L’evento umbro celebra i colori antichi e il blu del guado
Il Bosco di San Francesco si prepara a ospitare la terza edizione di Herbatica. Storie di erbe e boschi, un evento promosso dal FAI per valorizzare il legame profondo tra la vegetazione spontanea e l’antica arte tessile. Domenica 19 aprile 2026, dalle ore 10 alle 18, il complesso benedettino di Santa Croce diventa l’epicentro di una ricerca botanica che intreccia la biodiversità dell’Umbria con le tradizioni artigianali del territorio. Esperti e naturalisti guideranno i visitatori attraverso i sentieri che degradano dalla Basilica, svelando come carpini e aceri nascondano in realtà preziosi pigmenti utilizzati per secoli nel confezionamento degli abiti.
Esplorazione botanica e sentieri cromatici nel bosco
La mattinata si apre alle ore 10.30 con l’iniziativa Sentieri Cromatici, condotta dai botanici Aldo Ranfa e Chiara Proietti. L’obiettivo è identificare le specie vegetali che, prima della chimica moderna, costituivano la base della tintoria tradizionale. Queste piante non venivano impiegate solo per le loro virtù terapeutiche, ma rappresentavano una risorsa economica fondamentale per l’estrazione di coloranti destinati a pelli e tessuti. Il percorso educativo mira a restituire dignità a una conoscenza quasi perduta, permettendo ai partecipanti di osservare dal vivo la flora del luogo con occhi nuovi, analizzando ogni foglia o radice come potenziale fonte di colore.
Il mistero del blu e la rinascita del guado di Urbino
Nel pomeriggio l’attenzione si sposta su una delle piante più emblematiche del Centro Italia: l’Isatis tinctoria. Alle ore 15, Alessandra Ubaldi illustrerà la storia del guado, l’unica fonte di pigmento blu disponibile in Europa fino al XVII secolo. Questa erbacea fu un pilastro dell’economia del Ducato di Urbino, cadendo poi nell’oblio con l’arrivo dell’indaco esotico. Attraverso il racconto di “Guado Urbino”, il pubblico potrà comprendere come questo specifico blu sia diventato nel tempo simbolo di divinità e nobiltà, dominando le corti europee a partire dal XIII secolo. Il recupero di questa coltivazione rappresenta oggi un ponte tra la sostenibilità ambientale e la memoria storica locale.
L’estetica di Giotto e il valore dei simboli medievali
Il programma prosegue alle ore 16 con un approfondimento dedicato ai colori e alla moda nell’epoca di Giotto. Monica Lupparelli condurrà una passeggiata volta a decodificare il linguaggio cromatico del Medioevo, periodo in cui ogni sfumatura possedeva un preciso significato sociale e religioso. L’evento gode del patrocinio della Città di Assisi e vede la partecipazione di stand dedicati alle tecniche di tintura su fibre naturali allestiti nel giardino di Santa Croce. Il supporto di partner storici come Ferrarelle, Pirelli e Mitsubishi Electric consente al FAI di mantenere vivo questo appuntamento che unisce la conservazione del paesaggio alla divulgazione culturale scientifica.

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