Ordine Francescano Minore, tutti noi siamo Franciscans International

Un ponte tra i poveri e le Nazioni Unite

Ordine Francescano Minore, tutti noi siamo Franciscans International

“I diritti umani sono in pericolo ogni giorno. Proteggerli e promuoverli è la missione e la ragione di essere di Franciscans International”. Così scrive fra Joseph Rozansky OFM, Presidente del Comitato di Amministrazione di Franciscans International, nella lettera che introduce il Report annuale dei programmi sostenuti e realizzati nel 2016 dall’organizzazione che si impegna a portare i valori del Vangelo a livello locale, nazionale e in seno alle Nazioni Unite.

È stato proprio di fra Joseph il primo intervento dell’incontro tenutosi ieri pomeriggio per far conoscere l’impegno e l’operato di una organizzazione che appartiene a tutto il “mondo francescano”. Fra Joseph si è detto particolarmente lieto di tenere l’incontro in Assisi, nel Refettorietto del Convento Porziuncola, cuore del francescanesimo.

Dopo di lui ha preso la parola padre Claudio Durighetto, Ministro provinciale dei Frati Minori dell’Umbria, per rivolgere un saluto – soprattutto in qualità di Presidente del Mofra (Movimento francescano) dell’Umbria – ai numerosi presenti che hanno risposto all’invito per conoscere i nostri fratelli che rappresentano il volto e la voce francescana presso le Nazioni Unite. “Mentre ancora si stava svolgendo a Roma il Concilio ecumenico Vaticano II, circostanze provvidenziali ci portarono a rivolgerci direttamente all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. E davanti a quel vasto areopago ci facemmo l’avvocato dei popoli poveri”: ricordando questa affermazione di Paolo VI, contenuta nell’Enciclica Populorum progressio di cui ricorrono i 50 anni dalla pubblicazione, ha indicato una sintesi profetica di quello che oggi è e fa Franciscans International a nome della Chiesa e dei francescani.

Un saluto è stato rivolto anche dal vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, che ha ripreso l’espressione “farsi avvocato dei poveri” ritenendola realizzabile solo “vestendo i panni dei poveri”: in tal senso il nuovo Santuario della Spogliazione, che verrà inaugurato con un ricco programma dal 14 al 21 maggio, suggerisce la modalità – di essere prima che di annuncio – che Francesco d’Assisi fece sua proprio all’inizio del suo cammino nella Chiesa alla sequela di Cristo povero e crocifisso.

L’incontro è stato patrocinato dal Comune di Assisi che si mostra attenta a queste tematiche, sia per la forte impronta francescana che la caratterizza da otto secoli, sia per la presenza del sindaco Stefania Proietti, impegnata personalmente nel proprio cammino nella Chiesa e in ambito professionale su questioni ambientali. La Proietti si è detta commossa di ospitare l’evento, di ricevere in città una così numerosa rappresentanza di Franciscans International invitando i vari membri a sentirsi a casa ed auspicando che altre loro iniziative possano nascere in Assisi, patrimonio Unesco, e dalla cittadina serafica “spiccare il volo” per il mondo intero.

All’incontro era presente anche p. Michael A. Perry, Ministro generale dei Frati Minori e Presidente di turno CIF-TOR, che ha sottolineato la necessità, particolarmente urgente in questo momento storico, di organizzazioni come Franciscans International che si spendano per la pace nel mondo, e perché la nostra sia una società fondata sulla solidarietà ed il rispetto della dignità umana, insieme al rispetto e alla cura dell’ambente. P. Michael, riportando alcune recenti esperienze fatte di persona in seguito ad alcune visite ai frati minori che vivono in Siria, Kenia e Papua Nuova Guinea, ha ribadito come si debba superare un possibile scetticismo circa un coinvolgimento dei francescani nei “luoghi di potere”, per passare dal chiedersi se dobbiamo essere anche in quei posti, alla consapevolezza di doverci essere per parlare per coloro che non possono farlo, che non hanno voce e che pure soffrono! Un’ultima provocazione, molto efficace, del Ministro generale è stata quella di indicare Franciscans International non localizzata negli uffici di Ginevra o di New York, e nemmeno rappresentata solo da coloro che fattivamente vi operano, ma viva in tutti i francescani presenti francescani, di qualunque “colore o appartenenza”: presbiteri, terziari, suore, frati minori, conventuali, cappuccini, …

L’intervento conclusivo è stato di fra Markus Heinze, Direttore esecutivo di Franciscans International, che ha ripreso dall’ultima provocazione lanciata dal Ministro generale e aggiungendo che da circa 30 anni questa organizzazione è attiva e ancora quasi del tutto sconosciuta, persino in ambito francescano. La Comunità internazionale in qualche modo riconosce i diritti umani, ma è sotto gli occhi di tutti come e quante situazioni di discriminazioni persistano nel mondo, quanta gente vive in condizione di povertà estrema oppure non vede tutelati i diritti base che prescindono dal credo, dalla nazionalità, … e il creato, la nostra casa, è spesso abusato, sfruttato per un profitto. È necessario, dunque, che ci siano persone desiderose di spendersi in una continua “traduzione” dei valori evangelici per promuoverli nelle sedi delle decisioni politiche, con modalità e linguaggi ad essi appropriati. Senza perdere il contatto con le situazioni concrete di coloro che vivono, insieme alla gente, le situazioni disagiate nelle varie zone del mondo: e così essere un ponte tra loro e le Nazioni Unite, senza mai arrendersi davanti agli insuccessi o agli ostacoli, perché questo chiede la carità.

L’incontro, molto più ricco di quanto è stato possibile riportare in questa sintesi, è stato anche incredibilmente contenuto nei tempi. È seguito un rinfresco durante il quale si è voluto favorire l’ulteriore conoscenza derivante dal contatto personale con i membri di Franciscans International presenti in Refettorietto. Al termine i presenti si sono recati nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli per la preghiera del Vespro.

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