Famiglie ebree salvate in Assisi, un testimone racconta

 
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Famiglie ebree salvate in Assisi, un testimone racconta
Famiglie ebree salvate in Assisi, un testimone racconta
Dopo la cerimonia della Prefettura per la Giornata della memoria che si è svolta venerdì 25 gennaio nella sala della Spogliazione con la consegna delle “medaglie d’onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra” continuano gli appuntamenti assisani per non dimenticare la tragedia della Shoah. Giovedì 31 gennaio alle 15,30 nella sala della Conciliazione del palazzo comunale ci sarà la testimonianza inedita di Roberto Cerniani di Trieste sul perché la sua famiglia e altri parenti arrivarono in Assisi, su come e da chi vennero aiutati.
Anche per loro, così come per la maggior parte dei circa 300 ebrei giunti in città negli anni ’43-’44, il rifugio migliore è stato un convento. Nel caso quello delle suore dell’Atonement (via San Gabriele dell’Addolorata) che domenica 3 febbraio alle ore 15,30 (ritrovo di fronte all’Ufficio turistico in piazza del Comune) apriranno le porte della loro casa per il tradizionale percorso alla scoperta dei luoghi assisani della Memoria (Per informazioni e prenotazioni: Tel. 075/812467 – 075/812483; e-mail assisimuseodellamemoria@gmail.com).
Anche Viviana Salomon, figlia di sopravvissuti, in questi giorni presente in Umbria per testimoniare la storia della sua famiglia, ha voluto visitare, insieme al marito, il Museo della Memoria, Assisi 1943-1944, esprimendo interesse e commozione per la grande opera di salvezza posta in essere dalla città nei confronti degli ebrei.

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