E’ morto Italo Rota, l’architetto del ‘900 italiano e del Mondo

E' morto Italo Rota, l'architetto del '900 italiano e del Mondo
Eugenio Guarducci e Italo Roga

E’ morto Italo Rota, l’architetto del ‘900 italiano e del Mondo

«Ho appena appreso della scomparsa di #ItaloRota . Un uomo di grande spessore che amava la nostra terra e con il quale ho avuto il piacere e la fortuna di condividere un piccolo tratto di strada insieme». Sono le parole di Eugenio Guarducci, architetto come Italo Rota, lanciate su “X” in un Tweet.

di Marcello Migliosi

E’ morto a Milano, dove era nato nel 1953, l’architetto del museo del Novecento Italo Rota. Lo dice all’Agenzia nazionale di stampa associata il presidente di Triennale Milano Stefano Boeri, spiegando che “faremo sicuramente la camera ardente in Triennale, che è la sua casa”. “Perdiamo un amico e una persona molto importante degli ultimi anni della cultura italiana. Un uomo sofisticato con un pensiero inaspettato e originale. Per Triennale è una perdita enorme”, aggiunge Boeri. “Ha iniziato a lavorare trentenne in Triennale e non ha mai smesso. Non si contano gli allestimenti, gli spunti, i libri e i cataloghi sull’architettura. Il suo ultimo contributo – conclude – è stata la mostra sulla Pittura italiana di cui ha curato un allestimento”. “La scomparsa di Italo Rota ci priva di uno dei massimi architetti mondiali, uno degli spiriti più liberi e geniali di Milano. Quando nessuno credeva in Expo, mi è stato vicino con le sue idee ed energia. La sua opera continuerà ad accrescere il fascino di Milano nel mondo“. Sono le parole del sindaco di Milano, Beppe Sala sui social – come riporta l’Agenzia nazionale di stampa associata – ricorda il celebre architetto, scomparso oggi a Milano.

Italo Rota è stato uno degli architetti più influenti del nostro tempo, ha avuto un impatto significativo sulla scena architettonica italiana e internazionale. Dopo essersi laureato al Politecnico di Milano nel 1982, Rota ha lavorato con Franco Albini e Vittorio Gregotti prima di trasferirsi a Parigi alla fine degli anni ’80. Durante il suo tempo in Francia, ha contribuito alla ristrutturazione del Museo d’Arte Moderna al Centre Pompidou con Gae Aulenti e ha lavorato su numerosi altri progetti importanti. Rota è tornato in Italia a metà degli anni ’90, dove il suo studio milanese ha iniziato a lavorare su una vasta gamma di progetti, dal masterplan al product design. Tra i suoi lavori più noti ci sono la promenade del Foro Italico a Palermo, che ha vinto la Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana per gli Spazi Pubblici nel 2006, e il Museo del Novecento nel Palazzo dell’Arengario in Piazza Duomo a Milano, completato nel 2010. Oltre ai suoi contributi in Italia e Francia, Rota ha realizzato numerose opere a livello internazionale, tra cui la Casa Italiana alla Columbia University a New York nel 1997, il Tempio Indù a Mumbai nel 2009, e il Chameleon Club all’Hotel Byblos a Dubai nel 2011. La sua morte è una grande perdita per il mondo dell’architettura. Le sue opere continueranno a ispirare le future generazioni di architetti. Di Italo e con Italo ricordo le lunghe chiacchierate al telefono dove mi spiegava e raccontava del recupero urbanistico e dei suoi sogni di professionista. Chiacchierate che facevamo nei tempi in cui fu assessore alla cultura del comune di Assisi. «Fui io – dice Eugenio Guarducci – a suggerire al Sindaco Stefania Proietti il suo arrivo ad Assisi. Il suo pensiero purtroppo non ha avuto modo di concretizzarsi per il breve periodo in cui ha vissuto l’esperienza di Assessore. Mi ricordo di alcuni suoi interventi in Consiglio Comunale che aprivano a ragionamenti profondi e al contempo originali. Un “Archistar” – conclude l’architetto Guarducci – molto umile e garbato aperto al dialogo e confronto con tutti». UmbriaJournal: “Riposa in pace caro Italo Rota”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*