Scuola Frate Francesco di Assisi IC Assisi 1 Un incontro speciale!

Scuola Frate Francesco di Assisi IC Assisi 1 Un incontro speciale

da Celeste Bonucci
Scuola Frate Francesco di Assisi IC Assisi 1 Un incontro speciale
Gli alunni delle classi 1A, 1B, 1C, 1D della Scuola Secondaria di Primo Grado Frate Francesco di Assisi IC Assisi 1, hanno incontrato l’autrice del libro “Qualcosa di speciale” di Antonella Giacon. L’alunna Flavia Chiavoni (classe 1C) ha scritto un articolo sull’esperienza: Negli scorsi giorni, noi alunni delle classi IA e IC abbiamo incontrato Antonella Giacon, l’autrice del libro “Qualcosa di speciale”. Questo libro si intitola così perché parla di un ragazzino di undici anni di nome Demis che non trova nulla di speciale in se stesso e nella sua vita …. mentre lui vorrebbe tanto essere speciale, almeno in qualcosa! Demis non mostra i suoi sentimenti, sia che siano felici sia che siano delusioni o dolori, ma li scrive in un diario.

Prima dell’incontro con l’autrice avevamo letto il libro e preparato, insieme alle insegnanti, una serie di domande da sottoporle. Le domande che abbiamo posto erano estremamente varie, un po’ come lo siamo noi e forse un po’ anche come è stato il nostro “rapporto” con questo libro così vicino alla nostra età. Abbiamo quindi posto all’autrice domande che spaziavano da quelle a carattere più generale come ad esempio “Come le è venuto in mente di scrivere questo libro?” ad altre di carattere addirittura personale come “Non per essere invadente, ma la morte di Gino è in qualche modo collegata alla perdita di un suo caro?”.

L’autrice è stata molto disponibile e ha risposto dettagliatamente a tutte le domande che le abbiamo posto. La grande disponibilità è emersa dalla cura che ha riservato proprio alle domande di carattere più personale, quelle che su cui  si tende a “svicolare” un po’! L’autrice ci ha spiegato che l’idea di questo libro è nata ascoltando i racconti di un  gruppo di ragazzi e bambini che giocava in un campo vicino alla sua abitazione. Ci ha inoltre spiegato che alcuni aspetti del libro sono autobiografici, ad esempio le corse in bicicletta perché lei era solita fare queste corse con il fratello quando erano bambini. Ci ha fatto capire l’importanza di riportare, in un libro, tutti gli aspetti della vita reale, sia quelli belli sia quelli brutti.

A questo proposito ci ha detto che effettivamente la morte del personaggio di nome Gino è collegata alla morte di una persona a lei cara, ma senza entrare nei dettagli. Molto emozionante è stato poi ascoltare la lettura ad alta voce di alcune pagine del libro da parte di un signore che accompagnava l’autrice e che per lavoro legge libri ai bambini e ai ragazzi. Ci ha molto colpito la lettura, perché questo signore leggeva molto bene, con molta espressività e realismo, interpretando il testo senza mai esagerare con la recitazione, rendendolo “vero”.

È stato molto interessante incontrare un’autrice di un libro che avevamo già letto e poterci confrontare con lei. Non è la prima volta che incontriamo un autore, ma forse adesso siamo più maturi e abbiamo lavorato sul testo in modo critico e quindi è stato molto bello ascoltare le risposte alle nostre domande e cercare di capire  insieme alla Giacon com’è nato e cresciuto questo libro. Ci piacerebbe poter incontrare altri autori e farci fare tanti altri autografi da chi, con la propria penna, riesce a farci viaggiare in luoghi e tempi lontani

 

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