Mignani trova l’animale sul sentiero e allerta i Carabinieri
🚨FLASH NEWS – Sul Monte Subasio Francesco Mignani ha trovato un capriolo morto durante una passeggiata con il cane. L’animale era adagiato in un fosso lungo un sentiero. Avvisati i Carabinieri, attesa l’attivazione degli accertamenti mirati.
Una passeggiata mattutina sul Monte Subasio si è conclusa con un ritrovamento inatteso per il professor Francesco Mignani di Assisi. Durante una delle abituali uscite insieme al proprio cane, Mignani ha infatti trovato il cadavere di un capriolo, adagiato sul terreno in prossimità di un fosso lungo un sentiero.
Il ritrovamento è avvenuto nell’area compresa lungo il percorso che dalla Rocchiciola conduce verso il Trabucco. Secondo quanto riferito da Mignani, superata questa zona si incontra una deviazione: proseguendo in una direzione si va verso le carceri, mentre dall’altra parte il percorso conduce verso gli stazzi. Il corpo dell’animale si trovava circa a metà del sentiero che dal Trabucco procede verso gli stazzi, in corrispondenza di un fosso.
Il cane ha individuato la presenza dell’animale
Mignani stava percorrendo il sentiero con il proprio cane, come fa abitualmente durante le passeggiate sul monte, quando l’animale ha percepito la presenza del capriolo attraverso l’olfatto. A quel punto il professore si è avvicinato e ha potuto constatare che il selvatico era morto.
Il capriolo era disteso sul fogliame, in mezzo alla vegetazione e ai materiali presenti sul terreno. Dalla fotografia del ritrovamento sono visibili anche i palchi dell’animale. Mignani ha quindi osservato il corpo senza procedere ad alcuna valutazione sulle possibili cause della morte, limitandosi a verificare quanto fosse visibile dall’esterno.
Sulla porzione esposta del corpo, secondo quanto raccontato dal professore, non erano immediatamente riconoscibili lesioni riconducibili a un’aggressione. Mignani ha riferito di non avere osservato, nella parte che poteva esaminare visivamente, evidenti ferite attribuibili ad armi da fuoco oppure segni chiaramente riconducibili all’attacco di altri animali.
Nessuna conclusione sulle cause della morte
Queste osservazioni, tuttavia, non permettono di stabilire come sia morto il capriolo. Lo stesso Mignani ha precisato che la sua valutazione riguardava esclusivamente la parte del corpo visibile al momento del ritrovamento.
Anche l’immagine scattata sul posto mostra il capriolo disteso lateralmente sul terreno, con una parte del corpo chiaramente osservabile e un’altra non completamente verificabile. Dalla sola fotografia non è possibile determinare la causa del decesso, né escludere eventuali lesioni non visibili, patologie o altre circostanze.
Proprio per evitare conclusioni prive di riscontri, Mignani ha scelto di procedere con la segnalazione alle autorità competenti, senza formulare ipotesi sulla morte dell’animale.
La segnalazione trasmessa ai Carabinieri
Dopo avere constatato la presenza del capriolo morto, il professore ha infatti avvisato i Carabinieri, riferendo quanto aveva appena trovato lungo il percorso del Monte Subasio.
Secondo quanto spiegato dallo stesso Mignani, la segnalazione consentirà di attivare la procedura prevista e di interessare anche la ASL, affinché possano essere svolti gli accertamenti ritenuti necessari. Saranno quindi gli organismi competenti, qualora procedano con gli approfondimenti, a poter fornire elementi sulla morte dell’animale.
Mignani ha sottolineato di essersi limitato a fare ciò che era nelle sue possibilità: segnalare il ritrovamento e lasciare alle autorità ogni successiva valutazione. Un comportamento legato anche alla particolare attenzione che, secondo il professore, deve essere riservata all’ambiente naturale del Subasio.
L’attenzione alla fauna del Monte Subasio
Il ritrovamento assume per Mignani un significato particolare proprio perché avvenuto sul Monte Subasio, territorio nel quale la tutela della componente naturale e faunistica rappresenta un aspetto da tenere costantemente sotto osservazione.
Il professore ha ricordato di parlare anche nella sua veste di guardia ambientale volontaria, evidenziando l’importanza di segnalare situazioni anomale incontrate durante la frequentazione dell’area naturale.
La comunicazione del ritrovamento, nelle intenzioni espresse da Mignani, non è finalizzata alla ricerca di visibilità personale, ma alla necessità di portare all’attenzione un episodio che riguarda direttamente la fauna selvatica presente sul Subasio.
Gli accertamenti potranno chiarire cosa è accaduto
Resta dunque da comprendere che cosa abbia provocato la morte del capriolo. Gli elementi disponibili al momento del ritrovamento non consentono di dare una risposta e qualsiasi conclusione sarebbe prematura.
L’assenza di lesioni evidenti sulla parte osservata direttamente da Mignani non può essere considerata sufficiente per determinare le circostanze del decesso. Soltanto eventuali verifiche condotte dagli organismi competenti potranno fornire indicazioni più precise.
Il capriolo è stato trovato in una zona boschiva, adagiato tra foglie, rami e vegetazione, lungo uno dei percorsi frequentati da chi attraversa il Monte Subasio. È stata proprio una normale passeggiata mattutina a portare alla sua individuazione.
La segnalazione effettuata ai Carabinieri rappresenta quindi il passaggio necessario affinché il ritrovamento possa essere valutato nelle sedi competenti. Al centro della vicenda rimane la necessità, richiamata da Francesco Mignani, di mantenere alta l’attenzione sulla protezione dell’ambiente e della fauna del Monte Subasio, segnalando alle autorità gli episodi che possono richiedere approfondimenti.

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