I Campi di Tullio, ne parlerà Luigino Ciotti a Petrignano d’Assisi

 
Chiama o scrivi in redazione


I Campi di Tullio, ne parlerà Luigino Ciotti a Petrignano d’Assisi

IMI, Internati Militari Italiani, una definizione sconosciuta ai più, ma che cela un grande dramma della seconda guerra mondiale. E’ la definizione data da Hitler ai militari italiani che furono catturati dai tedeschi e portati nei lager in Germania, e non solo, immediatamente dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 tra l’Italia ed i Paesi alleati.

Ne furono deportati 650.000 e quasi 50.000 morirono di fame, stenti, malattie, ed utilizzati come lavoratori-schiavizzati per sostituire nelle fabbriche e nei campi gli uomini teutonici al fronte.


di Luigino Ciotti


Tra questi IMI ci fu Ciotti Tullio, giovane bracciante di Passaggio di Bettona, che da appena tre mesi era stato chiamato alle armi essendo della classe 1924. La sua storia di prigionia e di guerra è quindi non individuale, ma collettiva. Le sue sofferenze, le angherie, i soprusi subiti, la nostalgia, la fame, il freddo, le umiliazioni non furono “patrimonio” solo di Tullio, ma di tutti gli italiani vittime di una guerra che la maggioranza di loro non aveva voluto.
Per questo quasi tutti rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò e rimasero in luoghi ostili a soffrire e testimoniare le loro idee ed i loro valori.

Tutto questo non può non essere conosciuto, non può non essere socializzato, soprattutto dalle e con le generazioni successive, perché la memoria è elemento determinante per impedire la ripetizione di cose simili che, in forme diverse, purtroppo anche oggi accadono in alcune aree del mondo.

Non ci fu l’eroe Tullio Ciotti, ci furono migliaia di persone semplici, nella maggior parte contadini, che in nome del fascismo furono sacrificati per sedere al tavolo dei vittoriosi ed acquisire nuovi territori e ricchezze per alcuni.
Non fu così ed a tutti gli IMI, come agli altri militari, fu impossibile vivere gli anni della giovinezza nella spensieratezza.

Moltissimi non ebbero la voglia ed il coraggio di raccontare la propria esperienza e la disumanità dell’uomo. Ciotti Tullio lo ha fatto e questa testimonianza è bene divulgarla.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*