Fondatore del Piccolo Teatro degli Instabili ricordato con affetto
Alla memoria di Carlo Angeletti, figura centrale della vita culturale assisana, è stata conferita l’onorificenza di “Benemerito della Città di Assisi”. La cerimonia si è svolta nella Sala della Conciliazione, gremita di cittadini e autorità, in un clima di intensa partecipazione. L’evento ha segnato il decennale della scomparsa di Angeletti, avvenuta il 28 novembre 2015, e ha ribadito il legame profondo tra la sua opera e la comunità.
Il riconoscimento, deliberato all’unanimità dal Consiglio comunale il 18 novembre 2025, è stato consegnato alla moglie Antonietta Mancinelli e alla figlia Fulvia Angeletti dal sindaco Valter Stoppini. Presenti anche la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, la presidente del Consiglio comunale Annalisa Rossi, membri della Giunta, consiglieri, rappresentanti del Sacro Convento e numerose realtà associative.
La motivazione ha sottolineato l’amore incondizionato per Assisi, la generosità e la dedizione con cui Angeletti ha animato manifestazioni culturali e artistiche. A lui si devono la fondazione del Piccolo Teatro degli Instabili, la “Maggiolata”, “Echo la Primavera”, il presepe “Colle del Paradiso” e la nascita della Società Culturale Arnaldo Fortini.
Il sindaco ha ricordato come Angeletti fosse capace di trasformare la città con energia e creatività, lasciando un’impronta che ancora oggi si percepisce nei luoghi da lui immaginati. La presidente Proietti lo ha definito “persona autentica, innamorata della sua città, capace di resilienza anche nei momenti difficili come il terremoto del 1997”.
La figlia Fulvia ha tracciato un ricordo personale, sottolineando il desiderio del padre di rendere Assisi più bella e rispettosa dei suoi abitanti. Beppe Giulietti lo ha descritto come “sentinella civica”, mentre fra Marco Moroni ha evidenziato la sua amicizia con la comunità francescana.
Numerose associazioni cittadine hanno sostenuto il conferimento, ribadendo come la figura di Angeletti continui a ispirare nuove generazioni. La pergamena con sigillo d’oro consegnata alla famiglia rappresenta non solo un tributo alla memoria, ma anche un simbolo di eredità viva che accompagna la città nel suo percorso culturale e sociale.

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