Papa Francesco ad Assisi. Dalla guerra fredda all’Isis 30 anni dopo

Enzo Fortunato, nessuno può sottrarsi a gesti di perdono e pace

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Papa Francesco ad Assisi. Dalla guerra fredda all’Isis 30 anni dopo – Papa Francesco torna ad Assisi. C’era stato il 4 agosto da pellegrino, per dire che «il mondo ha bisogno di perdo-no» e che «offrire la testimonianza della misericordia è un compito a cui nessuno può sottrarsi». Perdono e pace: è questa la via indicata da papa Francesco di fronte all’escalation di atti e attentati di violenza, di guerre vecchie e nuove che seminano miseria e sangue. Nessuno può sottrarsi a gesti di perdono e pace. Ecco perché diventa fondamentale l’annuncio che il Pontefice tornerà ad Assisi il 20 settembre per partecipare alla conclusione della Giornata mondiale di preghiera per la pace «Sete di pace -Religioni e culture in dialogo», promossa dalle famiglie francescane, dalla Comunità di Sant’Egidio e dai vescovi umbri in occasione del 30° anniversario dell’in-contro voluto da Giovanni Paolo II.

Trent’anni fa erano una ventina i leader religiosi. Il 20 settembre saranno oltre 400, da Bartolomeo I al primate della Chiesa anglicana, dal presidente del Centrafrica all’imam di Damietta in Egitto, dagli esponenti buddisti del Giappone al sociologo Bauman.

Migliaia i pellegrini per dare calore a un evento in un momento drammatico: le transenne e i metal detector che costeggiano i complessi monumentali assisani ne sono un segno tangibile. Sarà una voce forte per la misericordia e la pace, un cammino per costruire ponti di dialogo e abbattere i muri di indifferenza e violenza.

Quel seme gettato da Francesco nel 1219 con il sultano Malik al-Kamil in piena crociata continua a produrre i suoi frutti.

  1. Enzo Fortunato – Corriere della Sera
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