Perdono e giustizia al debutto del Cortile di Francesco 2026

Perdono e giustizia al debutto del Cortile di Francesco 2026

Giustizia, parola e pace al centro della dodicesima edizione

📌 FLASH NEWS – Il Cortile di Francesco 2026 debutta ad Assisi con giustizia riparativa e giornalismo costruttivo. Mario Mariani accompagna al piano il film muto Frate sole. L’11 settembre spazio alla pace, tra mostre, libri e nuovi incontri


Il rapporto tra perdono e giustizia, la responsabilità dell’informazione e il valore sociale della fraternità hanno aperto ad Assisi, giovedì 10 settembre, la dodicesima edizione del Cortile di Francesco. La manifestazione, che quest’anno porta il titolo Una bella notizia, ha dedicato la giornata inaugurale al confronto sulle professioni e sul loro contributo alla vita collettiva. In serata, il programma ha riunito cinema e musica con la proiezione del film muto Frate sole, accompagnata dal pianoforte di Mario Mariani.

Gli incontri hanno coinvolto magistrati, rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, studiosi e figure del mondo ecclesiale. Al centro, una domanda comune ai diversi ambiti affrontati: come ripensare strutture e pratiche sociali attraverso la fraternità e l’amicizia sociale, traducendo questi principi nell’esercizio delle responsabilità professionali.

L’eredità di san Francesco d’Assisi costituisce il riferimento culturale della manifestazione. Il programma inaugurale l’ha messa in relazione con questioni che riguardano tanto l’amministrazione della giustizia quanto il modo di raccontare e interpretare la realtà.

Perdono e riparazione nel confronto tra giuristi

La sessione del mattino, intitolata “Perdono e giustizia riparativa”, è stata curata dall’Unione dei Giuristi Cattolici. I magistrati Paolo Micheli e Giovanni Rossi sono intervenuti con la moderazione di Simone Budelli, affrontando il tema alla luce della riforma Cartabia.

Il confronto ha esaminato una concezione della giustizia che comprenda, oltre alla punizione del responsabile e all’indennizzo della vittima, la possibilità di ricostruire le relazioni compromesse. L’attenzione si è quindi concentrata sulla ricomposizione del tessuto sociale e sul significato della riparazione all’interno di questo percorso.

La discussione era rivolta soprattutto a giuristi e avvocati, chiamati a interrogarsi sulle modalità con cui il proprio lavoro può contribuire a un servizio alla collettività più inclusivo. Il tema del perdono è stato affrontato dentro questa prospettiva, in rapporto agli strumenti e alle finalità della giustizia.

Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, ha proposto una lettura del perdono come strumento giuridico capace di favorire la crescita della società. Nel suo intervento, il perdono è stato presentato come una dimensione compatibile con la giustizia, senza configurarlo come un’alternativa a essa.

Misericordia e responsabilità delle professioni

Sul rapporto tra principi e pratica giuridica è intervenuto anche Massimiliano Marianelli, rettore dell’Università degli Studi di Perugia, sostenendo la possibilità di riconoscere alla misericordia il valore di categoria giuridica.

Il contributo ha affiancato la riflessione dei magistrati e quella del vescovo, inserendo nel confronto universitario e professionale il tema delle relazioni sociali. La sessione ha così accostato la dimensione normativa alle domande sul ruolo della giustizia nella comunità.

Alla mattinata hanno partecipato anche Francesco Sisto, viceministro della Giustizia, attraverso un videomessaggio, e Carlo Orlando, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Perugia. Il programma ha riunito, nello stesso appuntamento, contributi provenienti dalla magistratura, dall’avvocatura, dall’università e dalle istituzioni.

Il potere della parola e l’etica dell’informazione

Nel pomeriggio, il convegno “Il potere della parola” ha spostato l’attenzione sull’informazione. L’incontro, curato dall’Unione Cattolica della Stampa Italiana e dall’Ordine dei Giornalisti, ha affrontato la responsabilità di chi comunica e gli effetti della parola nella società.

Sono intervenuti la biblista Rosalba Manes, il teologo Diego Mecenero e i giornalisti Carlo Paris, Vincenzo Varagona e Assunta Corbo. Le diverse prospettive hanno contribuito a sviluppare una riflessione sull’etica della comunicazione e sull’attenzione richiesta nell’esercizio della professione.

Il confronto ha riguardato la capacità dell’informazione di incidere sulle relazioni e sulla comprensione dei fatti. La parola è stata dunque considerata anche per le conseguenze che produce nel contesto sociale, oltre che per il contenuto che trasmette.

Assunta Corbo ha illustrato l’approccio del giornalismo costruttivo, sottolineando la scelta di aiutare le persone a comprendere la complessità della realtà. Nella sua riflessione, questo orientamento evita di alimentare reazioni immediate fondate sulla paura, sull’indignazione o sulla frustrazione.

Gli incontri del mattino e del pomeriggio sono stati trasmessi in diretta streaming sul canale YouTube cortiledifrancesco, dove le registrazioni restano disponibili.

Il pianoforte di Mario Mariani incontra il cinema muto

La giornata inaugurale si è conclusa nella Sala della pace del Sacro Convento, antico refettorio invernale della Corte pontificia. Qui Mario Mariani ha accompagnato al pianoforte la proiezione di “Frate sole”, film muto del 1918 di Ugo Falena e Mario Corsi.

Il cineconcerto ha accostato un’opera appartenente agli inizi della storia cinematografica a una sensibilità musicale contemporanea. L’esecuzione dal vivo ha accompagnato le immagini, componendo il momento serale del programma dopo le due sessioni dedicate alla giustizia e alla comunicazione.

Nonostante il maltempo, la sala si è riempita. Il pubblico ha seguito con partecipazione la proiezione e la performance musicale, che hanno portato il racconto francescano anche sul terreno del linguaggio cinematografico.

L’11 settembre tra arte e attualità di san Francesco

Il programma di venerdì 11 settembre è dedicato alla pace e all’attualità politica del pensiero francescano. Gli appuntamenti comprendono una mostra, una presentazione editoriale e un confronto sul pacifismo evangelico.

Al Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco è prevista la presentazione di “Tracce di F. Appunti sulla vita di Francesco d’Assisi”, mostra del pittore Franco Fortunato. La cura è affidata a Francesco Cioffi, direttore della galleria d’arte contemporanea Edarcom Europa.

Il rapporto tra don Primo Mazzolari e san Francesco è invece il tema del volume al centro dell’incontro con don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro della Conferenza Episcopale Italiana, e don Umberto Zanaboni, direttore del Centro missionario della Diocesi di Cremona. Partecipano il vescovo Felice Accrocca e suor Katia Roncalli, alla quale è affidata la moderazione.

Il confronto su Francesco d’Assisi e Tonino Bello

L’appuntamento “Francesco d’Assisi e Tonino Bello, profeti di pace” approfondisce il pacifismo evangelico radicale delle due figure. Il confronto mette in relazione sensibilità e visioni vicine, pur appartenenti a epoche lontane.

Sono previsti gli interventi di fra Marco Moroni, di Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione Don Tonino Bello, dell’europarlamentare Marco Tarquinio e del vescovo Felice Accrocca. A moderare sarà il giornalista Matteo Caione.

Proseguono inoltre, secondo il calendario della manifestazione, le repliche dello spettacolo “In Francesco, tre studi per una conversione”, a cura del Piccolo Teatro degli Instabili, che affianca gli incontri con il linguaggio del teatro

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