Arte e libertà: le sculture di Ziranu illuminano Assisi

Arte e libertà: le sculture di Ziranu illuminano Assisi

Oltre l’infinito porta il ferro a nuova vita e coscienza

Ad Assisi, città che incarna un orizzonte morale e spirituale, le opere di Roberto Ziranu si pongono come segni tangibili di una riflessione sulla pace e sulla libertà, in grado di dialogare con il visitatore attraverso un linguaggio fatto di ferro, luce e movimento. Lo stesso artista, nato a Nuoro nel 1969 e figlio di una tradizione di bottega che arriva alla quinta generazione, trasforma la materia in un organismo vibrante, restituendo al metallo un’anima cangiante e profondamente umana, come emerge dal comunicato ufficiale di Efisio Carbone, direttore dell’ISRE Museum Complex.

Le sculture di Ziranu — Ali e Code — non sono rappresentazioni naturalistiche: sono alfabeti primordiali, che convocano il mondo e ne mettono in evidenza le libertà negate. La tecnica di sbalzo, cesellatura e fiamma crea riflessi cangianti che trasformano il ferro, fino a renderlo un organismo capace di vibrare tra tonalità di blu cobalto, oro ramato e argento. Ogni opera, unica e irripetibile, è il risultato di migliaia di martellate, gesti umili e precisi che imprimono tempo, memoria e respiro all’acciaio, in dialogo con basi in legno levigato dall’acqua, simbolo del legame tra materia terrestre e marina.

Le Ali si presentano come calligrafie tridimensionali, curve e nervature tese che fendono lo spazio, mentre le Code evocano l’energia tellurica dei grandi cetacei, il movimento delle onde e il gesto elementare di chi attraversa confini senza passaporti. La scelta di questo vocabolario simbolico costituisce una vera e propria dichiarazione etica: migrazioni, ospitalità e diritto alla libertà sono temi che attraversano lo spazio espositivo, evocando le riflessioni di Kant e Hannah Arendt sul diritto cosmopolitico e sul diritto ad avere diritti.

Il ferro, liberato dalla superstizione del grigio, diventa materia viva attraverso il fuoco, che non è solo strumento ma co-autore della scultura, generando tonalità e iridescenze che cambiano a seconda della luce e dell’angolo di osservazione. La scultura respira come un dorso di cetaceo o una vela gonfiata dal vento, e invita lo spettatore a confrontarsi con la responsabilità etica insita in ogni gesto e scelta quotidiana. Come sottolinea Efisio Carbone, le opere di Ziranu trasformano lo spazio in un dispositivo di coscienza, richiamando la necessità di guardare oltre i confini imposti dall’uomo e riconoscere la libertà come orizzonte universale.

OLTRE L’INFINITO rappresenta la sintesi di anni di ricerca artistica: dalle vele che incorporano il vento alle figure iconiche e minimali, il percorso di Ziranu converte l’esperienza estetica in un atto di consapevolezza. La luce, generata senza ossidi o vernici, diventa materia seconda, costruendo un dialogo tra concavità e convessità, tra ombra e volume, che coinvolge l’osservatore in una percezione fenomenologica profonda. La mostra invita a riflettere su come arte e bellezza, quando autentiche, non siano mai neutre, ma sempre in dialogo con la società e con la responsabilità individuale.

La scelta di materiali e tecniche, dall’incisione alla lucidatura, crea superfici specchianti e zone satinate che catturano l’ambiente circostante, generando pulsazioni visive che fanno respirare il metallo. Ogni martellata è un gesto di memoria, ogni curva un invito a continuare un movimento incompiuto, rendendo Ali e Code simboli di libertà, di migrazione e di apertura verso l’altro. La filosofia, attraverso l’arte di Ziranu, si fa esperienza concreta: il diritto di visitare, di muoversi, di vivere senza confini diventa visibile nelle pieghe e nelle ombre del ferro, come sottolineato nel comunicato di Efisio Carbone.

In questo contesto, Assisi non è solo scenario, ma interlocutore attivo: le sculture dialogano con la città e con la storia della pace, trasformando ogni incontro in un’esperienza etica e estetica. Il ferro non è più solo un materiale “povero”: diventa linguaggio di emozione e pensiero, che invita alla riflessione sul valore della libertà, sulla responsabilità dell’uomo e sull’infinito che si cela tra gli spazi lasciati vuoti. La mostra, con la sobrietà del metallo e la delicatezza della luce, rivela come l’arte possa trasformare l’invisibile in visibile, come insegna Paul Klee, e come la presenza del vuoto diventi corpo e respiro nel dialogo tra spettatore e opera.

Ogni scultura di Ziranu è un invito a partecipare: non è semplice contemplazione, ma coinvolgimento attivo. Le opere parlano di confini da superare, di migrazioni, libertà, bellezza, responsabilità, luce, ferro, tempo e riflessi. Gli elementi naturali — fuoco, aria, acqua — entrano nell’opera diventando co-autori della forma. La presenza di Ali e Code ad Assisi riafferma il valore dell’arte come strumento di coscienza e etica, in grado di unire estetica e significato profondo, come evidenziato dal comunicato firmato da Efisio Carbone, ISRE Museum Complex Director.

Con OLTRE L’INFINITO, Roberto Ziranu consegna alla città una esperienza unica: le opere non illustrano tesi politiche, ma pongono lo spettatore in uno stato di domanda, invitandolo a trasformare l’orizzonte in ospitalità, a fare della pace un atto quotidiano e della libertà un gesto concreto. Ali e Code diventano così simboli universali, punti di riferimento che rendono visibile l’invisibile e mettono in dialogo arte, filosofia, etica e materia, confermando Assisi come luogo in cui l’infinito non è evasione, ma compito.

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