Concerto comunale di Assisi (1856-1961), Storia di una banda che non c’è più

Concerto comunale di Assisi (1856-1961), Storia di una banda che non c’è più

di Antonio Mencarelli
Il concerto comunale di Assisi (1856-1961). Storia di una banda che non c’è più Rievocare la storia della banda musicale di Assisi significa ripercorrere le vicende di un’associazione tra le più antiche dell’Umbria e parlare di un’istituzione che per oltre cento anni diede lustro e decoro alla città.

Di essa se ne era quasi perduta memoria, ma lo spoglio di un materiale archivistico ben custodito presso la sezione dell’archivio di Stato di Assisi, mai consultato finora, ha permesso di produrre  un saggio che è comparso nell’ultimo numero degli “Atti dell’Accademia Properziana del Subasio”.

Il gruppo musicale conobbe momenti di grande popolarità e divenne subito molto amato, perché quello era un periodo in cui nella grande provincia d’Italia, da poco unificata, accanto alla patria dei mille comuni nasceva l’Italia delle bande, ciascuna sotto il proprio campanile.

Agli assisani allietò le serate estive ai giardinetti del Pincio o in piazza del comune, dove non si pagava il biglietto per ascoltare le arie più note delle opere liriche, le sinfonie, le marce, gli “assolo” dei vari strumenti, che avvicinavano musicalmente persone di varia estrazione sociale.

Vi hanno suonato intere generazioni di Assisani: i Tanci, i Rossi, i Vignati, gli Sgargetta, gli Zubboli, i Banditelli, i Pacioselli, i Laudenzi, solo per citarne alcuni. Ebbe alla guida sei maestri: Decio Rossi, il fondatote (1856-1879), Annibale Stella (1879 1882), Attilio Cangi (1883-1912), Duilio Berti (1912-1921), Filippo Garagnani (1921-1948), Renzo Gori (1948-1961).

L’anno più fulgido fu il 1926, l’anno francescano, in cui il concerto fu impegnato in moltissime esecuzioni nelle grandi occasioni di rappresentanza.

Attorno alla banda girò la parte migliore della cultura musicale assisana, anche per la presenza di una buona scuola preparatoria da cui uscirono ottimi allievi. Il lucchese maestro Renzo Gori la ricompose nel 1948, le ridiede nuovo impulso, fece un gran lavoro didattico, ricostituì il corpo dei valletti, compose “serenate” per il calendimaggio e “laudi” per la Settimana santa, strumentò vari canti del folklore assisano. La banda cessò di esistere nel 1961 sostituita da quella della frazione di Rivotorto.

 

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