Pietro Baldelli, dopo un anno nella Berretti del Perugia è tornato a Santa Maria degli Angeli

Baldelli_1_int_settSANTA MARIA DEGLI ANGELI (PG) – Pietro Baldelli, dopo un anno nella Berretti del Perugia, è tornato a Santa Maria degli Angeli, è tornato a casa sua. Angelano, cresciuto nel settore giovanile dell’Angelana, dalle sue parole emerge tutto l’orgoglio di vestire giallorosso, un senso d’appartenenza che è stato sempre evidente fin dai tempi delle squadre della Junior Angelana. Nell’anno in cui mister Scattini, “vecchia gloria” dell’Angelana che fu, sta insistendo moltissimo (per il momento con ottimi risultati, ndr) sul peso specifico della maglia con cui si va in campo ogni domenica, uno come il difensore classe ’95 ci sta benissimo. Lui che è il capitano naturale, il leader (lo è sempre stato nel settore giovanile negli anni scorsi) della pattuglia di giovani rampanti che rappresentano parte del presente, ma soprattutto il futuro del sodalizio giallorosso.
Allora Pietro, ti avevamo “lasciato andare” l’anno scorso al Perugia, non possiamo non cominciare chiedendoti di parlare di questa esperienza nel Grifo.
“E’ stata un’esperienza indubbiamente positiva, che mi ha permesso di crescere soprattutto dal punto di vista mentale, in particolare attraverso il contatto diretto con giocatori professionisti e tutto ciò che gli ruota attorno. L’unico rimpianto è stato quello di non aver potuto vivere appieno la stagione a causa di un doppio infortunio che mi ha colpito nel bel mezzo della mia crescita, nel momento decisivo dell’anno; un rimpianto sia livello di squadra, ma anche a livello personale”.
Angelana e Perugia, due universi calcistici molto lontani, lontanissimi a fine anni ’90 (quando tu eri piccolino), ma che, soprattutto a causa dei recenti problemi del Perugia e dell’ottima gestione dell’Angelana, si sono riavvicinati. Potresti fare un parallelismo, un confronto, tra il far parte del Perugia ed il vivere l’Angelana?
“A livello organizzativo l’Angelana non è seconda a nessuno. A Perugia ho notato una scarsa professionalità a partire dalle piccole cose, che invece a Santa Maria sono curate nei minimi dettagli. Far parte del Perugia è una grande responsabilità che si può capire fin dal primo giorno in cui si mette piede in quello spogliatoio. L’entusiasmo che si vive a Perugia è una delle cose che mi è rimasta dentro maggiormente. Mettendo a confronto le due realtà, quella giallorossa non ha niente da invidiare a quella perugina, se non la categoria”.
In che cosa l’Angelana dovrebbe imparare da una società professionistica come il Grifo e che cosa (se c’è) il Perugia dovrebbe imparare dall’Angelana?
“Credo che a Santa Maria la gente dovrebbe ritrovare quel senso di appartenenza e quell’attaccamento alla maglia che invece è una costante sia nelle gioie che nelle sconfitte del Perugia. Forse uno dei motivi che mi ha spinto a tornare a casa sta nel contribuire a ricreare quell’atmosfera che da un po’ di tempo non si respira al Migaghelli. Questo è l’obbiettivo principale di tutta la squadra. A Perugia dovrebbero apprendere da realtà come la nostra, il valore dell’umiltà che molte volte è fondamentale per raggiungere gli obiettivi”.
Ti abbiamo ritrovato subito in grandissime condizioni di forma, visibilmente migliorato rispetto ad un anno fa. Tu come l’hai ritrovata l’Eccellenza?
“Non mi sento in grado di dare un giudizio sul livello del campionato che verrà anche se fino ad ora ho notato un sostanziale equilibrio che potrà essere la chiave di un bel campionato. Indubbiamente la nostra è una squadra che non ha nulla da invidiare a nessuno”.
Non è ancora cominciato il campionato, ma vedendovi giocare date già il sentore di essere una squadra molto compatta. Non sembrate di certo nuovi per 5/11 quando andate in campo. Il vostro segreto?
“Ho fatto parte di molti gruppi negli anni passati ma devo dire che quest’anno sono positivamente sorpreso dell’intesa che si sta creando così velocemente. Il segreto non è uno schema, ma è un qualcosa che si costruisce soprattutto fuori dal campo. Non so cosa ci potrà riservare questa annata ma le premesse sono buone”.
Parlaci di tutti i nuovi arrivati, presentali ai tifosi, anche sulla base di quello che hanno mostrato anche all’allenamento (Rocchi, Ubaldi, Michele Battistelli, Borrelli e Taccucci).
“Le qualità tecniche dei nuovi arrivati sono sotto gli occhi di tutti, e non sono di certo io a doverle giudicare. Ciò che i tifosi non vedono e che invece è una delle loro maggiori qualità che li accomuna è la loro disponibilità a far gruppo e a far crescere i più giovani; cosa per nulla scontata ricordando anche le mie esperienze passate. Due parole in più vorrei spenderle per Marco (Taccucci, ndr), perchè, essendo compagni di reparto ho avuto modo di osservarlo maggiormente: sono enormemente sorpreso per la sua applicazione in allenamento pur avendo giocato ad alti livelli”.
Due parole a parte per quanto riguarda mister Scattini, “presentaci” anche lui.
“Il mister è l’artefice di questa unità di intenti che si respira nello spogliatoio. Ciò che dal primo giorno tiene a sottolineare a tutti noi è l’appartenenza ad una società speciale, di cui lui ha fatto parte nella sua carriera calcistica. Avendo vissuto già 10 anni della mia vita in questa società, mi sento di sposare a pieno le sue idee, e di comprendere alla perfezione che significa lottare per questa maglia”.
Che effetto ti fa vivere la prima squadra insieme a molti di quelli che erano tuoi compagni negli Allievi Regionali di due anni fa?
“Appena sono rientrato in quello spogliatoio mi è sembrato di tornare indietro nel tempo e di rivedere le facce di coloro con i quali ho condiviso alcune tra le più grandi gioie a livello calcistico. Chissà se il destino ci riserverà dei momenti ancora più belli, forse proprio perché ha qualcosa da farsi perdonare di quel campionato concluso per un soffio al secondo posto”.
Sapete di essere forti. Sapete di poter puntare a qualcosa di importante. Chi è la squadra che si nomina di più come favorita nello spogliatoio? Il Group? Il Villabiagio?
“Nel nostro spogliatoio in questo momento si sente parlare solo del Pierantonio e della partita di Domenica prossima. Così sarà per tutto l’anno, in cui settimana per settimana parleremo ed analizzeremo l’avversario che ci appresteremo ad affrontare, senza guardare in casa d’altri. Sappiamo cosa noi possiamo dare a questo campionato, piano piano scopriremo cosa il campionato potrà dare a noi”.
Un pronostico secco per la partita di domenica prossima contro il Pierantonio.
“1X2? Non so giocare con le scommesse… Venite tutti allo stadio e lo scoprirete…”

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