A Parigi con i “magnifici 8” della Nazionale italiana di Pugilato

A Parigi con i "magnifici 8" della Nazionale italiana di Pugilato

A Parigi con i “magnifici 8” della Nazionale italiana di Pugilato

A Parigi con i “magnifici 8” – di Gianluca Drusian – La nazionale italiana di pugilato che parteciperà alle Olimpiadi di Parigi e che si allena stabilmente presso il Centro Federale di Santa Maria degli Angeli si presenta al grande pubblico e in procinto di partire per la città francese. Venerdì 12 luglio presso la sala Conciliazione del palazzo dei Priori di Assisi “i magnifici 8” che si sono guadagnati sul ring il diritto alla rincorsa verso una medaglia olimpica, la più ambita tra tutte le manifestazioni sportive, saluteranno tifosi ed addetti ai lavori pronti a spiccare il volo.

Alla presenza del Presidente della federazione nazionale il dott. Flavio D’Ambrosi, del presidente onorario Franco Falcinelli, del sindaco di Assisi Stefania Proietti, l’intero staff tecnico compost, tra l’altro da Emanuele Renzini, Riccardo D’Andrea, Fabio Morbidini, Gennaro Moffa, Giovanni Cavallaro (nonché Carmela Ignozza, Pierluigi Pantini, Eugenio Agnuzzi, Massimilano Alota) parlerà della competizione, delle aspettative e degli obiettivi prefissati per la trasferta in terra olimpica.

Il torneo di pugilato ai Giochi olimpici di Parigi si disputerà dal 27 luglio al 10 agosto 2024. Le fasi preliminari si terranno all’Arena Paris Nord di Villepinte mentre le sfide per le medaglie andranno in scena al Roland Garros. Il programma prevede tredici eventi da medaglia: -51 kg, -57 kg, -63,5 kg, -71 kg, -80 kg, -92 kg e +92 kg per gli uomini e -50 kg, -54 kg, -57 kg, -60 kg, -66 kg e -75 kg per donne. Gli atleti partecipanti saranno 248 equamente divisi tra settore maschile e femminile.

Ogni Paese può qualificare al massimo un atleta per categoria. Il numero di partecipanti alle gare olimpiche non è fisso per ogni categoria di peso. In campo maschile partecipano 16 atleti nei -51 kg, 18 nei -57 kg, 20 nei – 63,5 kg e nei – 71 kg, 18 nei -80 kg, 16 nei -92 kg e nei +92 kg. In campo femminile partecipano 22 atlete nei -50 kg, -54 kg, -57 kg e -60 kg, 20 nel -66 kg e 16 nei -75 kg.

Per quanto riguarda l’Italia, la nazionale azzurra potrà contare sul talento di otto boxeurs, esattamente il doppio rispetto a quelli che si erano invece qualificati per l’edizione di Tokyo 2020. Tokyo, giochi olimpici che hanno visto riportare a casa soltanto una medaglia, quella di bronzo conquistata da Irma Testa e che dovrà essere eguagliata e migliorata rinverdendo, se possibile, i fasti dei più vittoriosi giochi di Londra 2012 (due ori con Canmmarelle e Russo ed un bronzo con Mangiacapre) o di Pechino 2008 (Cammarelle oro, Russo argento e Picardi bronzo) senza non ricordare le altre prestigiose ed indimenticabili medaglie d’oro di Parisi a Seoul 1988, Stecca a Los Angeles 1984, Oliva a Mosca nel 1980. Nella storia del Pugilato ai Giochi Olimpici, l’Italia ha finora conquistato quarantotto medaglie (15 ori, 15 argenti e 18 bronzi), di cui ben tre grazie al talento di Roberto Cammarelle.

Il gigante di Cinisello Balsamo che oggi frequenta Spoleto e l’Umbria dopo aver appeso i guantoni al chiodo, si mise al collo il bronzo ad Atene 2004, l’oro di Pechino 2008 e l’argento a Londra 2012, diventando così il nono pugile della storia a conquistare tre medaglie olimpiche. L’edizione più proficua in termini di medaglie resta comunque quella di Roma 1960, in cui l’Italia si prese ben sette medaglie (3 ori, 3 argenti e 1 bronzo) e dominò il medagliere della disciplina.

Ma non sono poche le speranze di medaglia degli Azzurri per questa Olimpiade che saranno quindi rappresentati dai “magnifici 8”, 5 ragazze e tre uomini alcuni dei quali già veterani della competizione olimpica mentre altri saranno alla prima emozionante esperienza: ANGELA CARINI (-66 KG) Classe 1998. è’ stata campionessa italiana di tiro a volo per poi intraprendere una carriera nel pugilato. E’ alla sua seconda partecipazione olimpica consecutiva.

Ha iniziato a lavorare insieme con il padre Giuseppe venuto a mancare pochi giorni dopo i Giochi di Tokyo 2020 dal quale ha ricevuto i massimi insegnamenti quanto ad importanza e valore del sacrificio e del voler non mollare mai fino “all’ultimo chilometro” e dal quale ha avuto e mantenuto anche l’attuale suo soprannome di “Tiger”. Per lei sono arrivati quindi i primi importanti risultati una doppia medaglia d’oro tra Europei Juniores 2014 e Mondiali Giovanili 2015 e da lì si è saputa sempre riconfermare tra le favorite in ogni competizione. Nel 2019 ha vinto l’argento europeo e successivamente anche l’argento mondiale.

A Tokyo 2020 è stata eliminata agli ottavi di finale da Chen Nien-chin (Taipei Cinese).

SALVATORE CAVALLARO (-80 KG) Fa parte di una famiglia d’arte in campo pugilistico. Arriva alla prima Olimpiade dopo anni di sacrifici. Ha strappato il pass grazie al bronzo ottenuto nei Giochi Europei 2023 e potrà così partecipare al torneo a Cinque Cerchi per la prima volta in carriera. Dopo tre bronzi europei (2015, 2017, 2022) ed il bronzo mondiale del 2021 – tutte medaglie vinte nella categoria -75 kg -, nella categoria della dell’Olimpiade l’Azzurro punterà alla ricerca di sorpendere chiunque si presenti dabvanti alla sua strada. “Occhi di Tigre” , il suo soprannome, lo contraddistingue e differenzia dal cugino Salvatore Cavallaro (classe 2001) – omonimia dovuta all’omaggio verso il nonno che hanno in comune – il quale però non si è qualificato per le Olimpiadi parigine.

SIRINE CHARAABI (-54 KG) E’ cresciuta, arrivata in Italia quando aveva soli 18 mesi, in provincia di Caserta nonostante sia nata ad El Fahs (Tunisia). E’ entrata in palestra all’età di cinque anni e sotto la guida di Giuseppe Pellegrino, allenatore che scopre talenti da quasi mezzo secolo ha evidenziato da subito quale tipo di atleta sarebbe potuta diventare. Essendo atleta di “seconda generazione”, dopo aver vinto il primo titolo nazionale giovanile a soli 13 anni, non ha potuto rappresentare l’Italia fino al 2021 ovvero nel momento in cui ha ottenuto la cittadinanza. Ha successivamente vinto il titolo nazionale seniores dopo un periodo di stop e, da allora, ha ottenuto solo grandi risultati, incluso l’ argento mondiale del 2023 (categoria -52 kg) ed il quinto posto ottenuto ai Giochi Europei dello stesso anno. La sua storia ha già ispirato un romanzo, “Il ring” di Chiara Licio, ma lo scritto più importante deve ancora essere redatto. E’ alla prima esperienza olimpica in carriera.

DIEGO LENZI (+92 KG) Il classe 2001 ha iniziato a fare sul serio sul ring a 16 anni diventando subito un talento luminosissimo nel panorama italiano attirando su di sé le attenzioni della Nazionale. Dopo un breve periodo di riflessione personale, da buon bolognese sospeso tra il preferire il divertimento o il basket, sport praticato e più attrattivo per tantio ragazzi felsinei, il colosso da 92 kg ha ripreso gli allenamenti fino a raggiungere il top nell’ambiente puglistico entrando a far parte del clan azzurro. Ha quindi partecipato al primo suo campionato mondiale dovendo fermarsi solo contro il furuto vice- campione mondiale, il cubano Fernando Arzola, dimostrando comunque grande personalità e pericolosità Lenzi è il pugile azzurro più giovane ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 , combatterà nella categoria dei supermassimi nella quale avrà di fronte tanti difficili avversari a cominciare dall’uzbeko Bakhodir Jalolov ma nulla vieta di poter sperare ed ambire in alto.

ALESSIA MESIANO (-60 KG) Classe 1991, aveva iniziato nell’atletica ma, all’età di 19 anni, dopo aver scoperto la bellezza della palestra di pugilato in quel di Latina, ha deciso che lì si sarebbe incentrato il suo futuro da tleta. In poco tempo l’allenamento ma, soprattutto, i risultati l’hanno portata a raggiungere traguardi imprevisti e, convocata nelle nazionali femminili, ha da subito portato a casa medaglie e successi come il bronzo mondiale (2014) fino al trionfo iridato del 2016 nella categoria -57 kg. Successivamente è passata dai pesi piuma a quelli leggeri continuando comunque a inanellare grandi risultati internazionali, incluso un altro bronzo mondiale (2022). Ha conquistato la sua prima qualificazione ai Giochi durante il preolimpico di Busto Arsizio di qualche mese fa battendo 5-0 Miroslava Jedinakova (Slovacchia) nella finale del 3°/4° posto. La sua categoria, quella dei 60 kg sarà a Parigi caratterizzata da nomi eccelsi e con un tasso tecnico di elevata caratura, chissà cosa riuscirà a dimostrare la tenace pontina.

AZIZ ABBES MOUHIIDINE (-92 KG) Classe 1998, senza volersi nascondere dietro a parole di circostanza è lui stesso ad aver dichiarato che combatterà a Parigi per l’oro. La sua ambizione, per il pugile italoavellinese appare giustificata dalle ultime prestazioni e successi conseguiti in occasione degli ultimi due mondiali con due secondi posti conquistati non senza recriminazioni. Nei pesi massimi, la categoria per eccellenza della boxe, categoria in cui è stato pure campione europeo (2022) nonché medaglia d’oro ai Giochi Europei del 2023, è da tempo punto di riferimento a livello internazionale. A Parigi Mouhidine lo spingerà anche un ulteriore motivazione: dedicare la medaglia al compianto papà, scomparso qualche anno fa. Com “Alì” Aziz ci sarà da vedere.

GIORDANA SORRENTINO (-50 KG) Classe 2000, è alla sua seconda partecipazione olimpica. “Caterpillar”, il suo soprannome, ha già vinto un bronzo europeo 2022 ed uno durante i Giochi Europei del 2023. Nonostante la giovane età, nel suo bagaglio di esperienze pregresse ci sono già tre partecipazioni ai Mondiali (5° posto nel 2022 e nel 2023) e due agli Europei. Il talento e l’esperienza non manca, parlano così anche i suoi allenatori. La Sorrentino gareggerà non solo a migliorare il nono posto di Tokyo ma anche a puntare più in alto.

IRMA TESTA (-57 KG) E’ l’atleta più conosciuta ed apprezzata anche a livello internazionale. Arriva a Parigi da campione del mondo in carica. E’ stata la prima donna italiana a partecipare ai Giochi in questa disciplina ed a regalare una medaglia olimpica all’Italia nel pugilato. E’ un esempio dentro e fuori dal ring in quanto impegnata da sempre nel sociale-sportivo. E’ salita sul ring da giovanissima in un periodo in cui le ragazzine preferivano altri sport ed altri interessi a cui dedicarsi. Lei ha preferito avvicinarsi al pugilato seguendo le orme della sorella maggiore Lucia e da lì ha continuato a frequentare e sudare in palestra senza fermarsi mai. Soprannominata “The Butterfly” è da considerare una predestinata in quanto a talento ed etica del lavoro a detta dei suoi tecnici. A 26 anni, Testa è nel pieno della maturità agonistica e l’oro mondiale vinto nel 2023 rappresenta un gran bel biglietto da visita verso i Giochi Olimpici di Parigi 2024 a cui l’atleta vorrà sicuramente dare un ulteriore seguito. E’ alla sua terza Olimpiade dopo Rio 2016 e Tokyo 2020 ed il suo nome apparterrà per sempre nell’olimpo della Nazionale femminile di Pugilato.

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