Mancanza di protagonismo da parte del Comune di Assisi, e chi si stupisce?

Celebrazioni del settimo centenario della morte di Dante Alighieri

 
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Mancanza di protagonismo da parte del Comune di Assisi, e chi si stupisce?

Mancanza di protagonismo da parte del Comune di Assisi, e chi si stupisce?

Maurizio Terzetti, toto assessore, ma di cultura e turismo quando si parla?di Maurizio Terzetti

O Dante o “Che Dio ci aiuti!”
Sorprende sì e no il fatto che al programma delle celebrazioni del settimo centenario della morte di Dante Alighieri abbia messo mano un tandem formato da Comune di Foligno e Sacro convento di Assisi, con il Comune di Assisi che, secondo quello che riporta la stampa, ha ringraziato per il coinvolgimento delle scuole superiori della città serafica alle varie iniziative.
Si è colpiti negativamente perché Dante, oltre che convinto seguace di Francesco, è stato anche un poeta di grande levatura civile e come tale non può mancare nelle priorità dell’agenda culturale delle istituzioni nazionali e di quelle locali, Assisi compresa,
Pensandoci bene, però, poi, non c’è motivo di stupirsi per la mancanza di protagonismo da parte del Comune di Assisi: gli “investimenti culturali” fatti negli ultimi cinque anni dall’amministrazione, infatti, si sono mossi troppo tra il godereccio-spendereccio, il fatuo, la mano libera concessa ad alcune associazioni per lo spettacolo e la ciliegina finale dell’ospitalità offerta al set di “Che Dio ci aiuti” per ricomprendervi anche l’Alighieri,

La Commedia Harmonica e il Teatro Studio Assisi
Su queste premesse, solo un illuso come me poteva pensare che il Comune di Assisi potesse avere voglia di pensare a qualcosa di coerente, di civicamente coerente, con un Dante preziosissimo poeta a tutto campo, innamorato sì di Francesco, ma anche testimone appassionato della terra d’Assisi che gli ha dato i natali.
Meglio lasciare fare ai Frati, meglio  ascrivere a loro merito il coinvolgimento di Assisi nelle celebrazioni nazionali, in un estremo gesto di sfiducia verso l’intelligenza e la buona volontà culturale di artisti locali che pure  – Commedia Harmonica e Teatro Studio Assisi – hanno proposto e prodotto, seppure per forza di cose solo sul web, un gran bel récital di versi e musiche dedicato alle Cantiche della Commedia.

Il Calendimaggio e la Valle Umbra
Da parte mia mi sarei aspettato da un’istituzione comunale laica, ma non scorporata dai suoi presupposti religiosi com’è il Comune di Assisi, un suo programma dantesco, qualunque esso fosse, qualunque promozione delle energie culturali locali intendesse operare.
E, se ne avessi avuto l’opportunità, avrei promosso i versi danteschi “Intra Tupino e l’acqua che discende / del colle eletto dal beato Ubaldo, / fertile costa d’alto monte pende” insieme con tutta la Valle Umbra, perché è vero, come ha potuto dire un assessore di Foligno, che il Topino è il fiume della sua città, ma Dante lo mette a confine, col Chiascio, di Assisi e di tutta la Valle Umbra.
Per Assisi, poi, sempre se ne avessi avuto l’opportunità, avrei fatto l’impossibile con l’Ente  e le Parti affinché l’edizione del Calendimaggio, che non si potrà fare quest’anno, fosse tutta incentrata sulla recitazione itinerante e in sicurezza del poema dantesco, cercando anche per questa via di dare un’immagine più poetica e vera della città di quella che è potuta circolare con “Che Dio ci aiuti”.

Il Medioevo è ancora una risorsa?
La conclusione è amara sia per il fatto che Dante è stato considerato come un estraneo in città sia per il fatto che, più in generale, in non so quanti, nell’amministrazione, sembrano convinti che l’investimento sul Medioevo in Assisi, cent’anni dopo Arnaldo Fortini, abbia fatto il suo tempo, serva più a poco, se si può lasciare che Foligno ne ricavi un qualche guadagno.
E, purtroppo, non è dato capire su quale altra immagine di Assisi punti, per portare ricchezza in questa città, questo Comune, che preferisce, invece, seguire gli orientamenti in materia del Sacro convento, che non punta mai autonomamente sulla città d’arte, che dimentica volutamente quanto di più piccolo di Francescano c’è in città  – che so, l’ingenua stalletta della Natività del Santo! – che può ancora spiegare la grandezza e l’immensità del ruolo di Assisi nel mondo.

2 Commenti

  1. Noti versi di Dante hanno fatto parte di un mio commento alla sfilaTa di Parte de Sotto. Grazie Terzetti per il tuo accostamento Dante Assisi.

  2. Grazie a te.
    Sono più che mai convinto che si poteva approfittare del vuoto del Calendimaggio vero e proprio per intervenire in città, a maggio, in sicurezza, con segni sparsi di lettura e di recitazione e di gaiezza e di cupezza e di festa e di dolore. Molte chiavi può offrire Dante al Calendimaggio, come hanno cominciato a indicare e a mettere in pratica Commedia Harmonica e Teatro Studio Assisi.
    Certo che una presa di posizione su questa chance persa da parte degli addetti ai lavori – l’Ente e le Parti – non ci starebbe male e, per quanto mi riguarda, continuerò a richiederla.

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