Ricamo e solidarietà uniscono la città di Assisi e Betlemme

Ricamo e solidarietà uniscono la città di Assisi e Betlemme

Mostra espone manufatti tipici ad Assisi tra arte e cultura

L’inaugurazione della mostra “Unite da un filo d’amore” ha segnato ufficialmente l’avvio di un percorso culturale che intreccia le trame del Punto Assisi con quelle del Tatreez palestinese. L’evento, svoltosi nella mattinata dell’8 marzo 2026 presso la Sala ex Pinacoteca in piazza del Comune, ha coinciso con la celebrazione della Giornata internazionale della donna, caricando l’iniziativa di un profondo significato politico e sociale. Al centro dell’esposizione si trova il punto croce, elemento tecnico condiviso che funge da ponte tra la città serafica e Betlemme, superando confini geografici e tensioni geopolitiche attraverso il linguaggio universale dell’artigianato artistico.

Un intreccio di storia e cooperazione internazionale

L’esposizione raccoglie una vasta selezione di manufatti, tra cui complementi d’arredo, accessori e abiti tradizionali provenienti dall’Umbria e dai territori palestinesi. Molti dei pezzi in mostra sono stati messi a disposizione da collezionisti privati e dalla Rete Radiè Resch, offrendo uno spaccato autentico di una maestria che si tramanda di generazione in generazione. Fino al 12 aprile un’esposizione unica fra cultura, tradizione e solidarietà nel segno del legame con Betlemme permetterà ai visitatori di approfondire la conoscenza di queste due scuole di ricamo, apparentemente distanti ma accomunate dalla precisione certosina dell’ago e del filo.

Il progetto vede la partecipazione corale di numerose istituzioni, tra cui il Comune di Assisi, la Regione Umbria, l’Accademia Punto Assisi e la Fondazione Laboratorio di San Francesco. La sinergia tra queste realtà sottolinea l’importanza di preservare le tradizioni locali come strumento di diplomazia culturale. Durante il taglio del nastro, le autorità presenti hanno rimarcato come questa “matassa d’amore” rappresenti una speranza concreta per il dialogo tra i popoli, identificando nelle donne le principali custodi di una memoria che rifiuta la logica della distruzione.

Il ruolo delle donne e la cultura della pace

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e il sindaco Valter Stoppini hanno evidenziato il valore simbolico dell’apertura l’8 marzo. Il focus è stato posto sulla resilienza femminile in contesti di conflitto: le donne, insieme ai minori, pagano spesso il prezzo più alto delle guerre, eppure riescono a mantenere vive le radici di una comunità. Attraverso il ricamo, le artigiane palestinesi e assisane non realizzano solo oggetti estetici, ma tessono trame di resistenza e autonomia economica. L’attivista Luisa Morgantini ha ricordato la necessità di tutelare i diritti umani e di promuovere l’inclusione a ogni livello della società civile.

Calendario degli eventi e workshop formativi

La rassegna non si limita alla sola esposizione statica, ma prevede un fitto calendario di appuntamenti collaterali volti al coinvolgimento diretto del pubblico. Il 14 e il 15 marzo sono previsti workshop pratici curati da Zaynab Khalil, dove sarà possibile apprendere le tecniche specifiche del Tatreez. Questi laboratori, organizzati in collaborazione con l’Accademia Punto Assisi, mirano a trasferire le competenze tecniche e la simbologia storica dei disegni palestinesi. Il programma include anche conferenze di approfondimento storico, come quella della professoressa Glenda Giampaoli sull’emancipazione femminile legata al lavoro tessile.

Nelle settimane successive, la Sala della Conciliazione ospiterà momenti di riflessione letteraria e musicale. Il 20 marzo verrà presentato il volume di Antonio Musarra sulla visione del mondo di San Francesco, mentre il 22 marzo sarà la volta di un confronto musicale tra l’Oud palestinese e il Liuto occidentale, curato da Luca Piccioni e Danilo Tamburo. Infine, il 28 marzo, la storica Chiara Mercuri analizzerà il rapporto tra il Poverello di Assisi e le figure femminili del suo tempo, completando un mosaico di appuntamenti che trasforma la città in un laboratorio permanente di pace e integrazione culturale.

Dettagli Evento: Unite da un filo d’amore

Periodo: Dall’8 marzo al 12 aprile 2026

Luogo: Sala ex Pinacoteca, Piazza del Comune, Assisi (PG)

Orari: Tutti i giorni 10:00-13:00 / 14:30-19:00

La mostra celebra il legame millenario tra Assisi e la Palestina attraverso l’arte del ricamo a mano.
Al centro dell’esposizione si trovano il celebre “Punto Assisi” e il “Tatreez” palestinese,
tecniche accomunate dall’uso sapiente del punto croce. L’iniziativa, inaugurata in occasione della
Giornata internazionale della donna, intende promuovere un messaggio di pace e solidarietà,
trasformando ago e filo in strumenti di dialogo interculturale. I manufatti esposti, che spaziano
da abiti tradizionali a preziosi complementi d’arredo, raccontano la resilienza e il genio creativo
femminile. Il progetto coinvolge le città gemellate di Assisi e Betlemme in un percorso di
cooperazione internazionale supportato dalla Regione Umbria. Oltre all’esposizione, il calendario
prevede workshop pratici e conferenze storiche per approfondire le radici di queste tradizioni.
Un’occasione unica per riflettere sui diritti e sull’inclusione attraverso la bellezza dell’artigianato.

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