Marcia delle Libertà, Sceusa: “Non si ferma, da Assisi, si ramifica e diventa inarrestabile”

 
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Marcia delle Libertà, Sceusa: “Non si ferma, da Assisi, si ramifica e diventa inarrestabile”

“La Marcia che finisce ad Assisi è la mia parte di marcia, quella che mi è servita per condensare e anche sfruttare un po’ di notorietà che già avevo da prima, forse anche una posizione sociale riconosciuta come significativa”. A dirlo è Paolo Sceusa, l’ex giudice e presidente di Tribunale alla fine della sua marcia delle libertà, partita il 6 gennaio da Venezia. Attraversando mezza Italia, passando da Firenze, per poi arrivare oggi ad Assisi. Sceusa, insieme a tanti camminato dopo una breve sosta è partito questa mattina da Valfabbrica.

“Una volta pensata all’idea della marcia, come e quando farla. Ogni singola virgola è stata pensata e premeditata. Ho premeditato tutto e a quel punto ho deciso che bisognata partire senza aspettare. Le domande fatte sono  molte, ma le risposte quasi infinite – ha detto Sceusa -. Per ognuna delle mie scelte c’è n’è una. La mia interruzione qui ad Assisi di questa parte di marcia, quella che ha sfruttato la visibilità, per cercare di smuovere tante persone. Io lunedì ne ne andrò dalla marcia – spiega – e la lascerò in piena attività. Da Assisi, la marcia di ramifica e diventa inarrestabile”.

Il messaggio qual è? “La leadership non è del leader. La leadership non si esercita per un tornaconto del leader, ma è una posizione di servizio per altri, per chi gli serve. E la parte importante di questa leadership consiste nel lasciare la propria visibilità, le lasciare il proprio potere, piccolo o grande che sia, nel non esigere nessun tornaconto e di lasciare che altri vedano e sfruttino questo stesso esempio. E’ un esempio che politici e dei governanti di domani, non a quelli di oggi. A quelli di domani, si mettano nella testa  a quello che vogliono con una loro idea originale e non originale e lo facciano per un periodo limitato fino a che serve per far mettere radici a un nuovo seme pe runa nuova pianta: quello dell’assenza del tornaconto. Chi governa deve farlo nell’esclusivo interesse altrui e quando è ora se en deve andare. Se ha dato il buon esempi deve consegnare il suo testimone a qualcun altro che lo porti avanti con gambe diverse più agili, più solide e più giovani, capaci di andare più lontano. E’ un messaggio davvero tanto semplice, però è altrettanto lontano, anzi lontanissimo, dal comprendonio di tutti quelli che fanno e hanno fatto i politici nel mondo fino ad oggi. Quasi tutti, con qualche eccezione. Vorrei che questa eccezione si moltiplicasse in base a un esempio semplicissimo che sto mettendo in campo e in opera sui piedi e smentisco il falso modo di dire quando si vuole denigrare una persona”.

Al suo arrivo davanti la statua di padre Pio a Santa Maria degli Angeli, oltre a tanti amici, conoscenti e sostenitori che lo aspettavano, c’era uno spiegamento di forze dell’ordine, dalle volanti alla squadra mobile, dalla digos alla, polizia locale, oltre che i carabinieri.



Marcia delle Libertà di Paolo Sceusa arriva ad Assisi

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