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Terremoto 1997, parla Sergio Fusetti restauratore Basilica San Francesco Assisi

60.000 le ore impiegate, per un costo di 72 miliardi di lire, circa 37 milioni di euro

Terremoto 1997, parla Sergio Fusetti restauratore Basilica San Francesco Assisi

Terremoto 1997, parla Sergio Fusetti restauratore Basilica San Francesco Assisi

 “Da quel giorno la Basilica di Assisi è diventata la mia seconda casa. Averla ‘ricostruita’ in soli due anni è un motivo di grande orgoglio”: inizia da qui Sergio Fusetti, capo restauratore e conservatore della chiesa, il suo personale ricordo di ciò che accadde 20 anni fa con il sisma che colpì Umbria e Marche. Un racconto in cui si percepisce chiaramente l’amore che prova verso la “casa” del Poverello, al punto che arriva a ripetere più volte “la mia Basilica”.

“Ero lì dentro la mattina del 26 settembre 1997 – racconta Fusetti all’Agenzia nazionale di stampa associata – quando crollarono le volte e uscii vivo solo per miracolo”. Fu poi il primo dei restauratori a rientrare. “E non perché fossi il più coraggioso – sottolinea -, semplicemente perché era giusto che andassi io a mettere in sicurezza le parti pittoriche risparmiate dal terremoto”.

All’epoca Fusetti aveva 44 anni, ma già dai primi anni Settanta si era occupato a più riprese della manutenzione ordinaria della Basilica.

“Il lavoro fatto dopo il terremoto – ricorda – è stato enorme e bellissimo, basta pensare che recuperammo qualcosa come 300 mila frammenti, ognuno di due-tre centimetri quadrati”. E spiega come era stato possibile ricostruite tutto in soli due anni. “Grazie a una macchina perfetta – afferma -, che lavorava in completa sintonia tra vari enti e si avvaleva di restauratori e ditte incaricate alla ricostruzione muraria di altissimo profilo. A un certo punto una delle ditte appaltatrici richiamò al lavoro due operai ormai in pensione perché solo loro sapevano ricostruire le volte, dove vennero collocati ben 26 mila mattoni”.

“Un’opera colossale – ribadisce il restauratore – realizzata in tempi celeri grazie alle professionalità, ma anche e forse soprattutto, a una burocrazia snella, quello che decidevamo la sera lo mettevamo in pratica il giorno successivo: ecco quello della burocrazia è un capitolo che merita un discorso a parte e spero che venga fatto anche per la ricostruzione della Basilica di San Benedetto a Norcia. Dove mi auguro che si possa recuperare la Basilica in poco tempo”.

Il restauratore ha anche una sua idea su come ricostruirla. “Personalmente – dice – la rifarei come era. D’altronde la gente solitamente è affezionata a quello che aveva e quindi non vedo l’esigenza di stravolgerla. Se non per ragioni di sicurezza – conclude Fusetti -, la strada maestra da seguire deve essere sempre la costruzione che garantisce la migliore antisismicità”.

 

LA STORIA DEL RESTAURO DELLA BASILICA
Il 26 settembre del 1997, alle 11.42, una forte scossa di terremoto colpì l’Umbria e le Marche, causando, oltre a danni ingenti alle case e vittime tra la popolazione, il crollo di parte degli affreschi e delle volte della Basilica superiore di San Francesco in Assisi. Il crollo provocò quattro vittime, due tecnici della Soprintendenza e due frati e causò inoltre il crollo di parte degli affreschi sulla volta della prima campata: il San Girolamo (attribuito da alcuni a Giotto giovane), dove erano raffigurati i Quattro dottori della Chiesa; la figura di San Matteo, sulla volta raffigurante i Quattro Evangelisti di Cimabue; inoltre, la volta stellata, ridipinta nell’Ottocento. Sull’arco di controfacciata e sul costolone, anch’essi crollati, sono rovinate a terra otto figure di santi e altre decorazioni. 

I primi interventi post-terremoto furono indirizzati soprattutto alla messa in sicurezza dell’edificio sacro e al recupero delle centinaia di frammenti sparsi tra le macerie. Una gara di solidarietà che ha coinvolto, oltre i tecnici della Soprintendenza e i restauratori dell’Istituto centrale per il restauro di Roma (Icr), anche molti volontari da tutta Italia, soprattutto studenti dei corsi di Conservazione e di Storia dell’arte di Viterbo e Roma. 

La basilica rimase chiusa fino al 29 novembre 1999, per interventi di conservazione e restauro. Due degli otto santi contigui alla controfacciata, i Santi Rufino e Vittorino, furono riposti sulla volta. Vennero raccolti (in condizioni difficilissime a causa delle continue scosse di assestamento) oltre 300.000 frammenti in corrispondenza dell’arcone dei santi e della vicina vela di San Girolamo, come della vela stellata e di quella di San Matteo.

A questa prima fase ne è seguita una successiva per un lavoro di selezione e di classificazione dei frammenti, in base alle sfumature, al colore, alla tecnica esecutiva. Successivamente si è passati al riconoscimento fotografico, seguito da tentativi di individuazione, in base ai punti di frattura, dei possibili punti di attacco. Indispensabile è stato l’ausilio delle fotografie a colori scattate prima del sisma e la loro stampa a grandezza naturale, sulle quali si poterono effettuare le prove di rispondenza dei frammenti.

Il 26 settembre 2001 vennero ricollocati gli otto santi dell’arcone (oltre a Rufino e Vittorino, Benedetto, Antonio di Padova, Francesco, Chiara, Domenico, Pietro martire).

Le lacune vennero compensate tramite la tecnica del tratteggio e dell’abbassamento ottico della lacuna stessa. Dopo un anno, il 26 settembre 2002 fu ricollocata anche la vela di san Girolamo: circa 80.000 frammenti su una superficie di 80 metri quadrati. Il 5 aprile 2006 si è svolta l’inaugurazione della vela di San Matteo e del cielo stellato. Non è stato possibile recuperare tutto il materiale: già prima del crollo le condizioni dell’affresco non erano buone. L’abitudine di Cimabue di usare biacca, mescolata ad altre vernici, ha fatto sì che il colore, a distanza di tempo, diventasse via via evanescente, quasi monocromatico. Per questo la ricostruzione non è stata facile e risulterà incompleta. Decine i restauratori impegnati nel lavoro di quello che è stato chiamato Il cantiere dell’utopia; 60.000 le ore impiegate, per un costo di 72 miliardi di lire, circa 37 milioni di euro 

 

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1 Commento su Terremoto 1997, parla Sergio Fusetti restauratore Basilica San Francesco Assisi

  1. Una curiosità direttore…ho notato che alcuni articoli restano più tempo di altri in “prima pagina”…alcuni vengono retrocessi nel giro di poche ore per far posto ad altri che sembrerebbero anche meno interessanti…vedi stamattina quello del Dott.Ronconi che se non erro (se mi sbaglio chiedo preventivamente scusa)è rimasto solo alcune ore……ma c’è una classifica dettata dall’argomento? dall’interesse che può suscitare? o ci sono delle priorità che da “ignorante in materia mi sfuggono”?? Grazie se vorrà colmare questa mia lacuna…Buona giornata e buon lavoro

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