Il nuovo servizio alla Rocca di Assisi abbatte ogni barriera
La grande arte contemporanea supera le barriere architettoniche nel cuore dell’Umbria. A partire dalla prossima settimana, la celebre mostra intitolata “FRANCISCUS. Fratello in arte”, firmata dal maestro Michelangelo Pistoletto e allestita all’interno della splendida cornice della Rocca Maggiore ad Assisi, diventerà pienamente fruibile anche dalle persone con disabilità motoria. Questo importante risultato è il frutto di un’iniziativa mirata promossa direttamente dall’Amministrazione comunale assisiate in sinergia con Opera Laboratori, d’intesa con Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Galleria Continua, e forte del prestigioso patrocinio concesso dalla Regione Umbria.
Il provvedimento nasce per rispondere a una precisa esigenza di inclusione sociale e culturale, permettendo a qualunque cittadino o turista di esplorare i capolavori esposti, superando i naturali impedimenti strutturali e i dislivelli tipici dell’architettura di una fortezza di epoca medievale.
I dettagli operativi del servizio di accompagnamento
Il piano di supporto gratuito sarà attivo nello specifico durante i giorni di venerdì, sabato e domenica, estendendosi fino alla data di chiusura dell’evento espositivo, prevista per il 4 ottobre 2026. Al fine di garantire la massima sicurezza e un’assistenza impeccabile sul percorso, l’accesso assistito sarà programmato per un limite massimo di un utente al giorno. Per avvalersi di questa preziosa opportunità, i visitatori interessati dovranno effettuare una prenotazione obbligatoria rivolgendosi direttamente all’Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT) della città di Assisi, contattabile sia tramite l’indirizzo di posta elettronica dedicato sia per via telefonica.
Le operazioni di transito e visita all’interno delle sale monumentali saranno interamente facilitate grazie all’impiego sul campo di due operatori qualificati messi a disposizione dalla Croce Bianca di Gubbio. Il personale specializzato si servirà di una moderna carrozzina cingolata e completamente meccanizzata, un mezzo tecnologico studiato appositamente per superare in totale comfort e stabilità le pendenze e i gradini che caratterizzano il sito storico umbro.
Un successo di pubblico che punta all’inclusione totale
L’esposizione dedicata a Michelangelo Pistoletto, inaugurata lo scorso 24 aprile, ha già riscontrato un clamoroso successo di pubblico a solo un mese e mezzo dalla sua apertura ufficiale. I dati aggiornati indicano infatti il superamento della soglia dei 12.000 ingressi complessivi, un traguardo numerico di assoluto rilievo che certifica l’enorme richiamo esercitato dall’arte contemporanea inserita in un contesto storico di così alto valore monumentale.
L’Amministrazione comunale ha espresso profonda soddisfazione per l’avvio del progetto di accessibilità, spiegando come l’intento primario sia proprio quello di favorire l’inclusione delle persone con mobilità ridotta all’interno della Rocca Maggiore. Le autorità cittadine hanno inoltre confermato che sono già in corso le valutazioni e la ricerca di specifici canali di finanziamento per attuare, in futuro, interventi strutturali permanenti capaci di rendere l’intero plesso monumentale definitivamente privo di barriere per chiunque.
Il percorso artistico e il legame con il territorio
La mostra si sviluppa attorno a una scelta concettuale forte compiuta da Pistoletto, il quale ha simbolicamente proclamato Papa Francesco come il primo santo dell’arte. Questa visione non assume una connotazione di carattere confessionale o religioso, bensì si configura come una profonda azione linguistica interna all’arte stessa, riconoscendo nel Pontefice una figura chiave capace di tradurre la dimensione spirituale in una concreta responsabilità collettiva e sociale.
Questo suggestivo percorso espositivo si inserisce all’interno delle celebrazioni nazionali legate all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Il fulcro radiante dell’itinerario museale è rappresentato dal celebre “Terzo Paradiso”, l’opera manifesto del maestro biellese che in questa occasione entra in un dialogo diretto e visivo con l’installazione omonima e permanente situata fin dai primi anni Duemila nel vicino Bosco di San Francesco, un’opera maestosa che i visitatori possono ammirare dall’alto guardando direttamente dalle finestre della Rocca Maggiore.

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