Assisi 30 anni dopo San Giovanni Paolo II faro di pace con Francesco

Stefania Proietti mi emoziona pensare di essere parte dell’organizzazione

Assisi 30 anni dopo San Giovanni Paolo II faro di pace con Francesco
papa giovanni paolo II

 Assisi 30 anni dopo San Giovanni Paolo II faro di pace con Francesco – “Una notizia che mi riempie il cuore di gioia, di speranza ed entusiasmo” così il Sindaco Stefania Proietti commenta l’annuncio della presenza di Papa Francesco il prossimo 20 settembre in occasione del 30esimo dello Spirito di Assisi “Sete di Pace”, l’incontro che vedrà la partecipazione di oltre 400 leader religiosi nella città serafica. “La sua presenza a poche settimane dalla visita come pellegrino alla Porziuncola dimostra la centralità di Assisi nei percorsi di creazione e promozione di pace. Il 4 agosto scorso ho avuto modo di ricordare a Papa Francesco che oggi più che mai la città di Assisi è sua alleata per la custodia del Creato, per i poveri e per la pace.

L’espressione “spirito di Assisi”, pronunciata da Giovanni Paolo II nella nostra città nell’ottobre 1986, ricorda uno dei momenti più alti nella storia del dialogo e dell’incontro tra le religioni di tutto il mondo che da quel giorno ogni anno si rinnova. Per il 30esimo anniversario dello Spirito di Assisi ho partecipato sin dalle prime riunioni come volontaria e rappresentante della diocesi; ora mi emoziona pensare di essere parte dell’organizzazione come Sindaco di Assisi. La città ha già dimostrato, in occasione della visita del Pontefice del 4 agosto, di essere perfettamente in grado di gestire situazioni rese oggi rispetto al 1986 ancora più complesse per le esigenze di sicurezza.

La partecipazione di Papa Francesco al più grande evento di promozione e costruzione di percorsi di pace e fraternità, ci onora e ci stimola a metterci in gioco personalmente per la pace in ogni azione, anche amministrativa.

In questo periodo di violenze e guerre, l’incontro tra i diversi credi è una delle sfide più grandi della nostra epoca.  La presenza del Pontefice è la prova di un impegno concreto che non può e non deve essere rimandato, nella consapevolezza che per costruire un presente e un futuro di pace occorre prendersi la responsabilità di agire con coraggio e affrontare le sfide che le recenti crisi globali  ci pongono davanti.

Mi piace ricordare le parole che Giovanni Paolo II pronunciò nel suo Discorso alla Curiadel dicembre 1986 « Le differenze sono un elemento meno importante rispetto all’unità che, al contrario, è radicale, fondamentale e determinante »”.

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