta, come tutti ricordano, non prevista nel programma con cui la Prima Cittadina ha chiesto ed ottenuto i voti degli assisani.

Non è certo una novità che per la sinistra l’unico modo per far quadrare i conti sia quello di aumentare le tasse, lo fa da sempre dove governa e lo farà quasi certamente anche ad Assisi; tuttavia preoccupano i continui e repentini cambiamenti sul da farsi e l’introduzione dell’imposta nel 2018. Nonostante fino all’ultimo bilancio della passata Amministrazione non era consentito per legge introdurre nessuna nuova tassa comunale, la tematica è stata negli anni al centro del dibattito politico assisano, anche all’interno del centrodestra.

Una decisione difficile da prendere poiché la materia è complessa, ci sono pro e contro in ambedue le scelte e occorre individuare la tempistica giusta che sicuramente non è quella di cui si parla, viste le gravi difficoltà che stanno attraversando gli operatori del turismo a causa dei danni indiretti del terremoto.

Del resto durante i due mandati Ricci e Ricci-Lunghi sono state realizzate centinaia di opere senza introdurre né l’imposta di soggiorno né una tassa di scopo, lasciando l’addizionale IRPEF a zero e riducendo del 50 per cento le tariffe per mense e trasporti scolastici, il tutto nonostante il taglio dei trasferimenti regionali e nazionali per oltre cinque milioni di euro e senza accendere nuovi mutui, per non appesantire il piano di ammortamento.

Quindi niente fretta, ma un profondo esame della situazione, che non può certo prescindere da un confronto tra le forze politiche e il coinvolgimento di tutte le associazioni di settore.

Secondo il mio punto di vista, espresso in più occasioni, mettere le mani in tasca ai nostri ospiti potrebbe pregiudicare quel processo di fidelizzazione del cliente che è alla base di ogni azione di marketing. Pertanto, in maniera estremamente sintetica, l’eventuale tassa di soggiorno dovrà: essere commisurata alla tipologia della struttura ricettiva, tenere conto del ticket che già pagano i bus turistici ed entrare in vigore dopo mesi di preavviso affinché si possa tenerne conto nei nuovi contratti con i tour operator.

Dovrà inoltre prevedere alcuni esenti quali: i disabili con accompagnatore, gli anziani, l’assistenza dei ricoverati in ospedale, i partecipanti a concorsi pubblici, gli studenti, etc.

Se il Consiglio Comunale opterà per l’introduzione mi auguro inoltre che tra le finalità di questa imposta ci siano tra le altre cose: la manutenzione e il recupero dei beni culturali e dei servizi pubblici, la pulizia e il decoro dell’intero territorio e in particolare quello di Assisi e Santa Maria degli Angeli, la promozione turistica e un calendario delle manifestazioni, la partecipazione a fiere, anche internazionali, l’istituzione del marchio “Assisi” ed interventi a sostegno oltre naturalmente alla promozione delle varie strutture comunali (Lyrick, Monte Frumentario, Palaeventi).

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