I pilomat della discordia a Piazza San Francesco, Lega riapriremo il transito

 
Chiama o scrivi in redazione


I pilomat della discordia a Piazza San Francesco, Lega riapriremo il transito

I pilomat della discordia a Piazza San Francesco, Lega riapriremo il transito

del Direttore,
Marcello Migliosi
Il telefono squilla a vuoto, ma di certo da Panama lui è tornato e lui è il capo della sala stampa del Sacro Convento, Padre Enzo Fortunato. A lui volevamo chiedere “lumi” in merito all’incidente occorso ad una turista. Da quanto ci è dato a sapere la donna pare sia scivolata a metà della salita che costeggia la sala Norsa del Sacro Convento di Assisi e c’è stato bisogno dell’ambulanza. E fin qui tutto bene, il problema però si è generato allorquando è arrivata l’ambulanza e, causa pilomat, non è potuta passare per soccorrere la donna.

Il fatto, che si è verificato durante le Giornate della gioventù di Panama, per l’appunto, non è passato sotto il livello del radar della Lega di Stefano Pastorelli che si è, letteralmente, scagliato contro chi è responsabile della chiusura di Piazza San Francesco.

I bambini delle scuole umbre diventano cavie da laboratorio
Stefano Pastorelli

«Con la Lega al Governo della Città – dice -, la Piazza sarà riaperta, ad ogni costo questo è uno dei nostri impegni». Pastorelli non le manda a dire: “Spero – aggiunge – che l’amministrazione Comunale prenda provvedimenti, affinché episodi del genere non si ripetano mai più. Certo non posso pretendere da loro una forte azione per la riapertura della Piazza, non è nella loro volontà».

Questo dice il responsabile di Assisi Bastia del partito di Matteo Salvini, ma forse si sbaglia in quanto, magari giuridicamente non si saprà bene di chi è il “Mistico” slargo, ma di chi è la responsabilità della viabilità o della interdizione, questo lo si sa benissimo: è del Comune, o no?

La vicenda riapre una “ferita” che non si è mai rimarginata e che “affonda” le sue radici nei lontani anni della ricostruzione del dopo sisma del 1997. Alla rielezione di Giorgio Bartolini alla carica di sindaco della Città Serafica, l’Alcalde assisiate – che voleva riaprire la piazza – si trovò la “strada sbarrata” dai Frati del Sacro convento che, invece, non ne volevano proprio sapere e peccato che non “abbiamo trovato” Enzo Fortunato altrimenti ne avremmo parlato anche con lui.

Sta di fatto che, appunto, il coriaceo “re giorgio” angelano non ne volle sapere di andare dietro a quanto volevano i Frati. Bartolini si trovò contro l’architetto di Terni che aveva portato avanti il progetto della Piazza, a far pressione sul rieletto sindaco anche un alto prelato e poi anche un membro dell’ordine degli ingegneri della Calabria. Una lettera, pare, al fulmicotone che, però, sortì l’effetto contrario, Giorgio Bartolini, allora, rispose per le rime. Il sindaco, mai domo, riaprì Piazza San Francesco e in fondo fece realizzare lo spazio per un paio di taxi.

Sulla proprietà di Piazza San Francesco, dicevamo, c’è sempre stata poca “chiarezza”, tant’è che anche i lavori della ricostruzione furono – ci par di ricordare – autorizzati dal Comune “a prescindere dalla proprietà della Piazza“. Sotto il profilo giuridico, quindi, non si sa di chi è lo slargo, ma di sicuro, la viabilità è una prerogativa del Comune e, ovvio, anche l’autorizzazione a piantare i pilomat è arrivata da Palazzo dei Priori tant’è che i poco amati birilli mobili che spuntano da sottoterra si sono animati definitivamente, se non sbagliamo, subito dopo la partenza del presidio armato dell’Esercito Italiano.

E un’altra voce, inascoltata, si leva dalla città di Assisi, è quella dei tassisti. «Abbiamo provato a chiedere a tutti – dice Paolo Bertoldi, il presidente – ma no c’è stato verso, ci hanno rimpallato da una parte all’altra e non abbiamo potuto avere nessun tipo di permesso».

Cosa chiedevano i tassisti? Semplice, la possibilità di accedere in PIazza San Francesco e per l’esattezza a Largo San Gregorio. E questo per poter accompagnare i pellegrini disabili fino alla Basilica Inferiore del Sacro Convento. «Il permesso – puntualizza Paolo Bertoldi – s’intende avrebbe avuto carattere momentaneo, Arrivare scendere la persona e ripartire per poi venirla a riprendere a visita e messa finita».

Il presidente dei tassisti di Assisi racconta che, a suo tempo, “abbiamo parlato con tutti, dal Custode del Sacro convento fino alle forze dell’ordine e ai rappresentati del Comune, ma non c’è stato niente da fare, nessun permesso né telecomando per aprire il pilomat e accedere. Motivo? Noi non potevamo avere questo diritto di accesso”.

La sintesi, da quanto ci è dato da capire è che se il disabile vuole arrivare alla Basilica inferiore di deve arrivare con mezzi propri!!! Carrozzina o altro, fermo restando che poi, se eventualmente, volesse salire alla Basilica superiore non saprebbe come fare né riuscirebbe, anche se spinto, a risalire la via che costeggia la Sala Norsa per uscire dall’area pilomat e riprendere il taxi. E anche se un disabile volesse arrivare alla Basilica Superiore, passando per l’area pedonale, non saprebbe come scendere nella Basilica Inferiore.

«Se poi parliamo dei pilomat della parte bassa della Piazza – aggiunge Bertoldi -, peggio mi sento, in quanto in via Frate Elia il traffico è proprio interdetto. Se portassimo su una persona e accadesse qualche cosa sarebbero guai seri».

C’è anche un problema di altra natura per i tassisti che è quello del rispetto di coloro che si servono del noleggio. Bertoldi racconta che d’estate piazza del Comune è chiusa e quindi per uscire dalla città bisogna fare un giro micidiale, via San Paolo, poi uscire verso il cimitero e passare da Piazza Matteotti oppure sempre da via San Paolo uscire e scendere verso l’ingresso del Bosco di San Francesco (ponte Santa Croce). Un giro lunghissimo, difficile da spiegare a chi, magari straniero, vede il tassista fare un giro che, francamente, impensierirebbe chiunque e chiedere di sborsare più soldi rispetto alla corsa di arrivo e magari per arrivare a San Pietro.

«In effetti – dice il presidente – ci prendono per persone poco serie, proprio perché facciamo fare un giro molto più lungo al ritorno rispetto a quello di andata».

I tassisti di Assisi vorrebbero solo poter portare il disabile in Piazza senza sostare, ma un “disabile – dive – deve essere assolutamente accompagnato fino alla porta d’ingresso della Chiesa”.  In fondo lo slargo di San Francesco e quello di San Gregorio è praticabile no, e le occasioni ce ne sono e son sotto gli occhi di tutti: iniziative, anche imponenti, dove il Sacro Convento diventa luogo di incontro, scambio, spettacolo e riunione di grandissimo richiamo, con mezzi enormi Rai e di altro tipo, che transitano e sostano, a volte anche per giorni, nei luoghi altrimenti interdetti.

 Il problema grosso, però, è la gestione del disabile che in realtà non può arrivare né tornare facilmente alla Basilica Inferiore un po’ meno da quella Superiore, ma da lì non è facile andare sotto.

Un’ultima cosa, ci risulta che la sera ci siano anche dei gruppi di preghiera che frequentano la Tomba del Santo Poverello, persone di tutti i tipi e non si tratta certo di maratoneti, che per arrivare o per partire dal mistico loco del Colle del Paradiso fanno una fatica immensa.

2 Commenti

  1. E’ tutta una farsa…E’ tutto finto…E se non lo avete capito vi meritate quello che avete. Tutti a baciare il cordone al momento delle elezioni per poi pagare la cambiale. Sicuramente la persona citata nell’articolo darà una spiegazione dell’accaduto e le responsabilità, se ce ne sono, verranno alla luce.
    P.S.
    “baciare il cordone” (che deriva dal costume cattolico dei chierichetti di baciare il cordone del frate in segno devozione), intesa come comportamento manipolativo e meschino di una persona verso un’altra, messo in atto al fine di guadagnarsi simpatie o favori.

  2. Ma qui credo che a parte tutte le considerazione sulla proprietà della Piazza (forse con Sindaco Giorgio BARTOLINI cari Assisani ora non ne staremmo qui a parlare) il problema sia legato a semplici motivi di buon senso e di civiltà: se per qualsiasi motivo ho la necessità di transitare in quell’area perché disabile o perché devo essere soccorso, i mezzi devono poter passare. Fatemi il piacere non parlate di sicurezza o altre stupidaggini: se fossi una persona che vive in Via Giorgetti e dovessi essere soccorsa con una macchina o ambulanza mi salverei?

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*